Evoto

Valentina Pedrali è nata nel 1984 in provincia di Brescia. Vive a Sarezzo, dove attualmente ricopre la carica di Sindaco, dopo aver svolto il ruolo di Assessore alla Cultura dal 2009 al 2019. Ma non c’è solo la politica nella sua vita così intensa. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università di Pavia, completando poi il suo percorso accademico con una laurea magistrale in Arti, Spettacolo e Produzione Multimediale – indirizzo Storia e Critica d’Arte – presso l’Università Cattolica di Brescia. Durante gli anni universitari ha collaborato con lo storico bergamasco Gabriele Medolago, partecipando a ricerche e alla pubblicazione di volumi dedicati alla storia locale di diversi paesi della Bergamasca. In seguito si è sempre più dedicata alla curatela e all’accompagnamento di artisti, seguendo la realizzazione di mostre personali e collettive.
Il prossimo 18 luglio, alle ore 17.30, sarà tra i protagonisti del vernissage di inaugurazione della exhibition artistica “Io sono Tu sei”. Introdurrà questo interessante progetto, co-firmato con il Prof. Claudio Strinati, incentrato sul Mito contemporaneo di Narciso e l’ossessione verso i social.
La Pedrali interverrà a più riprese durante l’ opening nello spazio della Galleria La Pigna di Roma di Palazzo Maffei Marescotti. Molti saranno gli ospiti presenti provenienti anche dal territorio bresciano, tra cui il Dott. Don Giuseppe Fusari ‘ prete, scrittore e storico dell’arte – e la pianista Daniela Reboldi. L’esposizione ad ingresso libero continuerà fino al giorno 31 luglio 2025, seguendo gli orari della galleria. E riprenderà dal primo settembre fino al giorno 8 settembre 2025.

Visto il suo duplice impegno come Sindaco di Sarezzo e assistente alla curatela per una mostra d’arte contemporanea, come riesce a conciliare queste due anime professionali ? In particolare, quali parallelismi o sinergie vede tra la gestione di una comunità e la curatela di un’esposizione artistica come “Io sono Tu sei”?
Il ruolo di Sindaco e quello di curatore di una mostra possono sembrare molto distanti, ma in realtà non lo sono. In entrambi i casi, è la passione e l’amore per ciò che si fa a rendere possibile la conciliazione. Gestire una comunità significa entrare in empatia con i cittadini, ascoltarli e cercare soluzioni ai problemi. Curare un’esposizione artistica, similmente, comporta entrare in sintonia con gli artisti e lasciarsi guidare dalle emozioni.
In sintesi, non si tratta di conciliare due anime distinte, ma di riconoscere che tanto nell’arte quanto nella politica si esercita un ruolo di “cura dell’altro” e di costruzione di senso condiviso. Il curatore, come il sindaco, è un mediatore tra visioni, bisogni e prospettive diverse. Costruisce ponti.
La sua esperienza accademica e le sue prime collaborazioni si sono focalizzate sulla storia locale e la critica d’arte. Come ha influito questo percorso più “tradizionale” sul suo approccio alla curatela di una exhibition contemporanea, e qual è il messaggio o l’emozione principale che spera il pubblico colga da questa mostra?
Studiare il contesto storico e culturale di un territorio insegna a leggere le opere non solo per ciò che mostrano, ma per ciò che evocano, per le connessioni che attivano con il vissuto collettivo e individuale. Questa sensibilità all’intreccio tra arte e identità ha profondamente influenzato il mio approccio all’arte contemporanea, portandomi a valorizzare il dialogo tra opera, spazio e pubblico.
Dall’esposizione “Io sono Tu sei” mi auguro che il pubblico colga l’importanza dell’unicità della persona, un valore che trascende epoche, stili e innovazioni.
La mostra – ripetiamolo – si intitola “Io sono Tu sei”. Dal suo punto di vista, in che modo si traduce questo concetto nel percorso espositivo, e quali sfide o opportunità ha rappresentato lavorare su un tema che esplora l’identità e la relazione con l’altro attraverso l’arte?
L’arte è il mezzo di comunicazione più efficace in assoluto, capace di parlare a ogni spettatore in modo unico, proprio perché ogni opera tocca corde diverse in ciascuno di noi. Ogni mostra, quindi, rappresenta una sfida: è una continua ricerca della relazione più autentica tra opere e pubblico. Nel caso di “Io sono Tu sei”, la sfida principale è stata quella di far dialogare due stili artistici differenti, apparentemente lontani, ma uniti dallo stesso concetto: mostrare come l’identità individuale, nella società contemporanea, si definisca anche attraverso lo sguardo e la presenza dell’altro.
Sottolineiamo che i visitatori di questa esposizione saranno chiamati ad interrogarsi in maniera attiva grazie ai tanti lavori di Cinzia Bevilacqua e alle performance interattive suggerite dai lavori di Ferdinando Fedele. In una società in cui l’approvazione degli altri si misura in like, l’identità individuale sembra sempre più legata all’immagine che proiettiamo e modifichiamo per ottenere conferme. La continua ricerca di consensi virtuali amplifica il bisogno di riconoscimento e approvazione, trasformando il mito antico di Narciso in una narrazione moderna e ancora più pervasiva. Una mostra da non perdere.
Per ulteriori informazioni, si prega di contattare la Gallery alla mail info@gallerialapigna.net

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