23 Settembre 2026

Zarabazà

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ABITI RIBELLI. In rivolta contro il fast fashion: Dal 25 settembre in libreria

Due amiche, due abiti parlanti e una scelta da compiere.

Ma quanto costa davvero un vestito che paghiamo così poco?

Arriva in libreria Abiti ribelli. In rivolta contro il fast fashion, il graphic novel scritto da Marina Savarese e disegnato da Emanuele Dallera, pubblicato da Morellini Editore in coedizione con CDM Lab. Il volume è la seconda uscita nella collana Sfumature di verde, nata per affrontare le grandi urgenze ambientali attraverso la forza narrativa e visiva del graphic novel.
Il progetto grafico, il coordinamento editoriale e il lettering della collana sono affidati a Stefano “S3Keno” Piccoli; grafica e impaginazione sono di Paolo “Ottokin” Campana.
Dopo Dieci anni per salvare il mondo, dedicato al cambiamento climatico, al centro della nuova pubblicazione c’è uno dei settori a maggiore impatto ambientale e sociale del nostro tempo: la moda

Due ragazze e due modi opposti di guardare la moda

Sofia e Greta, diciassettenni livornesi, ordinano due versioni dello stesso vestito: all’ultimo grido, economico e consegnato in pochi giorni da un sito di ultra-fast fashion.
Quando aprono i pacchi, però, accade qualcosa di inaspettato: i due abiti cominciano a parlare.
Vivienne, l’abito di Greta, racconta senza reticenze la propria origine: il poliestere derivato dal petrolio, le sostanze chimiche impiegate nella lavorazione, i modelli adattati dagli algoritmi e le operaie costrette a lavorare per molte ore in fabbriche prive di adeguate condizioni di sicurezza.
Cocò, l’abito di Sofia, incarna invece la voce seducente della moda istantanea. Esalta le tendenze, gli influencer, le sponsorizzazioni e la possibilità di acquistare continuamente nuovi capi a prezzi bassissimi. Il suo messaggio è allettante: apparire significa esistere e comprare è il modo più rapido per ottenere attenzione e approvazione.

Influenzate dai rispettivi abiti, Sofia e Greta iniziano così ad approcciare la moda da prospettive opposte. Mentre una continua a inseguire il modello proposto dall’ultra fast fashion, l’altra scopre il valore della riparazione e dell’upcycling, imparando che ciò che sembra destinato a diventare un rifiuto può trasformarsi in qualcosa di nuovo, originale e personale.

Il vero prezzo della moda veloce

Con ironia e un linguaggio vicino ai più giovani, Abiti ribelli racconta il passaggio da una moda fondata sulla qualità, sull’artigianato e sulla durata a un sistema che produce continuamente nuovi desideri.
Se il fast fashion ha accelerato il ritmo tradizionale delle collezioni, l’ultra fast fashion ha portato questo meccanismo alle estreme conseguenze: gli algoritmi analizzano tendenze e comportamenti online, i cataloghi vengono aggiornati di continuo e il tempo che separa l’ideazione di un capo dalla sua vendita può ridursi a pochi giorni.

Ne deriva una sorta di obsolescenza programmata applicata all’abbigliamento: capi economici e spesso di scarsa qualità, destinati a essere indossati poche volte e rapidamente sostituiti. Il prezzo contenuto pagato dal consumatore nasconde così costi molto più elevati, trasferiti sull’ambiente, sui lavoratori e sui Paesi del Sud Globale, trasformati in luoghi di produzione a basso costo e destinazione finale di enormi quantità di scarti tessili.

Alla storia a fumetti segue l’appendice “Abiti ribelli: analisi del settore” curata da Marina Savarese. Le fonti utilizzate e ulteriori materiali sono disponibili anche nello spazio digitale Extended Book, accessibile tramite il QR code presente nel volume.

Un fumetto che parla ai giovani e interroga gli adulti

Abiti ribelli non colpevolizza il consumatore e non propone una lezione astratta, ma invita a conoscere la storia degli abiti che indossiamo e a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte.
La sceneggiatura di Marina Savarese unisce divulgazione, ironia e linguaggio contemporaneo. Il segno dinamico ed espressivo di Emanuele Dallera, caratterizzato da colori accesi, prospettive movimentate e personaggi fortemente riconoscibili, trasforma Vivienne e Cocò in vere coprotagoniste. 
Ne nasce un graphic novel rivolto in particolare ai giovani lettori, ma capace di coinvolgere ogni generazione e di lasciare aperta una domanda: conosciamo davvero la storia dei vestiti che indossiamo?

Gli autori

Marina Savarese, slow fashion designer, scrittrice e docente, lavora da anni sui temi della moda critica, del consumo consapevole, dell’upcycling e della sostenibilità. Ha fondato un concept store dedicato ai brand emergenti e sviluppato progetti di abbigliamento e accessori legati alla moda lenta. È cofondatrice del portale Sfashion-net, dedicato ai marchi indipendenti, e della rivista Weave Magazine. Ha pubblicato diversi libri, tra cui il saggio Sfashion, e dal 2010 insegna in istituti e scuole, tra i quali Polimoda, Marangoni e GSC di Amman. Scrive settimanalmente di consumo critico per L’Indipendente.

Emanuele Dallera, classe 2002, è un disegnatore e autore genovese. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics di Genova e ha realizzato fumetti, illustrazioni e vignette per associazioni, progetti sociali e riviste indipendenti, tra cui Varchi, Armunia e Pepita Ramone. Nel 2024 ha esordito nell’autoproduzione con Palombari e partecipa a fiere ed eventi insieme all’Associazione di Promozione Culturale A Bottega, della quale è membro.

ABITI RIBELLI. In rivolta contro il fast fashion

di Marina Savarese – Emanuele Dallera

Collana Sfumature di Verde

Morellini Editore – CDM Lab

21,90 euro

ISBN: 979-12-5527-377-6