25 Giugno 2022

Zarabazà

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8 per mille, l’Unione Buddhista Italiana finanzia 3 progetti al centro Muni Gyana

L’8 x Mille all’Unione Buddhista Italiana si traduce in progetti umanitari, educativi e culturali a favore di un mondo sostenibile e di una consapevolezza sempre più diffusa di sé e di ciò che ci circonda.

Al Centro Muni Gyana l’UBI ha finanziato per il 2022 tre progetti: Il vento balsamico delle parole del Baghawan, Dharma in città 2.0 e Green Future 2.0. I tre progetti hanno come presupposto il contesto sociale legato all’attuale crisi dovuta alla pandemia da Covid-19. Il progetto si inserisce come una naturale continuazione del precedente “Dharma in città”, col quale si è cominciato a strutturare e sviluppare il nostro centro, che rappresenta l’unica realtà presente in Sicilia della tradizione Gelupa (Sua Santità il Dalai Lama è la massima guida spirituale). Con l’espandersi della pandemia, il centro ha dovuto repentinamente trasformare la propria attività quotidiana, così come tante altre realtà nel mondo. Essendo un luogo di culto e pratica, il centro Muni Gyana ha deciso di organizzare la sua quotidianità in un mondo virtuale, una buona pratica che vuole essere trasferita anche ad altri centri simili.

“Il vento balsamico” è un percorso quinquennale di traduzione in lingua italiana, in formato video e cartaceo, del patrimonio di insegnamenti (dal 2012 al 2015) del XIV Dalai Lama su 18 Lam Rim, il sentiero graduale verso l’illuminazione.

Il progetto sarà disponibile sulla piattaforma e-learning e il sito web del centro Muni Gyana sarà aggiornato in una ottica di comunicazione integrata.

“Dharma in città 2.0” cerca di rispondere alla principale esigenza di avere maggiore accessibilità agli insegnamenti e alle pratiche di dharma. L’esplosione dell’utilizzo dei social media durante la fase Covid-19 da un lato ha spinto il centro a rendere tutti gli insegnamenti gratuiti online, dall’altro ha però creato una serie di punti di domanda dai quali emerge la necessità di creare un sistema organico di gestione per accompagnare in maniera più oculata i fruitori del percorso di apprendimento. Inoltre, da un’analisi di contesto, si è appurato che non vi è supporto di traduzione in LIS (lingua dei segni) per le attività quotidiane, ma solo occasionalmente per grandi eventi. Il centro Muni Gyana vuole continuare a sostenere la specializzazione di un traduttore LIS che aiuti a tradurre nel linguaggio dei segni gli insegnamenti principali e i corsi che vengono realizzati durante l’anno. “Dharma in città” potenzia dunque una specifica piattaforma e-learning all’interno della quale è possibile accedere, attraverso un preciso piano strategico,  al vasto contenuto di insegnamenti sviluppati nel corso degli anni.

Ma l’obiettivo del centro Muni Gyana è pure quello di acquistare delle ruote di preghiera, che andranno ad arricchire un’area esterna dedicata al culto dove sono già posizionati degli stupa, e di realizzare conferenze pubbliche su temi buddhisti.

Il terzo progetto finanziato dall’UBI al centro Muni Gyana di Palermo si chiama “Green Future 2.0” e prosegue la progettazione partecipata in “permacultura” del progetto Green Future applicato a “Terra franca”, bene confiscato alla mafia e affidato ad alcune realtà sociali con le quali il centro Muni Gyana coopera attivamente da diversi anni.  L’etica della permacultura è rappresentata da tre principi fondamentali: la cura della terra, la cura della persona e la condivisione delle risorse. Principi che trovano vasta applicazione anche nel trascorrere della vita umana. Un ecosistema sinergico di piante e animali  che punta soprattutto all’autoapprovvigionamento ed autosufficienza energetica e all’alimentazione  autonoma della comunità.

Il progetto mira a realizzare una grande campagna di sensibilizzazione sul tema del rispetto ambientale. Nello specifico, a coinvolgere circa 200 studenti delle aree popolari e periferiche palermitane in due percorsi laboratoriali. Si tratta di un percorso di alfabetizzazione ecologica ma anche uno stimolo per l’amministrazione locale ad adeguarsi alla normativa nazionale che prevederebbe per ogni nato la piantumazione di un nuovo albero.