30 Maggio 2024

Zarabazà

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Rinascimento finalese

Siamo in un territorio, abbracciato dal mare e dai monti, custode di importanti reperti e ricche testimonianzedi un passato antichissimo e glorioso, segnato dalla durezza e dalla calda bellezza della Pietra del Finale. Il Finalese è letteralmente attraversato dalla storia.Dalla Preistoria ad oggi corrono 350mila anni di culture da riscoprire
seguendo percorsi tematici e itinerari suggestivi.Con MUDIF – Museo Diffuso del Finale abbiamo realizzato un viaggio indietro nel tempo, più precisamente in epoca rinascimentale,immergendoci nella ricchezza artistica di questo angolo di Ponente Ligure, autentico museo a cielo aperto.

Finale Ligure – Dicembre 2020. La storia del Finale è straordinariamente ricca.Qui, ogni epoca ha lasciato importanti testimonianze di un passato antichissimo e glorioso ed è quindi possibile ripercorrere ben 350mila anni di storia, seguendo percorsi tematici che conducono dall’era Preistorica alle vestigia lasciate dai Romani, dai monumenti eretti nel Rinascimento dalla potente famiglia dei Del Carretto alla Finale del Sei-Settecento, tra splendidi marmi e imponenti castelli.Sono molte le iniziative promosse da MUDIF – Museo Diffuso del Finale per vivere in prima persona il territorio finalese attraverso un affascinante ed emozionante viaggio nel tempo

Il Finale è un autentico museo a cielo aperto, un territorio di elevata qualità e originalità paesaggistica, che conserva testimonianze di rilevanza internazionale, collocate in un contesto geologico peculiare caratterizzato dalla “Pietra di Finale”, l’indiscussa protagonista di questa zona del Ponente Ligure.La sua formazione risale all’età miocenica; è una pietra calcarea tenace e compatta dalle chiare e calde tonalità del bianco-rosato che definì da sempre il paesaggio del finalese, dando luogo a imponenti pareti verticali che possono arrivare a 200 metri, anche impiegata in numerose costruzioni e opere architettoniche, nel corso di diverse epoche storiche.Dalla Preistoria al Paleolitico medio, dall’età romana, fino al tardo Medioevo, quando cui si nota uno sfruttamento più regolare della Pietra di Finale, in un periodo che segna il passaggio dal legno alla pietra, sia per lo sviluppo di piccoli centri urbani che rurali. Tuttavia, fu soprattutto a partire dalla seconda metà del XV secolo, con la dinastia dei Del Carretto, che la Pietra di Finale trovò il suo massimo impiego dando forza e carattere a prestigiosi monumenti rinascimentali, come castelli, chiese e palazzi. MUDIF propone itinerari suggestivi ricchi di storia, alla scoperta dei segreti del finalese.

Oggi vi trasportiamo in epoca rinascimentale, tra la metà del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento quando l’ascesa della famiglia dei marchesi Del Carretto ha reso il Finale uno dei punti di riferimento dell’architettura rinascimentale ligureI Del Carretto e il Rinascimento FinaleseUn percorso con visita guidata alla scoperta dei monumenti icona di Finale. eretti nella suggestiva area di Perti, da dove si domina il borgo medievale di Finalborgo. L’itinerario proposto consente di visitare in un’unica giornata Castel Gavone con la magnifica “Torre dei Diamanti”, la Chiesa di Nostra Signora di Loreto detta “dei cinque campanili” e la chiesa di San Sebastiano nella valle del Pora. Monumenti rinascimentali ispirati a prestigiosi modelli toscani e lombardi realizzati dalla famiglia Del Carretto quali esempi di “architettura del potere”. Si comincia da Castel Gavone, eretto intorno alla fine del XII secolo, prestigiosa residenza fortificata dalla nobile famiglia. Demolito parzialmente nel 1449 dalla Repubblica di Genova, venne ricostruito da Giovanni I Del Carretto tra il 1451 e il 1452.

In questo periodo il castello era incentrato su un cortile interno con un colonnato ornato da capitelli scolpiti in Pietra di Finale, la cappella dedicata a San Giorgio, gli ambienti residenziali e gli spazi di rappresentanza posti al piano superiore. Nel corso del secolo successivo venne ulteriormente ampliato e dotato della splendida “Torre dei Diamanti” (intorno al 1490) in Pietra di Finale. Si tratta di un eccellente esempio di architettura militare rinascimentale: una torre a forma di carena di nave, rivestita da uno splendido paramento a bugnato piramidale lavorato a ‘punta di diamante’. All’interno della torre si conservano affreschi cinquecenteschi, con scene mitologiche e motivi rinascimentali, riconducibili alla famiglia Del Carretto.Poco distante da Perti, in una zona paesaggisticamente incantevole, si raggiunge la Chiesa di Nostro Signore di Loreto, conosciuta anche come “chiesa dei cinque campanili”. Riconducibile alla famiglia Del Carretto (con molte probabilità intorno al 1470), costituisce uno dei più prestigiosi esempi di architettura rinascimentale in Liguria. La sua costruzione mostra una pianta centrale quadrata sormontata da un tamburo ottagonale che racchiude la cupola emisferica. Il corpo principale presenta pilastri angolari in Pietra di Finale e mattoni a vista, che terminano in 4 esili campanili che fanno da cornice a quello centrale, leggermente più alto (da qui il soprannome di ‘chiesa dei cinque campanili’).

