25 Giugno 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

DA SABATO 21 OTTOBRE LA STAGIONE «RIFLESSI» A SPAZIO KAIROS

La sfida di una rassegna teatrale, da ottobre a maggio, a Barriera di Milano

«“Riflessi” vuole essere la stagione della svolta per noi e per il quartiere in cui risiediamo, Barriera di Milano». Non ha dubbi Riccardo De Leo, vicepresidente di Onda Larsen, nel presentare la nuova stagione dello Spazio Kairos, il teatro aperto in piena pandemia, proprio da Onda Larsen, in via Mottalciata 7 a Torino, in un ex fabbrica di colla riadattata che sorge al confine tra Barriera di Milano, Regio Parco e Aurora.

Sabato 21 ottobre prende il via la stagione “Riflessi” che punta a proporre titoli di qualità, mescolando monologhi e commedie, testi sull’attualità e spettacoli musicali. Una  stagione che è frutto di una ricerca di spettacoli provenienti da tante regioni italiane lontane dal Piemonte con particolare attenzione, laddove possibile, ad ospitare compagnie che promuovono spettacoli innovativi, con linguaggi attuali e alte capacità di intrattenimento.

«Abbiamo chiamato la nostra stagione Riflessi perché sappiamo quanto la cultura in Italia sia sottovalutata e presa poco sul serio: lo si evince dal numero di singoli spettatori che presenziano agli spettacoli. Mentre i grandi teatri registrano, per fortuna, numeri importanti, i teatri off devono attingere a energie del territorio per esistere – spiega De Leo, vicepresidente di Onda Larsen – Noi vogliamo che in “riflessi” il pubblico possa trovare una stagione in cui identificarsi, specchiarsi e riconoscersi».

La sfida è anche tutta torinese, su Barriera di Milano. «In cartellone spettacoli musicali, sensoriali e cinematografici per avvicinare il quartiere al nostro teatro e far sì che le persone possano trovare un luogo non solo culturale ma anche un punto di riferimento umano dove specchiarsi e identificarsi». 

Peculiarità è anche l’attenzione alle compagnie torinesi e a un genere che sta prendendo sempre più piede, la stand up comedy: per cinque giorni infatti, a febbraio ci sarà la “Settimana della Stand up comedy” con cinque spettacoli diversi, coinvolgenti e molto divertenti con l’idea di aggiungere delle date in più, se, come è successo l’anno scorso, si registrano sold out. «Il nostro obiettivo è semplice e ambizioso: il pubblico non deve vedere solo spettacoli ma “essere” parte dello spettacolo grazie alla propria energia e partecipazione, la quale deve tornare ad essere protagonista del teatro, dopo gli anni del covid che hanno segnato nel profondo le abitudini degli italiani».

La chiusura della stagione sarà affidata al debutto nazionale di Onda Larsen, ancora in fare di creazione, per un ultimo scampolo di riflessione.

TUTTA LA STAGIONE: da ottobre a maggio

21 OTTOBRE ore 21
DOPO TEMPESTA
(dal nuovo album Gelicidio)
Dewrec (TO) e Fools (TO)

Di e con Eugenio Rodondi
Regia Luigi Orfeo
Musicisti: Bevacqua Federico, Campanella Vittorio, Fusco Andrea, Moroni Spidalieri Francesco, Provenzano Giulia
Durata 70’

Cinque musicisti, un cantautore e un teatro come rifugio. Fuori, una tormenta che non si placa da mesi. Un viaggio tra il silenzio e la confusione, dove tutte le certezze personali crollano come “le pareti della casa in cui abiti”. Un percorso metaforico che guida il pubblico verso valutazioni introspettive e psicologiche, accompagnate dalle canzoni di Eugenio Rodondi. Il linguaggio degli eventi metereologici e dell’imprevedibilità è l’allegoria che caratterizza il suo ultimo album “Gelicidio“, prodotto da Francesco Moroni Spidalieri.

Lo spettacolo è prodotto da DEWREC in collaborazione con Casa Fools.

Regia: Luigi Orfeo
Musicisti: Bevacqua Federico, Campanella Vittorio, Fusco Andrea, Moroni Spidalieri Francesco, Provenzano Giulia.

Gelicidio: è un fenomeno che si verifica quando la pioggia (liquida), cadendo e venendo a contatto col suolo ghiaccia istantaneamente, diventando solida, e formando uno strato di ghiaccio attorno a tutto quello su cui si deposita. Dal suolo ai rami degli alberi. Questo è un disco strettamente psicologico. Cosa possono centrare i fenomeni psicologici coi fenomeni fisici e metereologici? Queste due macrosfere hanno un minimo comune denominatore, e cioè che entrambe, per quanto lo si desideri, non possono essere né programmabili, né evitabili. Accadono al di là del nostro controllo. Non riusciamo a controllare quando stare bene o male, quando essere felici o meno, quando sentirci dilaniati dal dolore causato da un lutto o quando innamorarci. Così come non possiamo sapere se la settimana in cui saremo al mare darà pioggia o ci sarà il sole. E’ un disco che mette in dubbio la fragilità delle certezze che il genere umano ha pensato di costruirsi attorno. E’ un periodo in cui tendiamo a misurare ogni cosa, dai passi che facciamo durante il girono, alla temperatura interna di cottura di un’arrosto, fino ai km che ci rimangono da fare prima di finire la benzina in un’auto. Queste sono tutte illusioni generate per credere di stare al sicuro, al di fuori dai pericoli e dalle frustrazione. Ma esse s’insinuano lo stesso nelle nostre vite. Sta a noi imparare a dargli un nome, a dargli voce, e a coinvolgerle nella nostra esistenza, perché evitarle non è possibile.

