19 Maggio 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

L’ANIMA INDIE FOLK DI DEVENDRA BANHART TORNA IN ITALIA CON DUE APPUNTAMENTI

MARTEDÌ 21 NOVEMBRE 2023

MILANO @ AUDITORIUM FONDAZIONE CARIPLO

MERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE 2023

TRIESTE @ TEATRO POLITEAMA ROSSETTI

FOTO A USO STAMPA

SUPPORT ACT: JOHN MOODS

DEVENDRA BANHART torna in Italia. Il cantautore più creativo del panorama hippie-folk statunitense farà ritorno nel nostro paese in autunno con due date prodotte e organizzate da Vivo Concerti: martedì 21 novembre 2023 si esibirà all’Auditorium Fondazione Cariplo di Milano, mentre mercoledì 22 novembre 2023 sarà al Teatro Politeama Rossetti di Trieste. Gli esclusivi appuntamenti avranno come support act il visionario artista e musicista berlinese John Moods.

I biglietti sono disponibili online su vivoconcerti.com.

La musica di Banhart è stata classificata negli anni tra indie rock, indie folk, psych folk e avant folk, unita al naturalismo di testi spesso surreali. Nato in Texas, ha trascorso l’infanzia in Venezuela prima di tornare negli Stati Uniti a San Francisco, dove ha studiato coltivato la passione per il disegno e la pittura, iniziando in seguito a esibirsi in alcuni locali. Devendra ha collaborato con diversi artisti quali Antony and the Johnsons, CocoRosie, Vashti Bunyan, e insieme a loro compare nel documentario The Eternal Children del regista olandese David Kleijwegt. Una collezione di opere d’arte originali di Devendra è esposta da febbraio 2007 al MOMA di San Francisco al fianco dei lavori di Paul Klee in una mostra intitolata Abstract Rhytms.

Il suo nuovo album di Devendra Banhart, Flying Wig, prodotto in collaborazione con l’artista e polistrumentista Cate Le Bon, è stato pubblicato il 22 settembre 2023. Si tratta di un album denso e malinconico, un concentrato materico di tristezza abbellita: come lui stesso ha dichiarato “se devo piangere voglio farlo con il mio vestito migliore”. Flying Wig è un album che racconta la ricerca della speranza, della sicurezza, di un qualcosa di positivo a cui anelare quando ci si trova immersi nell’abbandono e nella perdita. Ad affiancare questa narrazione, la produzione di Le Bon riflette questo racconto tramite arrangiamenti di percussioni off-beat, pianoforte a cascata e giri di sax sottilmente vertiginosi. Uscendo da se stesso per esaminare ciò che non è descrivibile a parole, Devendra Banhart trova in ciò la sua libertà.