21 Giugno 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

Stagione d’Opera e di Balletto 2023-2024

Foto Federica Cocciro

Il trittico

Il tabarro – Suor Angelica – Gianni Schicchi

Passione, redenzione, avidità. Puccini indaga l’animo umano.
Un trittico da non perdere
Pinchas Steinberg dirige il nuovo allestimento firmato
da Tobias Kratzer

Teatro Regio, dal 21 giugno al 4 luglio 2024

Il trittico è l’ultima produzione della Stagione 2023/2024, in scena da venerdì 21 giugno a giovedì 4 luglio, un altro titolo fondamentale di Giacomo Puccini, che proponiamo come il compositore lo concepì: un percorso unitario dall’oscurità verso la luce, il cui effetto finale è molto più potente della semplice somma delle parti. Il Sovrintendente Mathieu Jouvin afferma: «È come la vita a 360 gradi: c’è l’amore, c’è il dramma e c’è anche il risvolto buffo. Si incontrano qui le tre nature e dimensioni dell’amore e il trittico è così potente da mostrare, oltre all’amore, tutte le sfumature delle emozioni e dei sentimenti». Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Regio sale Pinchas Steinberg, un ritorno al Regio sempre molto gradito, interprete ideale per affrontare le sfide imponenti poste da questo trittico e direttore in grado di percepire il respiro unitario delle tre partiture. Ulisse Trabacchin è maestro del Coro e Claudio Fenoglio istruisce il Coro di voci bianche. Il nuovo allestimento, in coproduzione con il Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, è firmato da Tobias Kratzer, che rilegge la triade in chiave moderna, esaltando le differenze e, allo stesso tempo, creando rimandi e connessioni. Protagonista de Il tabarro e di Gianni Schicchi è Roberto Frontali, mentre Elena Stikhina e Anna Maria Chiuri affronteranno i personaggi intensi della protagonista di Suor Angelica e della zia principessa.

La nuova produzione va in scena grazie al sostegno degli Amici del Regio, costantemente al fianco del Teatro e con il contributo di Fineco Private Banking, nuovo Sponsor della Fondazione. «Quando ci è stato proposto di contribuire alla nuova produzione del Trittico, in occasione delle celebrazioni pucciniane – dichiara Elsa Teresa Begnis, Presidente degli Amici del Regio – abbiamo aderito con entusiasmo per rimarcare l’eccezionale valenza della messa in scena, in un’unica serata, dei tre atti unici. Da oltre 12 anni, l’Associazione sostiene con affetto e continuità importanti progetti e iniziative tra le quali ricordo, nel 2016 a 120 anni dalla prima assoluta, l’edizione de La bohème, titolo emblematico del Regio e uno dei più rappresentati di Puccini».

Paolo Di Grazia, Vicedirettore Generale e Global Business di Fineco afferma: «Siamo orgogliosi sostenitori di questo evento conclusivo della stagione del Teatro Regio, che vede una rilettura del Trittico di Puccini in una chiave moderna e innovativa, un approccio molto vicino alla filosofia di Fineco. Questa partnership si inserisce in un ampio progetto di sostegno alla cultura in tutta Italia, che esprime il valore dell’approccio di Fineco alla sostenibilità: da una parte promuovendo il patrimonio culturale del Paese, e allo stesso tempo offrendo l’opportunità alle persone di vivere eventi ed esperienze di grande prestigio».

Dopo aver studiato storia dell’arte e filosofia a Monaco e Berna, il regista tedesco Tobias Kratzer si è formato in regia teatrale e operistica all’Accademia teatrale bavarese August Everding. Nel 2008 ha partecipato con due pseudonimi al concorso internazionale di regia Ring Award Graz e ha vinto il Primo Premio e i premi speciali con entrambe le identità. Da allora si è rapidamente costruito una reputazione internazionale. Tra i momenti salienti della sua carriera ricordiamo Tannhäuser al Festival di Bayreuth, Fidelio alla Royal Opera House Covent Garden e Guglielmo Tell all’Opéra de Lyon, per il quale Opernwelt lo ha votato “regista dell’anno” nel 2020.

