24 Giugno 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

Un progetto artistico multidisciplinare raffinato e profondo, che mette insieme modalità espressive differenti tra arte performativa, musica e fotografia, per una riflessione sulla distanza tra sogno e realtà.

“Onironautica 2”, il nuovo progetto di Nello Taietti in programma alla Fondazione Luciana Matalon di Milano fino al 27 maggio, evoca il rapporto che lega l’attività onirica a quella della veglia, ponendo al centro della scena una fotografia che nei colori e nelle atmosfere è legata alla sfera inconscia dell’autore.

Nelle oltre cento fotografie in mostra, così come per quello che accade in scena nello spettacolo che porta lo stesso titolo e che nelle due rappresentazioni del 6 e 13 maggio ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, lo spettatore prende coscienza di come la realtà “grezza”, che viviamo tutti i giorni, abbia uno strettissimo legame con quella più spirituale e sottile che si palesa quando siamo protagonisti dei “sogni lucidi”, ovvero quando siamo coscienti del fatto di stare sognando durante il sogno.

“Onironautica 2” è un progetto dalla metodologia complessa ma allo stesso tempo fortemente espressiva, dove il linguaggio fotografico introduce alla pièce teatrale svelando l’immaginario onirico del protagonista che racconta, in prima persona, tematiche e drammaticità del contemporaneo che lo influenzano, travolto da pandemia, guerre e catastrofi naturali: un vero e proprio viaggio attraverso i sogni che, inizialmente onirici, si tramutano poco alla volta in veri e propri incubi, intrecciandosi sempre più con le atrocità dei nostri tempi, come se non ci fosse più differenza tra il sogno e la veglia.

Onironautica 2 foto di scena. Da sx Daniele Crasti (voce narrante), Nello Taietti, Serena De Siena e Claudia Borri

Andrea Gardenghi: «Nella pratica di Nello Taietti questo mondo perturbante viene incessantemente sottoposto a un esperimento di razionalizzazione;l’autore, a partire dalle proprie visioni oniriche, lavora dunque come un estrattore di immagini, seleziona ciò che del sogno è governabile e lo manipola per esplorarne le coordinate.»

Nello Taietti, in scena con due attori e una performer accompagnati da una violinista e un pianista, rivela come la realtà, sempre più affliggente e drammatica, sia capace di sfondare la “porta magica” che protegge i sogni, mettendo in crisi la sua stessa anima che rischia di deteriorarsi, inaridirsi.

Paolo Cacciato: «L’autore usa il mezzo fotografico per giungere in profondità, lasciando materializzare dal proprio inconscio due figure che, pur essendo caratterizzate da forte corporeità, richiamano indiscutibilmente a un livello intellettuale e poetico di ricerca personale, rivolta al mondo dell’arte quale fuga dall’orrore.»

Erato e Calliope

Solo grazie all’azione delle Muse Calliope ed Erato, voci del potere della poesia e del corpo, il dolore del protagonista si attenuerà e avrà la possibilità di tornare a vivere, “a pensare col cuore in una forma superiore di coscienza”, portando con sé la speranza di un futuro più roseo, simboleggiato dalla provvidenziale venuta al mondo della neonata Alba.

Autore, regista e fotografo, Nello Taietti riesce a far convivere in perfetto equilibrio espressioni artistiche differenti, con le immagini fotografiche che, come sottolinea Roberto Mutti, «avanzano in dichiarata autonomia ma con un ritmo poetico parallelo a quello della narrazione e della musica. L’obiettivo diventa così complice di una molteplicità di sguardi che nascono da una sintonia stabilita con lo spettatore che si trova a indagare sui corpi, a indovinare le espressioni, a confrontarsi con i più diversi aspetti della realtà. »