2 Marzo 2024

Zarabazà

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GUASTO e il suo stile in evoluzione

Guasto è Gianmarco Finizio nato a Napoli e appassionato di musica da giovanissimo. La chitarra è lo strumento che conquista il suo cuore e fin da subito si dedica allo suo studio e alla scrittura di testi. Si avvicina a quest’arte ascoltando tanta musica, ma soprattutto i dischi di Pino Daniele.

Guasto e Amsterdam

Inizia ad produrre le sue prime tracce con brani inediti insieme al dj Fabio Stingo. Guasto pubblica il suo primo singolo nel 2021 dal titolo “In che senso?”, prodotto da Mauro Spenillo (aka Socio M) e successivamente coinvolge nella supervisione del progetto Antonio De Carmine (aka Principe).

Nel 2022 pubblica altri due singoli con iI Principe e Socio M.: “Che c’hai d’accendere?” e “Funkyland”, entrambi sotto l’etichetta NyNa City 91 Records.

L’artista è arrivato anche tra i finalisti di Sanremo Giovani e 1mnext. Nel 2023 pubblica “Amsterdam”, prodotto anche questa volta dalla stessa squadra, Principe e Socio M.

E proprio con quest’ultimo singolo che Guasto si butta su uno stile un po’ diverso. L’artista lascia da parte il funky per buttarsi su indie pop. Quello che non rimane indietro è il ritmo accattivante e il desiderio di ballare senza freni. Infatti “Amsterdam” rimane un singolo su cui è impossibile restare immobili. Guasto racconta del suo viaggio nella città Olandese e ci sembra proprio di passeggiare per quelle strade mentre ascoltiamo il brano.

A primo impatto può non sembrare una canzone molto profonda, ma il senso di libertà che trasmette e l’emozione fanno di esso un brano degno di nota.

Mi perdo continuamente: Negli occhi di una donna che non conosco. Mi metto lì, ad osservarla, quasi imbambolato e cerco di immaginare la sua vita, le sue passioni,

i suoi amori andati a male.

Chissà dove andranno a finire quelli, una volta scaduti: nell’indifferenziata, cioè <nella pattumiera dell’indifferenza> o forse nell’umido? Boh.

Mi perdo spesso e volentieri tra i miei pensieri, magari camminando, mentre ascolto la mia musica preferita.

Amo perdermi nelle strade, nei vicoli di una città che non è la mia, E nello stesso tempo avere come l’impressione di esserci già stato. Perdersi è l’unica maniera per ritrovarsi davvero. Allontanarsi e guardarsi da lontano ci permette di vedere meglio chi siamo”, racconta Guasto.