21 Ottobre 2026

Zarabazà

Solo buone notizie

DESIGN FOR FOOD, CULTURA GASTRONOMICA E OSPITALITÀ

A HOSPITALITY 2027 IL DESIGN ENTRA IN SALA DA PRANZO: OTTO TAVOLI PER RACCONTARE UNA NUOVA IDEA DI ACCOGLIENZA

Dal 1° al 4 febbraio a Riva del Garda, nell’ambito della 51° edizione della manifestazione, il progetto di Hospitality curato da ADI VTAA e Fondazione Casa Artusi esplora il rapporto tra design, cibo e ospitalità, con installazioni, oggetti, show-cooking e un focus sull’accessibilità e sulla cultura gastronomica italiana.

Otto tavoli, otto diverse interpretazioni del rapporto tra design, cibo e accoglienza. È il cuore di “Design for Food, cultura gastronomica e ospitalità”, il nuovo progetto della fiera Hospitality realizzato da ADI VTAA – Associazione per il Disegno Industriale, Delegazione Veneto, Trentino-Alto Adige, in collaborazione con Fondazione Casa Artusi, che sarà tra i protagonisti della prossima edizione della manifestazione leader del settore HoReCa, in programma a Riva del Garda dal 1° al 4 febbraio 2027.

Inserita nel percorso “Esperienze e sensibilità con il linguaggio materico”, l’iniziativa propone una riflessione sul ruolo del design nella ristorazione, a partire da un principio fondamentale: l’esperienza dell’ospite non nasce soltanto dal piatto, ma dall’insieme degli elementi che lo circondano. Il tavolo, la sala, i materiali, la luce, gli arredi, gli oggetti e la mise en place concorrono infatti a definire la percezione del cibo e la qualità dell’accoglienza. Il design diventa così uno strumento per progettare non solo gli spazi, ma anche le relazioni, i gesti e le modalità con cui si vive e si condivide il rito della tavola.

“Con Design for Food Hospitality amplia la riflessione sul tema dell’accoglienza, mettendo in evidenza come l’esperienza della ristorazione sia il risultato di un sistema articolato, in cui spazio, materiali, oggetti, servizio e cibo dialogano tra loro. Portare questo progetto in fiera significa valorizzare una visione dell’ospitalità sempre più attenta alla persona e capace di interpretare le aspettative di un pubblico evoluto, sensibile alla qualità, all’accessibilità e al benessere complessivo”, commenta Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi.

La mostra si sviluppa attorno a otto tavoli, pensati come dispositivi flessibili e multifunzionali, capaci di ospitare anche momenti di show-cooking e degustazione. Il percorso mette in relazione interior design, mise en place e food design, costruendo un racconto che parte dai moodboard materici elaborati dai progettisti soci ADI, passa attraverso gli oggetti e gli strumenti che accompagnano il consumo e arriva alla progettazione del cibo stesso: forme, consistenze, modalità di presentazione e fruizione concorrono così a definire un’esperienza complessiva e coerente.

“Il cibo Made in Italy combina eccellenza nella trasformazione, qualità delle materie prime e un design insieme esclusivo e diffuso, riconosciuto da tre patrimoni UNESCO: Dieta Mediterranea, Arte dei Pizzaioli Napoletani e Cucina Italiana. Il Design for Food and Nutrition riguarda l’intera filiera, mentre il Food Design definisce format e artefatti in cui progetto e prodotto sono inscindibili. Con il Compasso d’Oro internazionale 2015, ADI ha delineato categorie dedicate a questo sistema complesso e innovativo” continua Michele Cuomo della Commissione ADI – Design for Food.

Uno dei tavoli sarà dedicato al tema dell’accessibilità, con un focus specifico sull’accoglienza delle persone non vedenti. Al centro, COLORILLE©, un sistema di segni in rilievo che consente di riconoscere attraverso il tatto i colori degli oggetti. Applicato – attraverso prototipi – a piatti e bicchieri, questo linguaggio amplia il valore della mise en place, trasformandola anche in uno strumento di orientamento, autonomia e inclusione.

Accanto alla dimensione progettuale, Design for Food porta a Hospitality anche un approfondimento sulla cultura gastronomica italiana. Grazie alla collaborazione con Fondazione Casa Artusi, il programma sarà arricchito da momenti di animazione gastronomica e da uno show-cooking, in cui la preparazione dei piatti diventerà occasione per raccontare il patrimonio della cucina italiana e il dialogo tra tecnica, memoria, tradizione e contemporaneità.

Andrea Segrè, Presidente di Fondazione Casa Artusi, aggiunge: “La cucina italiana non è fatta soltanto di prodotti e ricette, ma anche di gesti, relazioni, memoria e capacità di accogliere. Portare l’eredità di Pellegrino Artusi all’interno di un progetto dedicato al design dell’ospitalità significa restituire alla cucina la sua dimensione più autentica: quella di un linguaggio culturale capace di creare connessioni, trasmettere identità e unire le persone”.

Il dialogo tra design e cultura gastronomica si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione dell’enogastronomia italiana come patrimonio del Paese, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità, temi centrali anche per il riconoscimento della cucina italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

Con “Design for Food, cultura gastronomica e ospitalità”, Hospitality mette al centro il rapporto tra persona, cibo e spazio, proponendo una visione della ristorazione in cui design e cultura gastronomica contribuiscono insieme a definire la qualità dell’accoglienza e dell’esperienza.

Il progetto riunisce infatti competenze e professionalità diverse, grazie al coinvolgimento di partner tecnici e progettuali selezionati.

Il percorso propone una serie di oggetti provenienti dall’ADI Index e dal Compasso d’Oro, selezionati con il contributo di Michele Cuomo, architetto della Commissione Food Design di ADI e vincitore del Compasso d’Oro International Award 2015, coinvolto nell’approfondimento dedicato al food design. A completare l’iniziativa, alcuni focus tematici dedicati a diversi aspetti dell’ospitalità: l’accessibilità, sviluppata da Carlo Trevisani e Silvia Sandini con il sistema di colorazione tattile COLORILLE©, il flower design, con Claudia Antolini, e il branding olfattivo, curato da Laura Favaretto del laboratorio Meitei.

“Design for Food, cultura gastronomica e ospitalità” sarà presentato a Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, in programma dal 1° al 4 febbraio 2027 al quartiere fieristico di Riva del Garda.