5 NOVEMBRE ore 16:30
STREGHE
Chronos3 (BS)
Liberamente tratto da “Le Streghe” di Roald Dahl

Scritto e diretto da Manuel Renga
Con Sara Dho e Roberto Dibitonto
Musiche eseguite dal vivo di Roberto Dibitonto

Teatro musicale e di interazione
Dai 4 anni in su
Durata 55’

Abrahm è un ragazzino che vive con la nonna. Lei gli racconta che esistono delle streghe e dopo averlo istruito su come riconoscerle, partono per l’Inghilterra. Una polmonite però costringe l’anziana al riposo e nel hotel in cui soggiornano, si riunisce il congresso annuale delle streghe d’Inghilterra. Sono guai per nonna e nipote che lotteranno per impedire il realizzarsi del terribile piano delle streghe…

11 NOVEMBRE ore 18 e ore 21
I TEATRI DELLA MENTE – ROMEO & GIULIETTA
Teatro della juta (AL) / Commedia Community (AL)

Scritto e diretto da Luca Zilovich
Con Giacomo Bisceglie, Enrica Fieno, Lorenzo Fracchia, Michela Gatto, Giulia Maino, Linda Morando
Musiche di Raffaello Basiglio
Paesaggi sonori a cura di Enzo Ventriglia
Durata 75’

Lo spettacolo è una performance sensoriale a cui un numero ridotto di spettatori (al massimo 50, lo spettacolo potrà essere quindi replicato più volte nello stesso giorno) assisterà bendato e seduto al centro dello spazio scenico, mentre attrici e attori reciteranno in mezzo a loro. Gli spettatori privati quindi di un senso fondamentale a teatro, sono condotti in un’esperienza immersiva grazie a stimoli uditivi, olfattivi e tattili in cui le scenografie, i costumi e gli stessi attori sono percepiti con gli altri sensi. Il pubblico, una volta seduto, sarà quindi trasportato nell’azione scenica dalla voce degli attori che descriveranno le scene e le ambientazioni, dagli odori, dai paesaggi sonori e dalla musica che ne completeranno la drammaturgia. Il pubblico è spesso considerato più come un consumatore che come un artista, dimenticandosi che un’opera d’arte, non solo teatrale, ha bisogno di un gruppo di spettatori che si emozioni per essere considerata tale. Per questo nasce “I Teatri della Mente”, un modo per far sì che il pubblico, rispettando il suo ruolo, partecipi allo spettacolo in maniera creativa, diventandone l’artista finale, immaginando i costumi, la scenografia e persino l’aspetto degli attori. Uno stimolo sonoro, un profumo, una battuta sussurrata all’orecchio, un rumore che si avvicina, ognuna di queste cose farà sì che ogni spettatore percepisca lo spettacolo in modo diverso da un altro spettatore seduto in una diversa zona dello spazio scenico. Nato come “spin off ” del progetto di accessibilità al teatro Juta No Limits, avviato dal Teatro della Juta in collaborazione con Abilitando Onlus di Alessandria e il Centro Diego Fabbri di Forlì, il format I Teatri della Mente cerca di dare una risposta all’esigenza di creare spettacoli in cui ogni elemento del pubblico possa essere messo sullo stesso piano di fruizione.

Tratto da William Shakespeare
Drammaturgia e Regia di Luca Zilovich
Musiche di Raffaello Basiglio
Paesaggi sonori e luci di Enzo Ventriglia
Con Giacomo Bisceglie Enrica Fieno, Lorenzo Fracchia, Michela Gatto, Giulia Maino, Linda Morando
Una produzione Commedia Community/Teatro della Juta
Con il sostegno di Fondazione SociAL e Abilitando Onlus

25 NOVEMBRE ore 21
ULTIMA RISATA
I comici cabarettisti ebrei dai palcoscenici tedeschi ai campi di concentramento
Abaco Teatro (CG)

Scritto e diretto da Rosalba Piras
Con Tiziano Polese e Rosalba Piras
Durata 60’

