30 Ottobre 2026

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Giuseppe D’Alonzo – “Parole in tasca”: quando le parole non bastano più a raccontare il mondo

Fuori dal 30 ottobre “Parole in tasca”, il nuovo singolo di Giuseppe D’Alonzo, che anticipa l’omonimo album. Un brano pop cantautorale che mette al centro quel senso di smarrimento che sembra appartenere sempre di più alla nostra generazione, tra il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo e la difficoltà di fidarsi di ciò che ci circonda.

Giuseppe D’Alonzo – Parole in Tasca

Ascoltando “Parole in tasca” si ha la sensazione di trovarsi davanti a una fotografia un po’ scomoda del presente. Ci sono troppe voci, troppe opinioni, troppe parole che vengono pronunciate senza lasciare davvero qualcosa. E in mezzo a tutto questo c’è una figura femminile che cerca di proteggersi, costruendo muri sempre più alti, ma finendo inevitabilmente per rischiare di rimanere sola. È un’immagine che va oltre il singolo personaggio e diventa il ritratto di tante persone che vorrebbero sentirsi parte di qualcosa, senza però sapere bene come fare.

Mi piace il modo in cui D’Alonzo utilizza immagini particolari e quasi surreali per raccontare qualcosa di molto concreto. Il suo è un testo che non cerca necessariamente risposte, ma mette in fila sensazioni, contraddizioni e piccoli frammenti di una realtà nella quale è facile riconoscersi. Anche il titolo assume un significato interessante: quante parole teniamo davvero con noi e quante, invece, finiscono per perdersi nel rumore di tutti i giorni?

Nonostante il quadro iniziale abbia tinte piuttosto malinconiche, il brano non si chiude completamente nella disillusione. Rimane uno spiraglio, una finestra da aprire senza necessariamente lasciar entrare tutta la tempesta. Forse la possibilità di ritrovare un po’ di leggerezza passa proprio da qui, dal concedersi ancora la possibilità di vivere senza avere sempre paura di quello che potrebbe succedere.

A completare il progetto c’è anche un videoclip realizzato con la tecnica puppet stop motion, una scelta visiva che accompagna molto bene l’immaginario della canzone. I personaggi prendono vita attraverso un’estetica particolare, quasi fiabesca, che contrasta e allo stesso tempo valorizza le inquietudini raccontate nel testo.

Con “Parole in tasca” Giuseppe D’Alonzo ci invita a fermarci un momento e guardare quello che succede intorno a noi, ma anche dentro di noi. Perché, in un mondo in cui tutti sembrano avere qualcosa da dire, forse dovremmo imparare nuovamente ad ascoltare.