4 Dicembre 2021

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Hennebique: al via il cantiere per dare nuova vita all’ ex silos granaio

Il recupero e la valorizzazione dello storico sito genovese saranno guidati da Vitali Spa grazie ad un investimento di 100 milioni di euro.

Partono i lavori preliminari per dare nuova vita allo storico granaio del capoluogo ligure dopo oltre 50 anni di abbandono. È stato presentato questa mattina il progetto di recupero e riqualificazione di Hennebique, nel pieno centro storico di Genova, alla presenza del Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, del Sindaco del Comune di Genova, Marco Bucci, del Presidente di Autorità Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, dell’Amministratore Delegato del Gruppo Vitali Cristian Vitali e di Maurizio Tosi, Direttore di Starching Milano.

Totem urbano dall’inestimabile bellezza liberty oltre che manufatto-culla di corposi trascorsi storici genovesi, Hennebique avrà un futuro grazie ai lavori di recupero messi in atto da Vitali SpA gruppo leader nel settore Real Estate e delle grandi infrastrutture. A fronte di un investimento di 100 milioni di euro, gli oltre 40 mila metri quadrati di superficie verranno convertiti in strutture ricettive, uffici e servizi dedicati alle attività crocieristiche. L’innovazione tecnologica dei processi, i macchinari di ultima generazione e la specializzazione nel settore, consentiranno a Vitali spa di gestire le attività di cantiere minimizzando l’impatto ambientale e seguendo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità.

Inserita in un contesto urbano delicato, il nuovo Hennebique costituisce la cerniera tra il Porto Antico e il Polo crocieristico e turistico-ricreativo in via di sviluppo, e completerà la riqualificazione del waterfront cittadino. Collocato in posizione strategica l’immobile diventerà un polo attrattore per residenti, turisti e croceristi.

L’avvio dei lavori di riqualificazione di Hennebique coincide con l’inizio di una nuova vita del gigante addormentato nel Porto più importante d’Italia. Primo edificio in Italia ad essere stato costruito, tra il 1899 e il 1901 utilizzando il brevetto del calcestruzzo armato a vista, il complesso ha attraversato intonso più di cento anni di storia, marcando a fuoco vivo la tradizione genovese. Un’innovazione edile straordinaria per l’epoca che venne applicata, a sua volta, da Francois Hennebique, da cui, non a caso, l’edificio riprende il nome. Inizialmente dedicati ad accogliere i grandi scali europei, i silos Hennebique sono stati per lungo tempo il volto e i profili dell’importante adeguamento tecnologico e infrastrutturale che, a fine ‘800, ha travolto il contesto storico-culturale genovese.

L’impianto, fu pensato fin dal principio come un vero e proprio automa industriale capace di “ingerire” ed insaccare quantitativi massicci di granaglie. Non da ultimo, il collegamento diretto con due binari ferroviari permetteva un rapido trasferimento della merce e sigillava l’indispensabile collegamento terra-mare. Una struttura altamente performante che nel 21° secolo tornerà a operare a pieno ritmo rispondendo alle esigenze della Genova dei giorni nostri conservando intatto il proprio fascino, sia per l’imponenza della struttura sia per la bellezza liberty dei particolari, e ridisegnando un’altra parte importante del fronte mare. Un contributo allo sviluppo turistico di Genova e un biglietto da visita per la Città.

Quello di oggi è un momento storico per la città di Genova e per tutta la Liguria – commenta Giovanni Toti, Presidente di Regione Liguria – Un passo fondamentale e concreto all’interno di un percorso lungo e delicato, nel quale si mette un punto fermo. Grazie al lavoro congiunto e sinergico di Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità portuale diamo corpo al rilancio e alla riqualificazione di uno dei luoghi più significativi del fronte mare di Genova. L’Hennebique, oltre a essere un edifico di straordinario valore storico, si trova in una zona assolutamente strategica della città, incastonato tra la stazione marittima e la facoltà di Economia e Commercio. Riqualificare a dare nuova vita a questo edificio significa fornire opportunità di lavoro e sviluppo alla città, in particolare penso al settore crocieristico, ma anche inserire un ulteriore tassello nel più ampio piano di rigenerazione del fronte mare della città, che parte dal waterfront di Levante e dalla Fiera e ha la sua naturale prosecuzione nel Porto antico e, appunto, nell’Hennebique”.

Il piano per la riqualificazione di uno spazio così strategico per la città come quello dell’ex silos di Hennebique è stato uno dei primi impegni che mi ero preso con la città, ancora prima di diventare sindaco. In questi anni, insieme a Sistema di Autorità Portuale e Regione Liguria, abbiamo lavorato duro perché si potesse arrivare a dare una nuova vita ad uno spazio di elevate dimensioni, che rappresenta un pezzo di storia del lavoro della città ed in particolare del suo porto, e che ha un notevole impatto visivo sia per le persone che arrivano in città dal mare, sia per coloro che entrano nel cuore di Genova attraverso la strada Sopraelevata o via Gramsci. Con la partenza dei primi cantieri possiamo cominciare a fare il conto alla rovescia e a immaginare che significato avrà un fronte mare riqualificato anche in questo spazio con attività di servizio al territorio e ai turisti: siamo orgogliosi di aver mantenuto la promessa, ulteriore dimostrazione di quanti passi in avanti la città stia facendo in questi ultimi anni” spiega Marco Bucci, Sindaco del Comune di Genova.