 “L’Ultima Risata” di e con Rosalba Piras e Tiziano Polese, autori e interpreti della pièce, li vede nei panni degli attori ebrei Max Ehrlich e Camilla Spira, famosissimi negli anni dal 1920 al 1944, e racconta le loro sorti e quelle di altri famosi comici ebrei ai quali si deve negli anni ‘30 la grandezza leggendaria del cabaret e dello spettacolo leggero mitteleuropeo, in particolare di quello berlinese. In gran parte ebrei, come ebreo era il colore del loro umorismo, la sorte di questi artisti è segnata dall’avvento di Hitler al potere. Espulsi dai set e dai palcoscenici sui quali avevano primeggiato, le loro performance si replicano in condizioni sempre più dure. L’evocazione del repertorio storico è fatto di canzoni e balli yiddish, dal cabaret tedesco ricco di ballate, sketch degli anni ’30-’40 che i protagonisti interpretano cantando anche in lingua francese, tedesca e yiddish. Gli avvenimenti storici, la loro passione per il teatro, le loro testimonianze, il loro tormentato vissuto, sono scanditi dallo scambio di lettere che intercorreva fra i due artisti. I comici cabarettisti ebrei sono passati così dai palcoscenici di tutta Europa ai campi di concentramento. Le vicende di questi personaggi non raccontano soltanto la storia di due comici di grande successo, ma anche la loro profonda amicizia e stima professionale, che li accompagnerà fino alla fine. L’Ultima Risata è il risultato di una ricerca di Rosalba Piras e Tiziano Polese insieme a Tonio Cireddu e Franco Saba, curatori del montaggio video e del sonoro originale. Saranno proposte anche le coinvolgenti danze e musiche tradizionali yiddish sia in video che dal vivo. Di grande effetto la carrellata finale di foto dei grandi attori ebrei che ieri e oggi, soprattutto nel cinema, godono di grande fama nella platea mondiale.

3 DICEMBRE ore 16:30
A CHRISTMAS RECIPE
Effimero Meraviglioso (CG)

Scritto e diretto da Francesco Cappai e Leonardo Tomasi
conMichela Cidu, Giulia Giglio, Federico Giaime Nonnis, Leonardo Tomasi

Teatro fisico e di narrazione
Dai 4 anni in su
Durata 50’

Gli Elfi si preparano al Natale ma la routine dei preparativi, uguale tutti gli anni, li rende “depressi”. In più il tacchino da cucinare non arriva. Come ovviare a questi problemi? Non sarà il caso, per una volta, di donare qualcosa al Natale?
Uno spettacolo che parla dell’essenza delle tradizioni oltre la loro fastosità e alla scoperta dei valori straordinari che si nascondono dietro l’ordinarietà dei gesti che talvolta, privati del loro contenuto, rimangono pura forma.

8 DICEMBRE ore 21
UNA GIORNATA PARTICOLARE
Teatro d’inverno (SS)

Tratto dall’omonimo film di Ettore Scola
Adattamento e regia di Giuseppe Ligios
Con Giuseppe Ligios e Marina Serra e la partecipazione di Teresa Soro
Disegno luci Luca Usai
Durata 70’


Ispirato alla celebre pellicola del 1977 del regista Ettore Scola, autore della sceneggiatura con Ruggero Maccari e Maurizio Costanzo, la trasposizione teatrale restituisce il senso di solitudine e di annullamento dell’individuo operato dai regimi dittatoriali. Il dramma si consuma in un ambiente sospeso in cui i mondi dei due protagonisti, la casalinga Antonietta Tiberi, madre e moglie di una camicia nera fascista, e del giornalista e radiocronista omosessuale Gabriele, entrano accidentalmente in collisione. Le loro storie si sfiorano in un micro cosmo in cui sono loro malgrado prigionieri. E mentre la radio in sottofondo rimanda l’eco dello spaccato in cui l’azione si svolge, lo storico incontro a Roma nel maggio del 1938 tra il Duce dell’Italia fascista Benito Mussolini e il Führer della Germania nazista Adolf Hitler. In quella che sarà “una giornata particolare” per tutti, i due protagonisti si troveranno a comparare le loro vite, tanto lontane per estrazione sociale e culturale, quanto accomunate dallo stesso sentimento di rassegnazione e voglia di riscatto davanti ad una identità negata, una resa che induce Gabriele, condannato al confino, a meditare il suicidio, e Antonietta in balia dell’inesorabile deriva che la vita le ha riservato nel ruolo marginale,ì in un mondo al maschile, tra sei figli e un marito padrone che la tradisce regolarmente. L’incontro di questi mondi esplode lentamente aprendo i loro sguardi verso la realt che li circonda. I due si annusano, si riconoscono: sono due umiliati, due calpestati, due ultimi. La loro la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce,è spazio, rispetto, e sui cui destini la propaganda della storia cammina con passo marziale. Ne scaturisce il disperato bisogno di rifugiarsi nell’altro per lenire l’orrore che li pervade, lasciando fluire il bisogno di amare e sentirsi amati, raccontarsi per ritrovarsi quando tutto sembra ormai privo di senso. Per sentirsi finalmente liberati!

