23 Giugno 2024

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AMICI ANIMALI: USO DELLA CANNABIS MEDICA IN AMBITO VETERINARIO

L’utilizzo della cannabis terapeutica per il proprio animale oggi è possibile. Ogni mese che passa sempre più veterinari utilizzano per svariate patologie terapie a base di fitocannabinoidi, il più delle volte in associazione ai trattamenti tradizionali o quando questi ultimi non sortiscono efficacia o gli effetti collaterali sono troppo importanti.

Perché i preparati a base di cannabis hanno effetto anche sugli animali?

Così come nell’uomo, anche in alcune specie animali sono presenti recettori per il sistema endocannabinoide, i più conosciuti sono i recettori CB1 e CB2. Questi, legandosi con molecole presenti prevalentemente nella pianta di Cannabis, i fitocannabionidi, generano degli effetti che in ambito medico possono essere utilizzati positivamente per il trattamento di alcune patologie.

fitocannabinoidi sono cannabinoidi di origine naturale, prodotti e contenuti nella pianta di Cannabis, alla quale devono il loro nome. Le varietà di questa pianta disponibili e prescrivibili sono molte e si differenziano per la loro composizione, ma quando si parla di prodotti vegetali si prende in considerazione l’insieme di tutte le sostanze prodotte dalla pianta, che viene chiamato fitocomplesso.

Nel caso della Cannabis, il fitocomplesso è composto dai cannabinoidi, dai terpeni, dalle clorofille, dagli alcaloidi, e da altri gruppi di sostanze per un totale di più di 800 molecole, tra cui il THC e il CBD.

La prescrizione della cannabis terapeutica per il proprio animale viene effettuata dal veterinario prevalentemente quanto le terapie tradizionali non hanno un’efficacia terapeutica accettabile o quando gli effetti secondari sono troppo importanti da gestire e da sopportare dall’animale.

Per cosa vengono utilizzati i Fitocannabinoidi in veterinaria?

Gli utilizzi sono molteplici, i principali li elenchiamo brevemente di seguito:

  • Dolore (oncologico, neuropatico, cronico);
  • Stimolazione dell’appetito;
  • Osteoartrosi;
  • Epilessia;
  • Glaucoma resistente;
  • Terapia oncologica integrata;
  • Disturbi comportamentali (ansia, stress).

Fitocannabinoidi in veterinaria: la somministrazione

Le vie di somministrazione sono molte, la più utilizzata in campo veterinario è sicuramente la via orale con l’utilizzo di Olio e Resina, ma in casi particolari si utilizzano anche la via transdermica con appositi gel transdermici o creme e la via oculare con colliri sterili.

Il veterinario sceglie l’infiorescenza di cannabis più adatta tra quelle disponibili in commercio come Bedrocan, Bediol, Bedica, Bedrolite, FM2, Aurora alto THC. Ogni estratto oleoso verrà fornito con un contagocce così da somministrare la dosa prescritta in gocce.

Il veterinario tende sempre a iniziare con il minimo quantitativo di gocce per aumentare gradualmente in relazione al peso dell’animale, individuando mediante la clinica o dosaggi di riferimento, la dose con cui l’animale proseguirà la terapia.

La cannabis terapeutica per il proprio animale ad oggi è una realtà, ma sottolineo che sarà sempre il medico, in questo caso il veterinario, a decidere se e quale preparato a base di fitocannabinoidi somministrare al paziente.

Articolo redatto dai consulenti di Farmacia San Carlo per www.farmacomm.com.