“Ringrazio pubblicamente tutte le istituzioni intervenute per far si che questo cantiere potesse avere inizio a partire dal Presidente della Regione Giovanni Toti, il Sindaco di Genova nonché Commissario Straordinario Marco Bucci e il Vitali Group. Sono state fondamentali la sinergia e la collaborazione tra istituzioni e operatori privati per trovare le giuste soluzioni per organizzare logisticamente il cantiere senza interferire con l’attiviàa portuale – dichiara Paolo Emilio Signorini, Presidente di Autorità Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale -. Genova in questo momento sta imboccando un periodo in cui sarà molto sollecitata. Abbiamo in campo alcune grandi opere fondamentali per il porto e l’economia di Genova che potranno avere alcuni effetti sulla vita quotidiana della città. Stiamo entrando in un momento di grande fermento durante il quale bisognerà aver e un pò di pazienza ma che vedrà la rinascita di questa importante parte del fronte mare”.

Siamo orgogliosi di essere protagonisti di questo importante progetto per la città di Genova. Un piano ambizioso – conclude l’Amministratore Delegato di Vitali Spa, Cristian Vitaliche porterà lustro a Genova, proiettandola automaticamente verso una nuova dimensione di città evoluta e innovativa. Genova è da sempre simbolo di sostanziosi investimenti infrastrutturali, e Hennebique può esserne considerato il simbolo. Abbiamo sviluppato un progetto che coniuga in maniera sublime l’impronta storica dell’edificio con le migliori tecnologie impiantistiche. Una vera e propria macchina intelligente. Le rinnovate facciate impreziosiranno i profili della città.

 

Il silos granaio “Hennebique” nella storia

A fine ‘800, in un contesto di grande vivacità imprenditoriale, vanno disegnandosi grandi aree del porto di Genova, tra le quali calata Santa Limbania. Il porto di Genova vede, attraverso un massiccio adeguamento tecnologico e infrastrutturale l’occasione di attestarsi al livello dei grandi scali europei.

In questo contesto storico- culturale vengono ideati e realizzati i nuovi silos granari, ideati come un grande edificio macchina, all’avanguardia per dimensioni e tecnologia.

I silos Hennebique rappresentano un importante esempio di architettura industriale, e rimangono una delle più impegnative realizzazioni dell’ing. Porcheddu, detentore del brevetto Hennebique, e unico costruttore all’epoca capace di affrontare temi architettonici complessi, capaci di coniugare forza strutturale e monumentalità.

Il complesso, costruito fra il 1899 e il 1901 a struttura in cemento armato a vista, entrò in funzione nel 1901, e fu ampliato nel 1911 e nel 1929 ad opera della società Ferrobeton.

La progettazione dei silos parte dall’idea di un sistema meccanico di sbarco delle granaglie e l’intero complesso viene concepito come vera e propria macchina industriale, al punto che la prima tavola pubblicata in un opuscolo informativo sul nuovo impianto illustra proprio un diagramma schematico dei movimenti del grano: dall’attracco al pontile, sporgente di novanta metri sulla calata, tramite un sistema di tubi aspiratori le granaglie vengono condotte all’interno dell’edificio, conferite in tazze poste su un nastro trasportatore che consente di elevarle all’ultimo piano, da dove per caduta vengono distribuite nelle celle di raccolta.

Dal punto di vista strutturale l’edificio viene concepito come un susseguirsi di celle a sezione rettangolare, accoppiate tra loro al fondo, dove si uniscono in un’unica tramoggia che permette l’insacco delle granaglie; per una capacità unitaria pari a 130 tonnellate. Nella parte a mare, sotto il porticato, corrono i due binari ferroviari necessari al trasferimento della merce, mentre al di sopra del porticato sono collocati due piani di uffici.

L’equilibrio compositivo del’edificio si manifesta in una simmetria centrale focalizzata sulla ciminiera collocata in posizione assiale che conferisce un carattere monumentale, di vero e proprio landmark, al complesso, distinguendolo da tutti gli edifici contermini e rendendolo comparabile con la Stazione Marittima. Monumentalità che si manifesta anche negli spazi interni, come ben evidenziato dal grande spazio a tutta altezza posto al piano terreno rialzato del corpo centrale , originariamente concepito come sala delle pompe, affiancato da locali – recipiente del grano.

Durante la seconda guerra mondiale l’edificio subì gravi danni, registrando in particolare il crollo di alcuni solai del corpo a mare e della parte antistante la ciminiera, realizzata a seguito degli ultimi ampliamenti. La riparazione di tali danni e la ricostruzione avvenne immediatamente e l’edificio tornò ad assumere la sua configurazione precedente il conflitto.

Dopo questi ultimi lavori, i Silos granari Hennebique rimasero praticamente immutati, se si escludono le piccole addizioni in facciata costruite nel secondo dopoguerra per mettere il complesso in comunicazione con i silos allora presenti sul vicino Ponte Parodi.

Il complesso venne dismesso sul finire degli anni ’80.

Il 4 aprile 2007 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha vincolato l’edificio Hennebique come “Sito di interesse storico e artistico”, in quanto ” importante esempio di architettura industriale a Genova”.