19 e 20 GENNAIO ore 21
L’UOMO CHE SUSSURRAVA AIUTO
Onda Larsen (TO)

Scritto da Lia Tomatis
Regia di Paolo Carenzo
Con Pierpaolo Congiu, Riccardo De Leo, Gianluca Guastella, Lia Tomatis
Durata 80’

DEBUTTO NAZIONALE

L’ultima esilarante disavventura di Mario, l’uomo comune, alle prese con le disfunzioni di questo nostro mondo. E questa volta uscire dai guai per il nostro eroe non sarà facile: sembra che Mario, suo malgrado, sia tra i favoriti per diventare Papa. Tutto ha inizio da un errore sui social: dopo aver rinunciato a diventare presidente della Repubblica, Mario decide di continuare la sua vita evitando i riflettori, ma Max, il suo sempre presente migliore amico, nonché suo agente, tenta di convincerlo a non mollare la “carriera mediatica” che “da qualche parte porta sempre!”. E così quando Max scopre che Mario e sua moglie avranno un figlio lo scrive immediatamente sulla pagina fan di Mario…ma dimentica l’accento e la correzione automatica del computer fa il resto: “Mario diventerà Papa”. La rettifica arriva tardi, le visualizzazioni sono già salite alle stelle e, se la logica razionale vorrebbe che ad una notizia così assurda non creda nessuno, Max ci ricorda che “Internet non è razionalità, è fede!”. E così, a nulla valgono le smentite, in pochissimo tempo la notizia diventa virale e persino il Vaticano deve trovare il modo di uscire dal garbuglio… In un momento storico in cui la religione, il concetto di identità culturale e di famiglia sono argomenti più che mai attuali, ONDA LARSEN, il cui stile è fortemente improntato sulla contemporaneità, sceglie di affrontare la questione con ironia, costruendo una sorta di mondo parallelo, utilizzando la satira pungente  e lo stesso codice narrativo, basato sull’estremizzazione e sulla deformazione del reale, degli spettacoli precedenti. Una commedia che sa trattare con divertimento e rispetto anche i temi più delicati, senza mai scadere nel ridicolo o nella trappola di un filtro giudicante, ma prendendo elegantemente in giro le contraddizioni del nostro mondo, con uno sguardo affettuoso verso tutti quelli che, come Mario, ne vengono travolti.

21 GENNAIO ore 16:30
VERSO UN’ISOLA PIENA DI BIMBI E PIRATI

Scritto diretto e interpretato da Tita Giunta

Un’affascinante storia per grandi e piccini, un gioco teatrale e musicale: i bambini, truccati da personaggi della storia e guidati da due buffi personaggi voleranno verso un’Isola misteriosa, conosceranno pirati, indiani e fate, canteranno e giocheranno nel duello finale, insomma diventeranno loro i veri protagonisti della storia.

Teatro interattivo e di narrazione
Dai 3 anni in su
Durata: 50’

SETTIMANA DELLA STAND UP COMEDY

31 GENNAIO ore 21
STO BENE DI BRUTTO
Teatro della caduta (TO)

Di e con Giorgia Goldini
Durata 70’

Sono una donna adulta, matura e sento finalmente di aver raggiunto una certa stabilità. Negli ultimi anni ho investito molto su di me e ho fatto un lungo percorso che comprende tutto quello che potete immaginare tra la psicoterapia e la costruzione del tamburo sciamanico, nuda nel bosco, dopo aver mangiato strane bacche a forma di merde di animali selvatici. Adesso lo posso proprio dire: io sto bene. E in questo spettacolo le sparo più grosse del solito.

1 FEBBRAIO ore 21
MONOLOGO DI DONNA CON PECORINO
Giulia Cerruti (TO)

Di e con Giulia Cerruti
Durata 75’

Giulia Cerruti è attrice e autrice torinese. Inizia la sua brillante carriera con il ruolo de “la Pastorella Contrita” nel presepe vivente in terza elementare. Da allora ha brillato su palcoscenici e piccoli schermi per le sue splendide interpretazioni di ruoli come La Lesbica, La Lesbicona e La Lesbicona Suicida. A dispetto di quello che pensa la gente, Giulia è eterosessuale, ama la vita, e sarebbe stata un arcangelo bellissimo nel presepe vivente. Alcuni dicono che nelle notti di luna piena faccia delle apparizioni sui palcoscenici di Torino vestita da suino e che si faccia chiamare Porco con le Emorroidi. Come Batman. Ma con le emorroidi. Giulia non ha davvero le emorroidi, ma neanche Bruce Wayne aveva davvero le ali.

2 FEBBRAIO ore 21
HAROLD
Teatrosequenza (TO)

Autori: Vari
Regia: Roberto Zunino
Con il cast della compagnia Teatrosequenza

Parte da una parola l’improvvisazione di Harold: lo spettacolo ha inizio con la richiesta al pubblico di una parola, un’emozione, una suggestione del momento. Una miccia che accende la fantasia degli attori in scena. E il suggerimento arriva dalla platea, il peso di una responsabilità nuova di chi guarda ed innesca lo spettacolo – per la prima ed ultima volta, irripetibile. Cosa si intende per improvvisazione teatrale può essere facilmente intuibile; ma è varcando la soglia del teatro e sedendosi in poltrona che lo spettatore, magari neofita del genere, inizia a chiedersi in cosa consista realmente, dà voce a quella domanda, guardando la scenografia vuota, sprovvisto delle note di regia e senza alcuna indicazione di titolo: “E adesso?” … da qui parte Harold…
Harold, è tra i più noti “format di improvvisazione teatrale”, nasce negli anni 70 negli stati uniti diventando uno degli spettacoli di improvvisazione teatrale più rappresentati a livello mondiale.
Harold è una Long Form (un atto unico), l’idea, la trama, il senso, è tutto già nella scena che si va creando, nella storia che si sta giocando; e per “associazione” di idee si procede su più livelli, su più storie e possibilità. Occorre molto ascolto e fiducia tra gli attori, e tra la scena ed il musicista, per lasciarsi andare e giocare. Giocare recitando, poiché non ci saranno repliche a quanto accade; e a pensarci bene in molte lingue fare musica e teatro si traduce proprio con “giocare”.

