20 Gennaio 2022

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Intervista a Giuliano Crupi sul nuovo singolo “Filtro”

Giuliano Crupi

Giuliano Crupi

“Filtro” è il nuovo singolo di Giuliano Crupi, tra i più ispirati e autentici esponenti dell’attuale scena cantautorale italianaIl brano pone l’accento sulla nostra fragilità in quanto esseri umani fallibili e vulnerabili e vuole sottolineare quanto ci renda liberi non camuffarci a tutti i costi mostrando in realtà chi non siamo. Lo abbiamo incontrato e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui…

Come nasce il tuo ultimo singolo “Filtro”?

Come tutte le mie canzoni anche “Filtro” è nata dall’osservazione profonda della mia interiorità e dalla correlata connessione col mondo esterno. La scrittura di una canzone si manifesta in un preciso momento ma in realtà nasce mesi o, addirittura, anni prima. La canzone è il compimento di un percorso evolutivo; come l’agricoltore che prima di cogliere il frutto, deve seminare, arare, innaffiare, attendere con pazienza e, infine, raccogliere. Ecco, per le canzoni è esattamente la stessa cosa, almeno per me. E, “Filtro” è nata con una tempistica inversamente proporzionale a quella della sua sedimentazione.

Chi o cosa ha provocato la scintilla che ha acceso in te la passione per la musica?

Effettivamente, una serie di concause. Mia madre e mio padre, entrambi appassionati di musica e musicisti non professionisti. Mia zia che notò la mia felicità, nei primi mesi di vita, nell’ascoltare e vedere i videoclip musicali. Il pianoforte di mia madre in casa e, infine, la mia naturale propensione al canto. Cantavo sempre, anche nei primi anni di vita. Credo fermamente che l’ambiente in cui si nasce e si cresce influisca in modo decisivo, accompagnando chiaramente una tendenza manifesta e naturale alla musica.


Non è facile fare il cantautore, bisogna avere una forte vena creativa, vero? 

Credo che nulla sia facile, ma i mestieri artistici hanno, per definizione, un’astrazione e una immaterialità che ne precludono una precisa misurabilità e connotazione. Mi spiego meglio: se un palazzo è stato costruito bene, il lavoro dell’architetto, degli operai e del capo cantiere è facilmente valutabile e misurabile. Al contrario, un’opera d’arte, nel mio caso una canzone, nascendo da una creatività e da una emotività assolutamente soggettive, non può essere valutabile in modo insindacabile. Certo, ci sono critici, addetti al settore, pubblico, ma non è sufficiente per decretare ARTE una determinata opera artistica. Per questo è molto complicato ma, di certo, la creatività non può mancare mai. Non solo nei mestieri dell’arte ma nella vita in generale. Questa però è un’altra storia.

In un’era in cui tutti i cantautori usano uno pseudonimo quanto è importante per te rimanere Giuliano Crupi?

Premetto che ormai non ne posso veramente più di sentire tutti questi nomi d’arte mono-parola che sembrano essere quasi obbligatori. Il produttore del mio primo disco voleva trasformare il mio nome d’arte “Giuliano Crupi” in “Krupi”, ma non lo permisi, anche se ne riconoscevo la sua funzionalità mediatica. Io sono un cantautore e, come tale, voglio essere validato col mio nome e cognome di origine che, peraltro, non è neanche cacofonico. Mi piace insomma. E poi, pensiamo ai grandi cantautori del passato e non: Lucio Dalla, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Niccolò Fabi e via dicendo. Vi immaginate se si fossero chiamati con i nomi che vanno di moda adesso? Direi di no. Ovviamente non voglio accostare l’arte di questi giganti alla mia, ci mancherebbe, ma semplicemente ereditare da loro il desiderio di mantenere il mio nome e cognome di origine come timbro alla mia musica.



Quando arriverà un disco?

Non arriverà. Dopo il mio primo album “Possibilmente guardo il cielo”, uscito nel 2015, ho fatto uscire, dal 2017 in poi, una serie di singoli, compreso l’ultimo, “Filtro”, che ad oggi formerebbero un nuovo album. Ho deciso, però, almeno per il momento, di non volerli “rinchiudere” in un blocco unico, ma di lasciarli respirare e navigare in modo autonomo. Allo stesso modo, il nuovo singolo che uscirà nella primavera 2022 avrà la stessa sorte leggiadra.

Hai dei live in programma? Quanta voglia hai di sentire l’affetto del pubblico?

Al momento non ci sono date in programma ma partiranno dalla prossima primavera con l’uscita del nuovo singolo. Non vedo l’ora di ricominciare con i live perché quello dell’incontro col pubblico è, insieme alla nascita di una canzone, il miglior momento in assoluto per un’artista. Occhi dentro occhi, emozioni dentro emozioni, storie dentro storie. Il resto è zero.