15 Aprile 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

Slovenia 2024 un’esplosione di cultura, eventi e festeggiamenti

Un anno di festa, il 2024 in Slovenia: dalle celebrazioni per il ventennale dall’ingresso nell’UE, alle tappe di avvicinamento al 2025, che vedrà Nova Gorica Capitale Europea della cultura insieme a Gorizia. L’occasione è quella giusta per immergersi nel vibrante milieu culturale del Cuore Verde d’Europa, da scoprire tutto l’anno con curiosità ed entusiasmo.

Milano. Una Slovenia impegnata a regalare esperienze culturali indimenticabili è quella che ha inaugurato il 2024 con gli entusiasmanti appuntamenti della Giornata della Cultura (8 febbraio) dedicata a Prešeren, poeta e padre della letteratura nazionale, a cui è intitolata la principale piazza di Lubiana, e con quelli del Carnevale, famosissimo quello di Ptuj. Ma se per vivere queste suggestioni bisogna ormai attendere il prossimo anno, il 2024 promette ancora moltissimi altri appuntamenti per apprezzare le radici profonde della cultura slovena, varia quanto riconoscibile, ricca e vivace.

Il 2024 in Slovenia sarà un anno ricco di cultura che accompagnerà il Paese a ospitare GO!2025, ovvero le celebrazioni dedicate a Nova Gorica e Gorizia, insieme Capitale Europea della Cultura 2025. Ma è anche il ventennale dall’ingresso della Slovenia all’interno dell’UE: si è aperta, in quell’occasione, una nuova stagione per il Paese, segnata dall’abbattimento delle frontiere con il resto d’Europa e dalla voglia di raccontarsi al continente.

GO BORDERLESS! Nova Gorica e Gorizia, Capitali Europee della Cultura 2025.

Cominciano già nel 2024 le celebrazioni per GO!2025, l’anno in cui Nova Gorica condividerà con Gorizia il titolo di Capitale Europea della Cultura. Due città simbolo o, meglio, una sola città, l’unica in Europa ad essere attraversata da un confine tra due Stati. Un confine che, per troppi anni, ha significato frattura, una separazione immortalata nelle foto in bianco e nero del filo spinato di piazzale Transalpina, e che, invece, oggi diventa sempre più una mano tesa, un luogo di incontro tra due popoli e il simbolo, per tutto il resto del mondo, di come la pace e la condivisione siano un percorso non solo possibile, ma addirittura necessario.

Nova Gorica, poco più di 13.000 abitanti tra le fertili colline della riva sinistra del fiume Isonzo, è considerata la più giovane città della Slovenia in virtù dei suoi “soli” 70 anni di vita, audace e futurista nell’architettura quanto verde e consapevole nei confronti del ricco patrimonio enogastronomico della valle del Vipacco, che accomuna entrambi i lati del confine. Tra i simboli della città, è immancabile una visita al ponte di Salcano, il più grande ponte ferroviario sospeso in pietra del mondo. Oltre alla funzione originaria di lasciar transitare i treni sopra l’Isonzo, il ponte di Salcano diventa in estate anche l’unico luogo in Slovenia dove è possibile praticare il bungee-jumping: adrenalina pura!

20 anni in UE per la Slovenia.

1° maggio 2004: la data scolpita nella pietra del monumento eretto proprio sul confine tra Nova Gorica e Gorizia, che ha segnato non solo per le due città ma per l’intero paese un punto di svolta. La Slovenia faceva, insieme ad altri nove Stati, ingresso nell’Unione Europea, novità che ha significato per il Paese, posto proprio nel cuore dell’Europa, tra le pianure pannoniche e il Carso, tra le Alpi e il Mediterraneo, mitteleuropeo e slavo, la possibilità di crescere e aprirsi a nuovi scambi culturali.

Proprio l’area del confine italo-sloveno sarà il centro nevralgico degli eventi che accompagneranno le due città al 2025, con la nascita del nuovo distretto ECOC, che prenderà vita proprio nel tratto di un km tra le due ex dogane. 10 milioni di euro di investimenti per riqualificare l’area in un’ottica green, per un intervento che interesserà anche la stessa aera del piazzale Transalpina, che dall’altro lato del confine chiamano, per l’appunto, Trg Evrope (piazza Europa).

Per maggiori informazioni e sugli eventi relativi a Nova Gorica e Gorizia 2025, fare clic qui.

Alla scoperta della cultura slovena. Ri-partire da Prešeren.

Come detto, il 2024 è l’anno giusto per un’immersione nella cultura del popolo sloveno. E da dove partire, se non dal centro del Paese? O meglio, dal centro del centro: piazza France Prešeren, la principale della capitale, che porta il nome del massimo poeta nazionale sloveno, ed ospita dal 1905 un monumento a lui dedicato.

Nato tra le colline della Gorenjska, Prešeren ha avuto un ruolo fondamentale non solo nella storia letteraria del paese, ma anche nella codificazione dello sloveno scritto come lingua nazionale.

Nella capitale, così come in ogni città in Slovenia, Prešeren è dappertutto: strade, monumenti, piazze, l’inno nazionale Brindisi, scritto dal poeta nel 1847 (stesso anno di quello di Mameli) e inciso sulle monetine da 2 euro.

Un gigante della cultura europea, oltre che slovena, in sostanza. Anche Paulo Coelho, che ambienterà 150 anni dopo la morte del poeta il romanzo Veronika decide di morire nella città di Lubiana, ne subirà il fascino, citandone a più riprese aneddoti sulla vita, come il primo incontro con Julija Primic, musa ispiratrice e amore infelice del poeta, avvenuto nella Chiesa di Trnovo.

A Kranj, altra città legata al mito del poeta romantico, andrà in scena proprio sulle tavole del Teatro Prešeren, dal 27 marzo al 9 aprile, l’annuale Settimana del Teatro Sloveno. Laboratori di scrittura drammatica, performance di opere slovene realizzate da cast internazionali e tavole rotonde volte ad espandere il respiro internazionale dell’evento, che coinvolge ogni anno famosi drammaturghi, critici e produttori.

Arte contemporanea in Slovenia

In Slovenia il XX secolo ha lasciato dietro di sé diverse tracce, espresse soprattutto dalle grandi architetture che in un’epoca post-industriale come la nostra vengono ri-significate e riconvertite a nuovi usi. È in quest’ottica che sono nate realtà come quella del Center Rog di Lubiana, centro creativo e sociale ospitato in una ex fabbrica di bicilette, oppure di Cukrarna, galleria d’arte contemporanea sorta nel 2021 in un ottocentesco zuccherificio sulle rive del fiume Ljubljanica, raccontato anche nelle opere letterarie di scrittori come Kette, Cankar e Župančic.

Edifici industriali trasformati, oggi, in vere e proprie fabbriche di idee.

Perché sono le idee a portare avanti la cultura di un popolo giovane che, forte di una solida tradizione, non ha paura di osare e spingersi nel futuro con entusiasmo e ottimismo.

L’altro grande polo culturale del paese è rappresentato da Maribor, seconda città slovena e sede dell’UGM (Galleria d’Arte di Maribor), che può vantare oltre 7.000 opere d’arte provenienti da tutto il paese, in particolare dalla sua area orientale, da fine XIX secolo ai giorni nostri. Nel 2024 UGM festeggia il suo 70esimo compleanno con un allestimento curato dal designer David Tavčar, che ha messo insieme 270 lavori di proprietà della Galleria, alcuni inediti e altri iconici.