«Ci sono leggi fisse in teatro: interessare, sorprendere e commuovere o far ridere bene» questa massima estetica di Puccini si riflette perfettamente nella sua penultima creazione, Il trittico, capace di fondere in un’unica opera il dramma, la spiritualità e la commedia, dimostrando una maestria unica nel trattare temi così variegati. Le opere a atto unico contraddistinguono il panorama del teatro musicale fin de siècle: si tratta di un genere che era considerato molto moderno e che poteva piegarsi ai contenuti e agli stili più eterogenei. Puccini era allora un musicista affermato, ansioso di rinnovare il suo teatro musicale, sempre attento al panorama artistico contemporaneo e desideroso di esplorare diversi aspetti della condizione umana e della vita.Il trittico, rappresentato il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York, comprende la brutale tragedia Il tabarro, la lirica e sensibile Suor Angelica e la commedia Gianni Schicchi. Tre epoche, tre scenari, tre «colori», per Puccini è proprio in questi contrasti che risiede l’unità dell’opera.

Dramma, passione e denuncia sociale per Il tabarro, una tragica vicenda di gelosia e omicidio ambientata sulle rive della Senna dove la tristezza greve del fiume accompagna la faticosa esistenza di un popolo di vinti e ne distrugge i sogni e le speranze. L’amore romantico tra Michele e Giorgetta è sfumato. Dalla morte del figlio non sono più riusciti a ritrovarsi. Man mano che invecchia, Michele osserva sempre più, nel faticoso lavoro sulla sua chiatta, la situazione di disagio e disperazione che lo circonda. Giorgetta, per dimenticare un passato di sofferenza insegue il suo sogno di felicità e si rifugia in una relazione appassionata con Luigi, dipendente del marito. Quando Michele scopre il segreto accade il disastro: uccide il suo rivale poi mostra a Giorgetta il cadavere del suo amante, nascosto sotto il tabarro con cui lui stesso la riscaldava nei momenti più felici. Protagonisti sono: il baritonoRoberto Fontali come Michele, il soprano Elena Stikhina come Giorgetta e il tenore Samuele Simoncini come Luigi. Il cast si completa con: Annunziata Vestri (La Frugola), Roberto Covatta (Il Tinca), Gianfranco Montresor (Il Talpa), Lucrezia Drei e Matteo Mezzaro (Giovani amanti) e il solista del Regio Ensemble Enrico Maria Piazza (Venditore di canzoni).

Suor Angelica è il pannello centrale del Trittico pucciniano. È opera “monacale”, come ebbe a definirla lo stesso Puccini fatta di passioni represse, desideri inappagati ed espiazione. Ambientata in un monastero sul finire del 1600, la composizione è, di fatto, un omaggio alla vocalità femminile, essendo il cast formato da sole donne. Il libretto narra la triste vicenda di suor Angelica, monaca per punizione, costretta a espiare la nascita del suo bimbo, venuto alla luce fuori dal matrimonio. Quando, in un violento e drammatico confronto con la zia principessa, suor Angelica apprende della morte del figlio, decide di uccidersi, affidandosi a un segno divino e trovando conforto nelle sonorità dei cori celesti. Nel ruolo di Suor Angelica canta il soprano Elena Stikhina, il contralto Anna Maria Chiuri è la zia principessa, Tineke Van Ingelgem (La suora infermiera e La maestra delle novizie), Annunziata Vestri (La suora zelatrice), Lucrezia Drei (Suor Genovieffa), Monica Bacelli (La badessa). Il cast si completa con: Annelies Kerstens (Suor Osmina), Emma Posman (Una novizia e Prima conversa), le soliste del Regio Ensemble Ksenia Chubunova (Suor Dolcina e Seconda conversa) e Irina Bogdanova (Prima sorella cercatrice). Nel ruolo di Seconda sorella cercatrice e Seconda suora si alternano Daniela Valdenassi (18) e Lyudmyla Porvatova (30, 2, 4), come Prima suora Caterina Borruso (18) e Jang Eun Young (30, 2, 4) e come Terza suora M. Lourdes R. Martins (18) e Laura Lanfranchi (30, 2, 4).

