6 Febbraio 2026

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ORFEO ED EURIDICE VISIBILE GRATUITAMENTE SU OPERAVISION.EU

ORFEO ED EURIDICE

VISIBILE GRATUITAMENTE

SU OPERAVISION.EU

L’opera che ha inaugurato con grande successo la stagione lirica del Teatro Regio di Parma

è disponibile gratuitamente su operavision.eu,

la piattaforma online di Opera Europa.

Eseguita nella versione di Vienna del 1762, è tornata in scena al Regio dopo 39 anni nella nuova produzione diretta da Fabio Biondi e firmata da Shirin Neshat, con la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Protagonisti

Carlo Vistoli, Francesca Pia Vitale, Theodora Raftis

operavision.eu

da venerdì 6 febbraio, ore 19.00

disponibile fino al 6 agosto 2026

Orfeo ed Euridice, l’opera di Christoph Willibald Gluck che ha inaugurato con grande successo la stagione lirica del Teatro Regio di Parma nella nuova produzione diretta da Fabio Biondi e firmata da Shirin Neshat da venerdì 6 febbraio, ore 19.00, è visibile gratuitamente su operavision.eu dove resterà disponibile fino al 6 agosto 2026. OperaVision è la piattaforma di streaming gratuito di opere liriche di Opera Europa supportata dal programma dell’Unione Europea Creative Europe, un vero e proprio palcoscenico digitale nato con l’intento di creare una community internazionale di spettatori da ogni parte del mondo. Tra il 2025 e il 2028, il sostegno di Creative Europe aiuterà Opera Europa a promuovere e formare artisti emergenti che lavorano nell’opera e nella danza. Nota come Opera Europa Next Generation, questa iniziativa offre visibilità e opportunità di sviluppo a oltre 560 artisti emergenti – di persona e online, anche tramite OperaVision – grazie all’impegno di un consorzio di 44 teatri d’opera e organizzazioni per lo sviluppo dei talenti di 17 paesi europei.

Per la prima volta al Teatro Regio di Parma la celebre artista iraniana-americana Shirin Neshat firma la regia di questo nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma realizzato in coproduzione con ITeatri di Reggio Emilia con le scene di Heike Vollmer,i costumi di Katharina Schlipf, le luci di Valerio Tiberi, lecoreografiedi Claudia Greco, la drammaturgia di Yvonne Gebauer, la direzione della fotografia di Rodin Hamidi. Fabio Biondi, al suo debutto al Teatro Regio, dirige l’opera, che è eseguita nella versione viennese del 1762, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.Protagonisti Carlo Vistoli (Orfeo), Francesca Pia Vitale (Euridice), Theodora Raftis (Amore). All’opera che si svolge in palcoscenico si sovrappongono le immagini riprese a Parma da Shirin Neshat, che offrono un ulteriore livello narrativo, fatto soprattutto di sguardi intimi sui personaggi e sulle loro relazioni. Un racconto che presenta Orfeo ed Euridice non come due esseri mitologici, ma come due esseri umani che vivono l’amore, il dolore, l’incomunicabilità, in un viaggio tra la vita e la morte.

“L’organico orchestrale di Orfeo ed Euridice, dichiara Fabio Biondi, è lontano dagli standard usuali: è più piccolo quantitativamente e più snello timbricamente. Ciononostante, si differenzia da altre partiture operistiche coeve per una certa ricchezza strumentale. […] Altra particolarità di questa partitura poi è che l’orchestra è divisa in due parti, che si rispondono fra loro. Dunque, il concetto orchestrale di base di Orfeo ed Euridice è eccezionale per il XVIII secolo, soprattutto perché dietro si nasconde un codice di differenziazione legato a un’operazione riformista. […] In generale in questa partitura bisogna intervenire sul piano interpretativo in modo che il dramma scorra e si eviti il pericolo del tedio, anche a livello di passaggi fra recitativi secchi e accompagnati. Da questo

punto di vista per il direttore sono situazioni sfidanti. Ma la realtà è che Orfeo ed Euridice non è un’opera che parla da sola, bisogna lavorarci dentro per renderla mobile, armonica, e capace di comunicare significati”.

