22 Aprile 2026

Zarabazà

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Ypsi “Rage Room”: la mia stanza, anche se non è la mia storia

Ascoltare Rage Room è stato strano, perché pur non raccontando la mia vita, in tanti momenti ho avuto la sensazione che parlasse anche di me. Non succede spesso: di solito un disco o ti intrattiene o ti colpisce. Questo, invece, mi ha fatto restare.

La prima cosa che ho percepito è stata la sincerità. Non quella costruita, ma quella un po’ scomoda, che a tratti sembra quasi troppo. YPSI non cerca di rendere tutto “bello”: lascia dentro anche le parti più confuse, quelle meno ordinate. Ed è proprio lì che mi sono ritrovato di più.

Nei pezzi più carichi come “91”, “Rage Room” o “Truman Show” ho sentito una rabbia che non è solo sfogo, ma accumulo. Come se ogni barra si portasse dietro qualcosa che non è stato detto prima. Non è solo energia: è peso.

Ma quello che mi è rimasto davvero addosso sono i momenti più tranquilli. “Intro” e “Lucciole” mi hanno dato una sensazione diversa, quasi di vuoto dopo il rumore. Come quando finisce una discussione e resti da solo con i pensieri. Non so se era l’intenzione, ma a me è arrivato così.

Una cosa che ho apprezzato è che l’album non prova mai a spiegarsi troppo. Ti lascia spazio. Non ti dice cosa devi sentire, ma ti mette nelle condizioni di farlo. E questo, secondo me, è raro.

Anche il collegamento con Panic Room si sente, ma qui è tutto più concreto. Se prima certe sensazioni erano nell’aria, adesso hanno una forma. È come passare da un’ansia indefinita a qualcosa che puoi guardare in faccia. Non è più facile, anzi, ma è più vero.

A livello di suono c’è varietà, ma non mi è mai sembrata forzata. I cambi di atmosfera funzionano perché seguono quello che viene detto, non il contrario. E la presenza di Hills aggiunge qualcosa, ma senza rubare spazio all’identità di YPSI.

Se devo essere onesto, Rage Room non è un album che metterei sempre. Ma è uno di quelli che, quando scegli di ascoltare, devi essere pronto. Perché non ti lascia uguale a prima.

E forse è proprio questo il motivo per cui funziona.