Mestre non è mai stata così viva. La sua anima creativa sprigiona un’energia travolgente, in un susseguirsi di emozioni che dalle sacre mura della Sala del Laurentianum — dove ancora riecheggia l’eco della potente mostra di Karima Laraba “Chi Siamo? Nel Tempo Schizofrenico”— si spostano ora verso nuovi orizzonti di luce. La città si conferma un palcoscenico a cielo aperto, un crocevia di anime che cercano nel bello la risposta al caos del presente.
Ieri sera, la magia del sapere si è trasferita al Centro Culturale Candiani. In un’atmosfera elettrica e partecipe, si è alzato il sipario sulla prima delle quattro grandi conferenze del 2026 targate Il Circolo Veneto. Un appuntamento che non è stato solo un incontro, ma un atto d’amore verso la pittura che scalda i motori per l’imminente Premio Mestre di Pittura 2026 (atteso con trepidazione alla Casa delle Contemporaneità dal 25 aprile al 7 giugno).
Luciano Zarotti
Il protagonista assoluto? Il Maestro Luciano Zarotti, a cui è stato tributato il prestigioso Premio alla Carriera.
Zarotti non è solo un artista; è un ponte tra i secoli. Classe 1942, erede della grande tradizione veneziana e allievo del mitico Luigi Tito, ha saputo trasformare quarant’anni di insegnamento in una missione di vita. Le sue opere, che oggi impreziosiscono musei leggendari come il Puškin di Mosca e Ca’ Pesaro a Venezia, sono un miracolo di equilibrio: vibrano dei segreti delle tecniche antiche, dell’affresco e del nudo, ma respirano uno spirito di indagine ferocemente contemporaneo. Guardare un suo quadro significa viaggiare nel tempo, restando ancorati alla modernità.

Gli ospiti
La serata è stata guidata da una “squadra del bello” d’eccezione:
- Cristiano Costantini, anima e motore organizzativo del Premio, ha aperto le danze con la passione di chi crede nel riscatto culturale del territorio.
- Marco Dolfin, con la sua precisione di storico e critico, ha saputo tessere le fila di una giuria d’eccellenza.
- Le voci autorevoli di Giovanni Bianchi e Matteo Piccolo hanno svelato i segreti del catalogo, portando il pubblico per mano dentro l’universo creativo di Zarotti.
- E come un faro che non smette mai di illuminare la via, era presente l’On. Cesare Campa, fondatore del Circolo e custode di questa nobile avventura chiamata Arte.
Mestre sta scrivendo una nuova pagina della sua storia. È una pagina fatta di mostre gratuite, di grandi maestri e di giovani sguardi. È un invito a non restare a guardare, ma a lasciarsi travolgere da questa marea di creatività che ci rende, finalmente, più umani.
L’appuntamento con la bellezza continua. Non mancate.
Foto e Articolo Luca Rubbis


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