Ci sono storie che cominciano con una telefonata, altre con un incontro.
Questa è cominciata aprendo il frigorifero a casa di mia madre.
Dentro c’erano dei bocconcini di mozzarella di bufala e una confezione di ricotta fresca. Non li avevo comprati io. Non sapevo da dove arrivassero e, soprattutto, non avevo mai pensato di scrivere una sola riga sul produttore.
Il principale sospettato è mio fratello.
Ma procediamo con ordine.
Quella mozzarella che probabilmente non avrei comprato
Devo fare una confessione.
Se avessi incontrato quei bocconcini per la prima volta sullo scaffale di un supermercato, probabilmente sarei passato oltre.
Non perché ci fosse qualcosa che non andasse. Semplicemente perché non conoscevo Albereto. E davanti a decine di prodotti finiamo spesso per scegliere quello che già conosciamo.
Poi ho assaggiato il primo bocconcino.
E ho scoperto che avrei sbagliato.
Ne è seguito un secondo.
Sul terzo avevo già smesso di interrogarmi.
Non servivano descrizioni gastronomiche, analisi delle consistenze o improbabili voli pindarici sul retrogusto.
Era buona. Ne volevo un’altra.
Punto.

Poi è arrivata la ricotta
Ed è qui che la vicenda ha assunto contorni preoccupanti.
Perché dopo la mozzarella ho assaggiato la ricotta.
Un cucchiaio.
Poi un altro.
E poi quel gesto che vale probabilmente più di qualsiasi recensione: ho guardato la confezione per capire chi diavolo la producesse.
Il nome era Albereto.
Nicosia.
A quel punto è scattata la curiosità.
Nessuno ci aveva chiesto di scriverne
Siamo andati sul sito del Caseificio Albereto.
Non avevamo ricevuto un comunicato stampa.
L’azienda non ci aveva telefonato.
Non ci aveva mandato dei prodotti da recensire.
Non esisteva alcun accordo commerciale.
E, mentre scriviamo queste righe, probabilmente al Caseificio Albereto non sanno neppure che abbiamo deciso di dedicargli un articolo.
La colpa è esclusivamente della ricotta.
Perché il gusto ci aveva fatto venire voglia di capire cosa ci fosse dietro.
E così abbiamo cominciato a curiosare.

Da un frigorifero di famiglia fino a Nicosia
Abbiamo scoperto un caseificio nell’entroterra siciliano e una produzione legata alla bufala.
Sul proprio sito Albereto racconta che la mozzarella viene prodotta con latte proveniente dal proprio allevamento siciliano.
E poi abbiamo scoperto il resto.
Bocconcini, treccia, burrata, sfoglia, stracciatella.
E naturalmente lei.

La ricotta.
Quella che ha provocato tutto questo.
Leggendo il sito abbiamo scoperto che viene prodotta artigianalmente attraverso fermentazione naturale senza acido citrico, utilizzando siero di bufala, latte di capra e sale.
Interessante.
Ma c’è un piccolo particolare.
Noi lo abbiamo scoperto dopo averla mangiata.
Prima non conoscevamo la lavorazione, l’allevamento, la storia del caseificio o la gamma dei prodotti.
Prima c’era soltanto un cucchiaio.
Ed evidentemente è bastato.

Abbiamo continuato a curiosare
A quel punto, ormai compromessi, abbiamo continuato a navigare.
E abbiamo scoperto che Albereto non significa soltanto mozzarella e ricotta. Il mondo dell’azienda comprende altre produzioni casearie e arriva anche alla valorizzazione della carne bufalina.
Insomma, quella confezione comparsa misteriosamente nel frigorifero stava diventando una porta d’ingresso verso un’azienda e un pezzo di Sicilia che non conoscevamo.
Ed è forse questo l’aspetto che ci è piaciuto di più.
Perché qualche volta la migliore pubblicità di un territorio non è una campagna pubblicitaria.
È qualcosa di buono che arriva sulla tavola.
Il mistero, però, rimane
Adesso dobbiamo risolvere un problema.
Anzi, due.
Il primo è scoprire esattamente come mozzarella e ricotta siano finite a casa di mia madre.
Gli indizi conducono tutti nella stessa direzione e mio fratello rimane il principale sospettato.
Il secondo problema è decisamente più grave.

Abbiamo finito tutto.
Quindi questo articolo non è stato commissionato dal Caseificio Albereto e nessuno ci ha chiesto di promuoverne i prodotti.
Lo abbiamo scritto per una ragione molto più semplice.
Ci sono piaciuti.
Parecchio.
Forse troppo.
Perché quella che inizialmente sembrava una normale degustazione domestica sta mostrando ormai tutti i sintomi di una vera dipendenza.
E quindi, caro ignoto responsabile dell’arrivo di Albereto in casa:
non abbiamo bisogno di sapere perché.
Non abbiamo bisogno di sapere come.
Non abbiamo bisogno di sapere quando.
La prossima volta porta più ricotta.

Caseificio Albereto S.r.l.
Contrada Albereto s.n.c. – 94014 Nicosia (EN)
Tel. 0935 646534
E-mail: info@caseificioalbereto.it
Sito: www.caseificioalbereto.it


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