3 FEBBRAIO ore 21
PLASTICA FANTASTICA
A.m.a. Factory (TO)

Di e con Dario Benedetto
Durata 75’

DEBUTTO NAZIONALE

“Plastica Fantastica” è uno spettacolo che esplora il futuro delle nostre vite personali e dell’umanità, utilizzando la plastica come potente metafora delle emozioni finte che spesso ci circondano. In un’epoca in cui la società è permeata da una costante ricerca di perfezione, superficialità e relazioni effimere, lo spettacolo propone una riflessione intelligente e divertente su come possiamo intraprendere un cammino verso un futuro autentico e significativo. Attraverso l’umorismo affilato e una narrazione coinvolgente, “Plastica Fantastica” sfida il pubblico a esplorare le stranezze delle emozioni e delle contraddizioni umane. Se il futuro sarà di plastica, perlomeno che sia fantastica.

4 FEBBRAIO ore 19
IMP(r)OSTORI
Teatro della caduta (TO)

Di e con Francesco Giorda e Stefano Gordo
Durata 75’

L’irriverenza della stand up comedy, il virtuosismo dell’improvvisazione e il desiderio di raccontarsi. Un’esperienza comica e poetica del tutto originale. Ogni volta, sempre diversa. Francesco Giorda e Stefano Gorno coinvolgono gli spettatori e le loro storie, dando vita ad una drammaturgia che nasce qui e ora, direttamente in scena. L’adrenalina dell’improvvisazione, una comicità moderna e la freschezza dei racconti del pubblico rendono Imp(r)ostori uno spettacolo innovativo. I due comici – alfieri navigati nell’arte della stand-up comedy e dell’improvvisazione – con rigore quasi socratico, fedeli assertori dell’arte della maieutica, con il rigore di due novelli ostetrici, attingono alle esperienze e alle storie del loro pubblico, tirandone fuori il meglio. E il peggio. Qui accade la magia. O l’imbroglio? Gli spettatori lasceranno la sala con la ferma sensazione di aver dato alla luce, partorito, uno straordinario spettacolo. Ma chi è chi? E chi ha fatto cosa? I due Socrate sul palco sono davvero impostori? O gli impostori siete voi, seduti sulle poltroncine? I monologhi degli attori diventano dapprima dialogo tra i due e poi incontro: le storie dei protagonisti si aprono alle storie del pubblico, vero drammaturgo della seconda parte dello spettacolo. Personaggi bizzarri e surreali, storie d’infanzia e vicende familiari sono gli ingredienti della messa in scena improvvisata. Il desiderio di condividere le storie trasforma i racconti di ciascuno in qualcosa di ogni volta diverso, ogni volta catarsi comica e rielaborazione: i cancelli della memoria si aprono ed evocano un’esperienza al tempo stesso personale e universale.

FRANCESCO GIORDA

È uno dei comici del programma “Stand Up Comedy” in onda ogni settimana sul canale Comedy Central. Ha cominciato come teatrante di strada, affermandosi in teatro come attore comico e autore. In oltre vent’anni di carriera ha portato il suo stile unico e la sua comicità in festival, teatri e piazze di tutta Europa. Fa parte, fin dagli albori, della compagnia del Teatro della Caduta, per la quale ha animato per anni il Varietà della Caduta, anche in veste di presentatore. È stato tra gli artefici del Caffè della Caduta dove ha realizzato spettacoli “dietro al bancone” e un trilogia, “Alive, Love and Life”, divenuta poi un libro scritto con il pubblico e finanziato attraverso un progetto di crowdfunding. Ha lavorato come artista, formatore ed educatore nelle scuole di tutta Italia – con spettacoli come “Il Pianeta lo salvo io” e “Beata Conoscenza”. La sua attività sul web è originale, le sue interviste e gli spettacoli di divulgazione scientifica (come “Stand Up for science”) sperimentano nuove formule di fruizione. Collabora con Roberto Tarasco, regista e light designer, fondatore del Laboratorio Teatro Settimo, con cui ha realizzato i monologhi teatrali “IO”, “Love Show” e “Life” nei quali, oltre al forte coinvolgimento del pubblico trovano spazio ironiche e attente riflessioni sulla società moderna. È stato premiato in Italia e all’estero come regista e show-man e di recente ha collaborato con Gabriele Vacis in “Cuore/Tenebra” per il Teatro Stabile di Torino e il progetto “Bella Presenza” in collaborazione con il Circolo dei Lettori.