“Quando Alessio Vlad mi ha proposto di dirigere Orfeo – scrive Shirin Neshat, ho subito capito che quest’opera era la storia giusta per me, con interessanti possibilità visive e concettuali perfettamente in linea con il mio lavoro passato nella fotografia e nel cinema. Orfeo è ricco di dualità: amore e morte, dolore e gioia, cielo e terra, mondo e inferno, magia e realismo e, infine, coscienza e subconscio. Fin dall’inizio ho immaginato quest’opera in bianco e nero per incarnare alcuni di questi paradossi, ma anche per rimanere fedele al mio stile caratteristico, in cui i contrasti tra i diversi elementi di una storia sono sottolineati in termini visivi. Insieme al mio meraviglioso team, in particolare alla drammaturga Yvonne Gebauer, abbiamo trovato la nostra interpretazione e il nostro linguaggio visivo per Orfeo ed Euridice. Nella nostra interpretazione Orfeo non appare come una figura mitologica, ma come un essere umano, un uomo in conflitto tra il proprio ego, il narcisismo e l’amore incondizionato per sua moglie Euridice. Orfeo rimane completamente distrutto quando deve affrontare la perdita di Euridice, morta suicida. Orfeo cade in una crisi esistenziale e non è più in grado di distinguere tra illusione e realtà, vita e morte, innocenza e colpa. Questo disorientamento gli apre uno spazio immaginario e gli inferi si trasformano in un paesaggio di coscienza e giudizio, dove Orfeo si ritrova in un bizzarro processo, incontrando le ombre di se stesso, i ricordi, la mortalità e le prove delle sue colpe. Alla fine, il passaggio di Orfeo attraverso gli inferi diventa un viaggio nell’oscurità, nel dubbio, nel dolore e nei limiti umani. Euridice, invece, tormentata dalla perdita del figlio e dalla crudeltà e incapacità del marito di piangere questa tragedia, si getta nella morte. Successivamente, quando Orfeo, in un tentativo disperato e con l’aiuto magico di Amore, appare negli inferi per liberare Euridice, lei torna esitante alla vita solo per ritrovarsi disillusa e sopraffatta dall’assenza di suo figlio. Quest’opera inizia e finisce con film muti in bianco e nero che aggiungono un altro livello narrativo, offrendo uno sguardo per lo più intimo sui personaggi e sulla relazione tra Orfeo ed Euridice.”

“Raccogliendo le diffuse insoddisfazioni degli ambienti intellettuali europei di metà Settecento sulla deriva dello spettacolo operistico serio – scrive Giuseppe Martini, ormai schiacciato e reso drammaturgicamente inverosimile dalla prevalenza edonistica dell’atletismo vocale dei virtuosi, il compositore boemo, ma di formazione italiana, Christoph Willibald Gluck mise a punto un progetto di riforma in grado di restituire espressione drammatica all’opera seria. A questo scopo si appoggiò a un libretto sul soggetto di Orfeo ed Euridice già preparato da Ranieri de’ Calzabigi e mise a punto un’unità d’azione che non tollerasse spazi lirici fini a sé stessi: eliminazione di personaggi secondari, semplificazione dell’intreccio, sfrondamento del da capo nelle arie, recitativi ridotti al minimo e intersecati fra le arie, spazio ai cori. Calzabigi mutò il finale del mito: Euridice viene restituita a Orfeo per intervento di Amore, che qui diviene personaggio fondamentale. Allestita al Burgtheater di Vienna il 5 ottobre 1762 con l’appoggio dell’ispettore generale degli spettacoli di corte Giacomo Durazzo, Orfeo ed Euridice passò in sordina. Il suo successo partì solo dopo che la ripresa che il 24 agosto 1769 a Parma ne fece lo stesso Gluck, incaricato di curare l’allestimento degli spettacoli teatrali in occasione delle nozze del duca Ferdinando di Borbone, accorciandolo da tre a un solo atto e affidando il ruolo del protagonista a un sopranista anziché a un contraltista. Da allora l’opera cominciò a girare l’Europa con grande successo, e lo stesso Gluck ne fece una nuova versione in francese a Parigi nel 1773”.

PARTNER E SPONSOR

La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset Publitalia ’80. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Agugiaro e Figna, CePIM, Grasselli, La Giovane, Mutti, Opem, GloveICT, Amoretti, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri. Security partner Metronotte. Educational partner Parmalat. Wine partner Oinoe. Mobility partner Tep. Fair Play partner Zebre. Identity Partner Parma Calcio. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Con il contributo di Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monteparma. Legal counselling Villa&Partners. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Sostenitori tecnici De Simoni, Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito”, Società dei Concerti di Parma, La Toscanini. Il Teatro Regio aderisce a Parma Città Climate Neutral 2030, ATIT, AGIS, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature & culture.


Teatro Regio di Parma

venerdì 23 gennaio 2026, ore 20.00 turno A

domenica 25 gennaio 2026, ore 15.30 turno D

giovedì 29 gennaio 2026, ore 20.00 turno B

sabato 31 gennaio 2026, ore 20.00 turno C

Prova Under 30 lunedì 19 gennaio 2026, ore 20.00

Prova Aperta mercoledì 21 gennaio 2026, ore 15.30

Durata 1 ora e 35 minuti, senza intervallo

ORFEO ED EURIDICE

Christoph Willibald Gluck

Azione teatrale per musica in tre atti composta intorno al mito di Orfeo,

su libretto di Ranieri de’ Calzabigi

Versione Vienna 1762 Edizione Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

Prima rappresentazione assoluta il 5 ottobre 1762 al Burgtheater di Vienna

OrfeoCarlo Vistoli
EuridiceFrancesca Pia Vitale
AmoreTheodora Raftis

Direttore Fabio Biondi

Regia Shirin Neshat

Scene Heike Vollmer

Costumi Katharina Schlipf

Luci Valerio Tiberi

Coreografie Claudia Greco

Drammaturgia Yvonne Gebauer

Direttore della fotografia Rodin Hamidi

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Maestro del coro Martino Faggiani

Nuovo allestimento Teatro Regio di Parma

In coproduzione con ITeatri di Reggio Emilia

Spettacolo con sopratitoli in italiano e in inglese