20 Maggio 2024

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REDIEGO: viva il pop con sentimento!

REDIEGO

REDIEGO

La musica vive un periodo di febbrile presenza giovanile. Frutto forse del desiderio di trovare una via di espressione personale oppure una nuova romantica, il fatto è che sempre più ragazzi sperimentano suoni e parole per farli diventare il loro canale di comunicazione diretta, la loro impronta da lasciare al mondo. Di questi giovani ne abbiamo incontrato uno, Diego Formoso, REDIEGO è il suo nome d’arte. Giovanissimo, appena ventitreenne con una soddisfazione alle spalle, quella di essere arrivato nel 2021 a far parte della rosa dei quarantasei artisti (su settecentoundici) selezionati per Sanremo Giovani Proposte. Un traguardo che segna un passo importante per chi compone canzoni dall’età di diciassette anni e per chi, dopo aver avuto riscontri positivi sulle piattaforme virtuali, è in procinto di far uscire nei prossimi mesi un nuovo singolo. REDIEGO si racconta così, tra sogni giovanili e la voglia di divorare la vita.

Come ti descriveresti i pochi caratteri?

Un ragazzo dal cuore grande che vuole riuscire nella musica, per far capire alla famiglia e a chi lo circonda che nella vita tutto è possibile.

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?

La musica è la mia casa da quando sono bambino. C’è stato un periodo della mia vita in cui l’ho abbandonata. Poi è successo che sono ritornato sul palco a quindici anni e si è riaccesa una fiamma. Quella mia esibizione ha scatenato una reazione molto positiva nel pubblico presente, così mi sono detto “voglio fare questo”. Ho ripreso a scrivere e le canzoni uscivano in modo fluido, a volte si componevano direttamente nella mia testa prima di trovare gli accordi al pianoforte.

Ti ricordi con quale canzone hai suscitato quella reazione nel pubblico?

Era un brano tratto dal musical Notre Dame De Paris.

Come sei cambiato in questi anni?

Mi definisco una persona particolare, oscillo tra gli opposti: sono egocentrico ma anche insicuro, buono ma so essere anche cattivo. Credo nelle promesse e nei valori, se devo dire una cosa la dico senza remore. Mi piace distinguermi anche nella scelta del look, esula un po’ dall’ordinario. Nel tempo si è rafforzato il legame con la mia famiglia. Del Diego di adesso non cambierei una virgola, mi piaccio così, sono fiero di me stesso.

REDIEGO

Artisticamente invece?

Cerco di avvicinarmi sempre di più al genere che mi rappresenta meglio, il pop alternative. Nella musica cerco il confronto, mi piace stare sul palco, è una forma di espressione ma anche una valvola di sfogo. Osservo molto gli artisti che mi hanno preceduto e quelli che oggi governano il panorama internazionale; spazio dalla musica di Prince a quella di The Weekend assorbendo tutto quello che posso. Le mie sperimentazioni sono una continua evoluzione, cerco di proporle a un pubblico sempre rinnovato, ho questa possibilità di esibirmi e la uso come forma di studio intima e ricercata. 

Gli aggettivi per descrivere la tua musica?

Raffinata e Tecnica. Almeno vorrei che si distinguesse per questo. Raffinata perché con il mio timbro vocale posso dare delle sfumature anche femminili come tonalità. Sono un tenore ma ho un’estensione in grado di colorare alcune note. Tecnica perché non c’è improvvisazione quando lavoro alla realizzazione di un brano. Come ho già detto prima spesso nasce e si sviluppa nella mia testa, quando vado a lavorare sulla partitura il brano è già stato epurato da qualsiasi macchia, devo solamente lavorare di cesello.

Il tuo nome d’arte, REDIEGO, è stata una tua scelta?

No, nasco come Diego Formoso, REDIEGO è venuto successivamente. L’idea era quella di creare un personaggio al quale alla fine mi sono affezionato. Non so per quanto tempo lo porterò con me, magari in futuro ritorno a essere semplicemente Diego, non lo so.

Al momento alcuni brani sono presenti sui tuoi canali ufficiali ma sappiamo che è prevista l’uscita di un singolo.

Si sto lavorando a un singolo che uscirà nei prossimi mesi, fa parte di un progetto che si chiama L’Angelo Caduto. Inizialmente il progetto era Inferno, volevo apporre un sigillo dark alle mie produzioni. Del progetto Inferno è uscito un primo singolo, Nei tuoi occhi. Il nuovo singolo mostrerà un altro aspetto di me che non vedo l’ora di farvi conoscere.

Non puoi anticipare nulla?

Diciamo che il tema dell’amore è presente, come lo è anche in altri brani precedenti ma la melodia è da ballad romantica. Se ascolti una canzone che si intitola Sesso Perverso emblematica nella sonorità pop percepisci una mia identità musicale. Il nuovo brano nasce dal mio romanticismo nascosto, dal mio desiderio di mostrare quell’anima tenera e sognatrice che fatica ad uscire.

Da cosa è dovuta questa fatica?

Un po’ dal fatto che viviamo in una società di persone che giudica, spesso senza conoscere, spinte dal desiderio di esistere anche attraverso un pensiero non formato. La tecnologia ha dato a tutti la possibilità di esprimersi ma a volte guardiamo all’immagine invece che ai contenuti. In questo brano lascio parlare il mio intimo senza riserve, anche questo è un mio andare controcorrente.