STEFANO GORNO

Comico, improvvisatore, stand up comedian e formatore milanese ma torinese di adozione da oltre 20 anni. Ha calcato i palchi di Zelig Off e Zelig Circus su Canale5 nel 2014 con il duo comico Gnomiz, con cui nel 2008 ha vinto il prestigioso Festival Nazionale del Cabaret (premio del pubblico e della critica) e il festival internazionale di San Marino. In seguito, entra nel cast di Colorado su Italia1 e nei programmi Natural Born Comedians e Stand Up Comedy, entrambi in onda su Comedy Central dal 2015 ad oggi. Amante della sperimentazione e del linguaggio comico in tutte le sue forme, costruisce monologhi, personaggi e sketch usando prevalentemente la tecnica dell’improvvisazione teatrale. Dal 2011 è tra gli improvvisatori professionisti dell’Associazione Nazionale Improteatro e formatore SNIT riconosciuto dall’Università del Salento. Sul rapporto tra Improvvisazione e Creatività verte la sua tesi di laurea in scienze e tecniche psicologiche. È formatore di improvvisazione teatrale, linguaggio comico, monologo e storytelling e collabora con diverse realtà torinesi quali Comedy Studio, Quinta Tinta, Teatro della Caduta e Forwardto. Dal 2014 è attivo nell’organizzazione del Torino Stand Up Festival e di “Banditi – A stand up night”, la prima serata di stand up comedy torinese. Recentemente è tornato su Italia1 come uno dei protagonisti della trasmissione “Honolulu”. Vanta anche una presenza su Amazon Prime Video con lo spettacolo “Inside My Brain”, inserito nella rassegna Italian Stand Up di Zelig. È protagonista e autore di diversi spettacoli comici di stand up comedy e ideatore di un format ludo-didattico di intrattenimento live & streaming per le scuole, lo showbinar “The Geek Revolution”.

17 FEBBRAIO ore 21
GODDAMN NINA!
Doppletraum Teatro (TO)

Scritto da Elvira Scorza
Regia di Thea Dellavalle
Con Chiara Bosco, Luana Doni e Cristina Renda

Nel 2023 le attrici della compagnia Doppeltraum Teatro elaborano  il progetto pluriennale DROPS con la volontà di riportare alla luce quelle figure di donne che, in ambito politico, letterario, musicale e artistico, hanno lasciato un segno indelebile nella Storia e, come piccole gocce d’acqua, hanno eroso con perseveranza e attraverso la loro arte un panorama di pensiero dominante, cambiando per sempre la storia della cultura di massa. La prima tappa di Drops è Goddam, Nina!, un dialogo artistico e un omaggio poetico a una figura fuori dagli schemi, quasi marginalizzata eppure cardine della cultura popolare: Nina Simone che, proprio nel 2023, avrebbe compiuto 90 anni. Emblema di genio creativo, divismo ed eccezionalità musicale accompagnati da sofferenze e sconfitte personali, ma anche simbolo del black power e delle lotte per i diritti civili in USA, Nina Simone viene ritratta poeticamente dalle attrici che interpretano la sua storia, incarnano il suo passato e immaginano un dialogo tra la Sacerdotessa del Soul e il tempo presente.

25 FEBBRAIO ore 16:30

CUORDIFERRO

Collettivo Clochart (TN)

Scritto e diretto da Michele Comite

Coreografie di Hillary Anghileri

Burattini di Rita Casarini, Anna Ucosich

Scenografie di Gigi Giovanazzi, Sergio Debertolis

Durata 55’

Teatro di figura e narrazione

Dai 3 anni in su 

Cuordiferro è la storia di un brigante che terrorizza la città di Roccaverde.

Nessuno riesce a catturarlo ma un bambino povero, Fragolino, lo vede e per paura di essere scoperto, Cuordiferro lo rapisce. Tra loro però nasce una grande amicizia che spingerà il brigante a costituirsi per regalare la taglia al suo giovane amico. Fragolino non vuole abbandonare Courdiferro e decide così di presentarsi in tribunale per difendere il brigante ma dovrà fare i conti con un giudice molto, ma molto severo.

2 MARZO ore 21
LA CAMERIERA DI PUCCINI
Teatri d’imbarco (FI)

Scritto e diretto da Nicola Zavagli
Con Beatrice Visibelli, Giovanni Esposito
Costumi Cristian Garbo
Durata 70’