Dirigendosi verso Perti Basso, si incontra la Chiesa di San Sebastiano, altro esempio di architettura rinascimentale del finalese, fatta edificare attorno al 1489 dal Cardinale Carlo Domenico Del CarrettoOggi è possibile ammirarla nel suo aspetto originario, avendo subito nel corso del tempo poche modifiche: all’esterno la facciata ‘a capanna’ ha tre grandi finestre circolari a ‘oculo’ decorate da cornici laterizie a motivi bianchi e rossi ed archetti gotici con cornice a dentelli, con un piccolo campanile a vela. L’interno è a tre navate, con archi a tutto sesto e colonne in Pietra di Finale. Gli ornamenti dei capitelli e delle chiavi di volta delle navate mostrano motivi decorativi della tradizione tardo-gotica. Non mancano i richiami alla famiglia marchionale, con vari tipi di scudi araldici mentre, a destra dell’altare, è conservato un affresco raffigurante il beato Damiano Fulcheri da Perti, datato 1493. Finalborgo, uno dei “borghi più Belli d’Italia”Finalborgo è un gioiello che incanta per la sua atmosfera d’altri tempi in cui si respira il profumo intenso di un passato ricco di cultura e arte.  L’antico Burgus Finarii, cioè ‘Borgo di Finale’, fu fondato verso la fine del XII secolo, anche se recenti importanti scoperte archeologiche sembrano retrodatare la sua fondazione di qualche secolo e, tra il XIV e il XVI secolo fu capitale del marchesato dei Del Carretto.Le mura quattrocentesche, i suoi palazzi e le sue chiese ne fanno uno dei centri storici meglio conservati del Ponente Ligure, con edifici rinascimentali che ne impreziosiscono ogni angolo.Nella parte occidentale del Borgo, la chiesa e il convento di Santa Caterina rappresentano il più importante complesso monumentale di Finalborgo. Fondati nel 1359 dai Del Carretto, attualmente ospitano l’auditorium, l’Oratorio dei Disciplinanti riservato a mostre ed esposizioni, il Museo Archeologico del Finale e la biblioteca civica. In origine la chiesa aveva tre navate, con colonne in Pietra di Finale e, nella parte absidale, il presbiterio era affiancato da due cappelle laterali. Nello spazio absidale destro, noto come la cappella di Santa Maria degli Oliveri, si è conservato un importante ciclo di affreschi con ‘Storie di Maria e di Gesù’ realizzato alla fine del Trecento e attribuito ad artisti toscani. Di epoca rinascimentale i due ampi chiostri comunicanti tra loro. Nel corso dei secoli successivi subì profonde trasformazioni, fino a diventare un carcere, di cui è possibile vedere le anguste e buie celle di rigore, ricavate all’interno del campanile medievale.  Non meno importante, da un punto di vista architettonico, è la Chiesa di San Biagio, con il suo campanile quattrocentesco, leggermente pendente, un originale esempio di torre campanaria, unica per la Liguria, costruita sopra una delle torri delle mura di cinta del borgo medievale. Qui l’architettura rinascimentale si mostra in tutto il suo splendore, per la sua slanciata forma ottagonale e l’armoniosa alternanza di pieni e vuoti con tre ordini di bifore con arco a tutto sesto, la balaustra di coronamento e l’alta guglia che caratterizza lo ‘skyline’ del Borgo. Pur risalente al Medioevo, il Palazzo del Tribunale è ricordato come il “palazzo dove si amministrava la giustizia” da parte dei marchesi Del Carretto. Dopo una prima ricostruzione avvenuta nel 1462 da parte di Giovanni I Del Carretto, durante il Rinascimento fu realizzata la facciata affrescata con un motivo policromo a finto bugnato “a piramide tronca” interrotto da fasce con fregi a fogliame. In quella inferiore, un nastro avvolto a girali sorretto da putti reca scritte che alludono alla forza e al diritto. Il Palazzo oggi è sede di rappresentazioni teatrali e manifestazioni culturali, con un percorso che ricorda la precedente funzione giudiziaria.Uno dei migliori esempi di architettura del primo Rinascimento in Liguria è Palazzo Riccidimora storica che si affaccia su piazza Santa Caterina. Si tratta di uno dei più pregevoli e meglio conservati esempi di abitazione privata nobiliare della prima metà del Cinquecento nel Finale. Fino al 1927 fu sede del comune di Finalborgo; attualmente ospita l’Archivio Storico del Finale ed è destinato a divenire uno dei principali poli del sistema dei beni culturali di Finale Ligure. La facciata posteriore presenta tracce dell’originaria decorazione dipinta, con un fregio di putti e fasci di pesci sospesi ai reggistaffa in ferro battuto delle grandi finestre a bifora, con esili colonnine in marmo, sormontate da una piccola apertura a oculo. La facciata principale, anch’essa caratterizzata da grandi bifore con colonnina centrale, si trova nella stretta via del Municipio, dove si apre il grande portale in pietra nera, con raffigurazione della Vergine tra angeli e le iniziali del committente, con diverse decorazioni di teste imperiali sugli stipiti del portale stesso. All’interno, il palazzo conserva il suo aspetto originario con l’elegante atrio voltatochiavi di volta e cielini in pietra nera.