Luglio 30, 2021

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Giornate Europee dell’Archeologia: avviato restauro delle tre àncore recuperate nel 2012 nella Baia di Naxos. Cantieri aperti al pubblico con le restauratrici toscane specializzate nel recupero dei metalli

GIARDINI NAXOS (Me) 19 giugno 2021 Sono cominciati in questi giorni, in coincidenza con le Giornate Europee dell’Archeologia 2021, gli interventi di restauro conservativo delle tre àncore recuperate nel 2012 nei fondali della Baia di Naxos. Si tratta di tre pezzi dalla foggia diversa e risalenti all’età imperiale e al VII secolo d.C. epoca bizantina.

Le attività di restauro, come anticipato nei mesi scorsi dalla Direttrice del Parco di Naxos Taormina, l’archeologa Gabriella Tigano, si svolgono a “cantiere aperto” e i visitatori giornalieri del Parco di Naxos accompagnati dall’archeologa del Parco Maria Grazia Vanaria possono osservare da vicino il lavoro delle due restauratrici giunte dalla Toscana. Si tratta di Elena Funghini e Francesca Mancini, la cui ditta è tra le poche che in Italia operano nel restauro conservativo di reperti in metallo provenienti da recuperi subacquei. Saranno impegnate a Naxos per qualche settimana.

“Da tempo – commenta la direttrice Tigano – avevamo programmato questo intervento sulle tre àncore, faticando non poco per individuare sul mercato le professionalità più idonee a questo tipo di restauro su reperti in metallo di oltre duemila anni recuperati in mare. Poi la beffa del Covid che ha bloccato tutto. In compenso in questi giorni, in coincidenza con le Giornate Europee dell’Archeologia, siamo incoraggiati dalla vista dei visitatori, soprattutto giovani che, spontaneamente, si avvicinano al cantiere di lavoro: inizialmente sono un po’ timidi, poi sono sempre più curiosi e fanno domande tecniche alle restauratrici. Un esempio concreto di archeologia pubblica o sociale, aperta alla gente, accessibile e che ha come fine la divulgazione e la condivisione della conoscenza”.

Al termine dell’intervento di restauro, le tre àncore saranno messe in sicurezza e infine esposte nella sezione di archeologia subacquea del Museo di Naxos allestita nella Torre cinquecentesca, una delle storiche vedette a difesa della Baia. In futuro saranno in mostra al Castello di Schisò, polo culturale e museale di Naxos dove proseguono i cantieri di restauro e la campagna di scavi archeologici iniziati nello scorso mese di aprile.

Parco Archeologico Naxos – Taormina

Il Parco archeologico, oggi denominato di Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 il Parco ha la gestione di alcuni tra i più importanti siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo e l’area archeologica di Naxos; il Teatro Antico e l’Odèon di Taormina; Villa Caronia (sede direzionale del Parco); il Museo naturalistico di Isolabella, le aree archeologiche di Francavilla e il M.A.FRA il nuovo museo archeologico della città, inaugurato nell’ottobre 2020. Dal 2019 sono gestiti dal Parco, Palazzo Ciampoli (Taormina), il Monastero e la Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo) e si attesta all’Ente anche Castel Tauro. Dal giugno 2019 il Parco è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi – figurano il G7 nel maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2019 i siti del Parco Naxos Taormina hanno toccato per la prima volta lo storico record di 1.033.656 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).

Info pubblico 0942 51.001 – 0942 628.738

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