Uno spettacolo che unisce musica e teatro. Siamo a Torre del Lago, nella villa di Puccini, nel 1908. Arriva da Firenze un giovane giornalista per intervistare il Maestro. Viene accolto in malo modo da Marianna, la cameriera di casa. Sulle prime non vuole farlo entrare perché “oggi è successa una disgrazia”. Poi lo invita ad  aspettare il ritorno del Maestro sperando che nel frattempo il giovane, appena laureato in botanica, l’aiuti a guarire le sue rose ammalate. Tra i due cresce una specie di intimità che porterà Marianna a raccontare. E così, per bocca di questa simpatica cameriera, con la sua bella lingua toscana, si andrà a conoscere Giacomo Puccini: dall’emozionanti storie delle sue opere alle pieghe più intime della sua vita. Ma anche il suo essere mondano, la sua simpatia, e quella sua dolorosa malinconia che si riflette nella calma immobilità del piccolo lago. Il racconto dell’appassionata cameriera si tingerà anche di giallo, prendendo il risvolto di un’indagine tra le pieghe di quel mistero che avvolse casa Puccini: il caso Doria Manfredi, per il quale furono coinvolti il maestro e la moglie. Marianna lo difenderà fino in fondo, finché potrà, anche lei, come tutti, innamorata di lui… Entreremo così nel mondo poetico e musicale del grande Puccini dalla porta della sua vita e insieme alla sua musica, che entra nello spettacolo con cinque tra le più celebri romanze. Il testo è pubblicato nell’antologia “Novelli Vague.Nuova drammaturgia in lingua toscana fra tradizione e discontinuità” A cura di Alberto Severi.

Prefazione di Nico Garrone, ed.Titivillus. Contiene fra gli altri atti unici di A.Benvenuti, U.Chiti, M.Zannoni, M.Cassi.

17 MARZO ore 16:30
LEGOMAGIC –Viaggio nel magico mondo di Harry Potter
Diesis Teatrango (AR)

Di e con Filippo Mugnai

“Gioca bene” è il significato di LEGO in italiano. Dall’intuizione del richiamo immediato al gioco inteso come “costruire e trasformare” che ci viene dai mattoncini Lego, l’attore e autore dello spettacolo realizza un progetto artistico “montando e smontando” i mattoncini (giganti) per attraversare mondi possibili. Le vicende di Harry Potter, il mago più famoso del mondo, sono il contenitore narrativo di queste trasformazioni in un racconto sorprendente e suggestivo degli angoli più suggestivi della storia.

Teatro di narrazione
Durata 45’
Dagli 8 anni in su

23 MARZO ore 21
QUALCOSA A CUI PENSARE – distorsione di un discorso amoroso
Chronos3 (BS)

Scritto da Emanuele Aldrovandi
Regia di Vittorio Borsari
Con Roberta Lidia De Stefano e Tomas Leardini
Scene e costumi a cura di Tommaso Osnaghi
Video Editing e musiche a cura di Francesco Lampredi

Realizzato con il contributo del Bando Giovani Direzioni 2015 – Centro Teatrale MaMiMòSpettacolo selezionato da NEXT Regione Lombardia 2016

Commedia romantica che vede sulla scena Jeer e Plinn (Giacomo e Paola) coinquilini quasi trentenni, specchio di una generazione spudorata, illusa e ironicamente incosciente, costretti a confrontarsi con le gioie e le difficoltà che questo momento cruciale della loro vita comporta oggi in Italia.
 Qualcosa a cui pensare è però anche un gioco raffinato di seduzione che inserisce i due giovani all’interno delle più tradizionali dinamiche di coppia e che produce immediata empatia tra i personaggi e il pubblico, generando in quest’ultimo una leggera comprensione divertita.
 Un’opera ironica e appassionata, più simile ad un ricordo o ad un sogno: il piccolo ritratto di una generazione che vuole cambiare pelle e trovare una propria identità da proiettare nel futuro.

NOTE DI DRAMMATURGIA E REGIA

“….Il problema. Il problema. Come faremo a cambiare il mondo, a guardare avanti, a uscire da questa impasse che io mi sento addosso da quando sono nato, e che vedo anche addosso ai miei amici, alle mie amiche, ai miei compagni di università, a te, come faremo a prendere in mano la nostra vita, qualunque cosa essa sia, come faremo a fecondare il futuro, se… se non siamo neanche in grado di riuscire a fecondarci a vicenda?”

In un’epoca di crisi globale e identitaria, di terrorismo e instabilità politica come si può venirne a capo? Come si può trovare il giusto pensiero, la giusta guida, per prendere il largo e navigare senza paura?

In Qualcosa a cui pensare è una giovane coppia di coinquilini a indicarci una strada possibile attraverso la rivelazione della loro anima insicura e mutevole.

Jeer e Plinn sono due quasi trentenni. Pieni e vuoti al tempo stesso. Liberi e dipendenti. Fragili e duri, come solo questa generazione sa essere.

La sottile, ma persistente, storia d’amore che attraversa tutte le scene dello spettacolo è assolutamente sorprendete e spiazzante e al di fuori dei “binari tradizionali”. E’ finta e contemporaneamente onesta, coraggiosa e paurosa allo stesso tempo, così come molti dei progetti di vita dei trentenni oggi. In un momento storico come il nostro in cui tutto sembra desiderabile e potenzialmente raggiungibile, il grande dramma di un giovane è proprio quello di ritrovarsi bulimicamente in preda al non saper cosa fare e cosa pensare di sé, per il futuro della sua vita.

La struttura dello spettacolo si sviluppa per quadri e il plot si dispiega attraverso un susseguirsi di situazioni drammaticamente comiche vissute dentro le mura di un appartamento cittadino.

Lo spazio scenico è vuoto, nudo e delimitato da un quadratone di moquette a terra e da un fondale, che sarà anche schermo per le proiezioni.