Sin dal suo debutto, l’opera più popolare del Trittico fu Gianni Schicchi, una commedia ispirata a un episodio dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. Prima d’allora il musicista non aveva mai affrontato il genere comico, nonostante nelle sue precedenti opere avesse inserito alcune macchiette dipinte con umoristica cattiveria; quello stesso umorismo venne impiegato nel Gianni Schicchi per ritrarre tutta una galleria di personaggi. L’opera è contraddistinta dalla pressoché costante presenza di una sorta di coro da camera, composto dai parenti del defunto Buoso Donati, che si sono riuniti per vegliare la salma. I pianti ipocriti per la scomparsa del vecchio s’interrompono non appena si scopre che egli ha lasciato tutte le ricchezze in beneficenza. Il nipote di Buoso, Rinuccio, propone di chiedere consiglio a un uomo pieno di risorse, Gianni Schicchi, padre della sua fidanzata Lauretta. Al suo arrivo, Schicchi fa subito nascondere il cadavere e, mettendosi a letto travestito da Buoso, fa chiamare il notaio per dettare un nuovo testamento. I Donati, a turno, cercano di corrompere Schicchi per ottenere le migliori proprietà del defunto ma, all’ultimo, capiscono che l’uomo ha truffato tutti riservando quei beni per sé nel nuovo testamento. Temendo di essere condannati come complici dell’imbroglio, i famigliari di Buoso decidono di ritirarsi senza protestare. Schicchi ha in realtà agito a fin di bene: tutti i suoi averi saranno un giorno di sua figlia e del suo promesso sposo, Rinuccio. Roberto Frontali è Gianni Schicchi, Lucrezia Drei Lauretta, Elena Zilio Zita, Matteo Mezzaro Rinuccio. Completano il cast: Roberto Covatta (Gherardo), Irina Bogdanova (Nella), Tyler Zimmerman (Betto), Gianfranco Montresor (Simone), Andres Cascante (Marco) Tineke Van Ingelgem (La Ciesca), Roberto Accurso (Maestro Spinelloccio e Ser Amantio di Nicolao), nel ruolo di Pinellino si alternano Lorenzo Battagion (18) e Marco Sportelli (30, 2, 4), in quello di Guccio Alessandro Agostinacchio (18) e Roberto Calamo (30, 2, 4), Riccardo Mattiotto è Buoso Donati. Irina Bogdanova, Tyler Zimmerman e Andres Cascante sono solisti del Regio Ensemble.

Tobias Kratzer conserva l’ordine originale dei tre atti unici, intrecciandoli con legami per formare un tutto, come un cerchio senza fine. Il quarantaquattrenne regista tedesco si è ispirato ai fumetti utilizzandoli in modi diversi per ciascuna delle opere e in ogni atto emergono elementi degli altri due. Ne Il tabarro la scena è suddivisa in quattro sezioni come una pagina a fumetti, dominano il bianco e il nero, cuciti da un cielo rosso sangue. Il titolo del fumetto, scritto in lettere cremisi, dà la chiave di lettura. Parigi è Sin City, il film noir di Franck Miller e Robert Rodriguez. In Suor Angelica, la scena si svuota e si raffredda, dominano le tinte blu, i fumetti diventano simbolo di desiderio e peccato quando le suore ne sfogliano con avidità le pagine trovandovi la storia illustrata del Tabarro. Sullo sfondo un enorme schermo su cui si proiettano le immagini in bianco e nero del monastero. Per Gianni Schicchi, Kratzer porta in scena gli spettatori, ideando delle gradinate sullo sfondo da dove il pubblico osserva la storia della famiglia come se fosse uno studio televisivo dove si gira un reality show ed è questo lo spettacolo che Michele guarda sullo schermo della sua televisione. Buoso Donati nasconde il testamento nella busta del disco di Suor Angelica che ascolta prima della sua morte.

Ludivine Petit riprende la regia di Tobias Kratzer, Rainer Sellmaier firma scene e costumi, ripresi da Clara Hertel, Bern Purkrabek ha creato le luci, riprese per l’occasione da Gianni Bertoli, i video sono di Manuel Braun, Jonas Dahl e Janic Bebi sono collaboratori ai video, Matthias Piro è assistente alla regia video.

L’Anteprima Giovani, riservata agli Under 30, è in programma martedì 18 giugno alle ore 19.30. Tutti gli spettacoli serali avranno inizio alle ore 19.30 e non alle ore 20.

L’opera sarà presentata mercoledì 12 giugno al Piccolo Regio Puccini alle ore 18, nella conferenza-concerto a ingresso libero condotta da Susanna Franchi.