Maggio 6, 2021

A tu per tu con RICCARDO INGE

Ingegnere-Cantautore: quale professione prevale sull’altra?

Sono veramente diviso a metà in questo momento. Sono due parti essenziali della mia vita. Ovviamente la passione rimane soprattutto concentrata nell’ambito musicale, ma sotto sotto rimango una persona molto razionale e quadrata. Vorrei trovare il modo di conciliare queste due anime per sviluppare una forma di equilibrio e farle collaborare. Vorrei sfruttare questo potenziale più che esserne sopraffatto.

Ci racconti com’è nata “Fulmicotone”?

Avevo voglia di parlare d’amore, ma è difficile farlo perchè si risulta facilmente banali. Complice una sera con tuoni e lampi, una chitarra e l’idea di raccontare una storia comune, ma magari poco descritta nella musica. Uno ‘stronzo’ può avere un cuore? Secondo me sì. 

Durante il periodo del lockdown come hai vissuto la musica? Hai scritto?

Ho scritto tanto, ma poco per me. Ho partecipato a diverse challenge di produttori (uno su tutti Michele Canova) e iniziato a scrivere per altri. Non so dove mi porterà questa strada, ma mi piace. Si tratta di un modo per uscire un po’ fuori dai propri schemi tradizionali. Inoltre, ho realizzato un format basato su dirette streaming (#ingeincasa Tour) con ospiti settimanali con cui condividere tanta musica e sostenere campagne per la raccolta fondi (#iosuonodacasa, ecc.) a favore della ricerca sul COVID.

Ci dai qualche consiglio musicale?

Ho scoperto per caso qualche mese fa un rapper – Il Tre – secondo me molto in gamba. Tra le nuove leve mi piace molto Aiello (che tra parentesi ha 35 anni, non 20) e non lo scopro di certo io. In generale tutta la musica prettamente cantautorale (anche i rapper sono dei cantautori), genuina, ma in una chiave fresca e moderna.