Il video sarà protagonista, insieme ai due attori, con tre funzioni: scandire ritmi tra i diversi quadri, usato come fondale così da poter anche entrare in relazione con la scena; approfondire le diverse tematiche affrontate dai due protagonisti; e visualizzare infine i concetti relativi alla fisica presentati (studio del pensiero, sinapsi, le gallassie e i buchi neri). Le animazioni saranno per di più astratte, legate sia al mondo della fisica, che a elementi concreti presenti nel testo (come: il videogioco Super Mario, le strade cittadine, la caduta da un palazzo per suicidarsi, ecc. ecc.).

Lo schermo offrirà forma alle paure sul futuro che occupano gli inconsci dei due protagonisti: la dialettica tra testo e immagine darà soprattutto respiro ai piccoli dettagli che portano ai grandi accadimenti del plot.

La bellezza e la potenza di questo progetto sta nella volontà di mostrare le anime, il pensiero e i sentimenti dei personaggi, esclusivamente attraverso la parola: quest’ultima è costantemente sul crinale tra la verità e la menzogna, e perennemente in bilico tra due pensieri che vengono immaginati nello stesso momento reali, anche quando uno di questi due è semplicemente pieno di paura e disagio esistenziale.

Il caos fa parte della vita e dal caos questa storia cerca di uscire attraverso uno sviluppo drammaturgico non cronologico, bensi ispirato proprio alla teoria fisica del caos: attraverso salti avanti e indietro nel tempo che piano piano rivelano un ordine generato proprio dall’incontro di Jeer e Plin. La progressione drammaturgica non fa altro che dipanare la bipolarità dei personaggi, congenita in questa storia, portando lo spettatore a ridere e soffrire per la difficolta di un discorso amoroso delle nuove generazioni.

13 APRILE ore 21
PATRIA. IL PAESE DI CAINO E ABELE
Centro teatrale MaMiMò (RE) e Eco di Fondo (MI)

Di e con Fabio Banfo
Regia di Giacomo Ferraù
Aiuto regia Giulia Viana

La Storia d’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri vista attraverso gli occhi di due fratelli che hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi della Storia italiana: le stragi, i golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti,
 Tutte quelle vicende che hanno contribuito a fare dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.
 Un racconto, quello dell’Italia, inevitabilmente tragicomico, dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi, si mescolano indissolubilmente come le storie dei nostri due fratelli.
 Una biografia famigliare che finisce per diventare la biografia di una nazione.

NOTE DI REGIA

BUM.

ABELE: Ci sono esplosioni che durano poco. Altre che durano una vita intera. Dicono che L’intero Universo è nato da un’esplosione. Ma era sicuramente più forte della mia. La mia era un’esplosione da niente. È durata il tempo di ricordarmi tutto. Di ricordarmi com’era non essere scemo. E della vita che è passata tra l’esplosione dell’inizio e quella della fine. E tutte le esplosioni che ci sono state in mezzo come i tuoni, gli aerei che superavano la barriera del suono, e le bombe che sventravano cose e le persone creando vuoti immensi come le galassie e i buchi neri che vi stanno al centro. Dalla goccia di seme che ha acceso la mia luce, alla scintilla che la spegnerà. La storia della mia vita. La storia del mio paese. Stanno tutte dentro un bum, come chiuse in una bolla di sapone. Non era una gran vita, non era un gran paese. Ma era la mia, la nostra Patria. E adesso non c’è più. Adesso non ci siamo proprio più…

PATRIA è la storia italiana degli anni di piombo anni vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano che tutti considerano lo scemo del villaggio. Lui, da quando ha battuto la testa da piccolo forse per colpa del fratello, viene chiamato Abele; cerca spasmodicamente tracce del fratello Caino scomparso in un attentato ferroviario (la strage dell’Italicus). Forse il fratello però non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista. Forse un mafioso. Forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da dover scomparire per forza. O forse è semplicemente morto come tanti in una dei mille misteri rimasti senza risposta di quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’intera Italia, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente ad i suoi figli che vanno vengono, nascono sempre meno e muoiono sempre di più. Come dice il testo, una vita che può essere contenuta all’interno di una sola esplosione, di una bolla. Così lavora la scenografia nella realizzazione di un unico spazio stretto a un gusto come un paese che vuole assolvere sé stesso la funzione di un’intera Nazione .

4 MAGGIO ore 21
ANTEPRIMA ONDA LARSEN
Onda Larsen (TO)

Cast in via di definizione

DEBUTTO NAZIONALE


BIGLIETTERIA

Intero 13
Ridotto (ex allievi Scuderia Onda Larsen, Over 65, studenti universitari)                10
Ridotto speciale (allievi Scuderia Onda Larsen 23/24, under 18 e disabili)              6
Spettacoli bambini biglietto unico con merenda inclusa                                           8

Abbonamento “Specchio” 4 spettacoli a scelta                                                         36
Abbonamento “Acqua” 12 spettacoli a scelta                                                           96

Biglietti online su: www.ticket.it. Necessaria la tessera Arci. Info: biglietteria@ondalarsen.org