21 Giugno 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

Dalle Madonie al Trapanese: terzo ed ultimo weekend dei Borghi dei Tesori.

Aprono le porte i piccoli comuni che investono sul territorio

ma con una particolare attenzione per le esperienze enogastronomiche

Tra manghi succosi, ulivi centenari, focacce di grani antichi, salumi d’autore.

In bus da Palermo: sabato per Balestrate, Camporeale, Giuliana, Isnello. E domenica si va a Vicari.

I BORGHI DEI TESORI 9/10 settembre

PALERMO. Sarà un weekend dedicato ai cinque sensi: perché ciascuno dei Borghi dei Tesori – che si apprestano al loro terzo e ultimo weekend, il 9 e 10 settembre – ha deciso di mettere in campo tutto ciò che di buono nasce dalla terra. Quindi si potrà sì contare le chiese gioiello del borgo o visitare una centrale elettrica con la guida di un operaio, o partecipare ad una visita popolata da dame e cortigiani dell’epoca federiciana, ma sarà un piacere anche partecipare alla mostra mercato del Kuntisa fest a Contessa Entellina, tra vignaioli, mastri casari, produttori ed artigiani che si racconteranno senza sosta in vista della Notte bianca del Borgo.

Se Contessa punta sul cibo autentico, Camporeale non se lo fa dire due volte e apre ogni sua bottega, grande e piccola; un salumificio doc, un forno dove si gusterà la “sciavata”, specialità del posto a metà tra la pizza e lo sfincione; la scuola di miele con gli apicoltori, per non parlare di oli e vini d’eccellenza; ma si assaggerà anche una mortadella da gran premio, attorniata da salsicce gourmet … Sono tutti appuntamenti nati con il supporto dell’assessorato regionale alle Attività produttive.

Il festival, organizzato da Le Vie dei Tesori con IGT, porta in dote aperture di palazzi, visite alla centrale elettrica di Catarratti, ma anche inedite ghost town: come Borgo Schirò (a poca distanza da Camporeale) che si raggiunge con la passeggiata di Ascosi Lasciti: il più grandi dei “sogni” fascisti di riqualificazione del territorio, nato tra il 1940 e il 1942 con il nome di un giovane bersagliere arbëreshë, Giacomo Schirò fu trucidato con 53 coltellate negli anni Venti. Ci sono una trentina di alloggi, chiesa e canonica, una piazzetta con una fontana, la rivendita tabacchi e un negozio di alimentari, l’ambulatorio medico e il laboratorio antimalarico. Edifici fantasma, completamente abbandonati, punteggiati dai murales degli studenti dell’Accademia di Belle Arti.

E’ di queste ore la notizia del danno all’azienda il Filo Tropicale di Balestrate: è il momento giusto per visitarla, scoprendo, per esempio, il finger lime che altro non è se non … caviale di limone in una crosta zuccherina; ma ci sono anche mango e avocado, anche da assaggiare sul posto, magari prima delle gite in barca al tramonto.

Extra provincia, ma poco lontano, ci sono Calatafimi Segesta dove vi racconteranno della Madonna miracolosa che salvò il borgo da un’invasione di cavallette, per poi conoscere gli esempi del “carretto siciliano” del Ceto dei Cavallari. E Custonaci, piccina e irreprensibile: qui ci si dovrà dividere tra le botteghe artigiane ricostruite e i trekking al tramonto con pani e tumazzu, a Monte Cofano, mentre i bambini potranno partecipare a laboratori in fattoria e salire in groppa per la prima volta.

Poco distante c’è Giuliana dove è stato preparata una visita teatralizzata tra dame e cavalieri della corte federiciana: vi racconteranno la leggenda dell’ Infantalinora (l’Infanta Eleonora d’Aragona, morta a Giuliana nel 1405), di guardia a un tesoro che verrà svelato solo a chi, in una notte di luna piena, compirà per sette volte consecutive, il percorso che corre tra la Cuba e il castello, con in mano una candela che non deve spegnersi. Durante la visita al castello, ogni partecipante “registrerà” su una pergamena, desideri e buoni propositi: finiranno in un baule che verrà riaperto solo l’anno prossimo. E non dimenticate l’appuntamento più gustoso, la preparazione di lasagne e focacce in comunità. Un’altra new entry è Bisacquino dove si visita un mercato all’aperto in un antico quartiere saraceno ed è stato costruito un itinerario sulle tracce del regista Frank Capra.

Ma torniamo sulle Madonie: nove borghi gioiello e la vicina Vicari, il regno delle mandorle. Sono arrampicati sulle montagne come tanti piccoli presepi, uno più bello dell’altro. Torna la piccolissima Blufi, con il suo santuario dove sgorga l’olio miracoloso, ma se ci si addentra un po’, si scopre un ponte romanico intonso, talmente bello che sembra uscito fuori da un dipinto. Un altro gradito ritorno è Bompietro, dove il Borgo incontrerà un avvocato che ha deciso di cambiare vita, rilanciando un antico caseificio dove produce diciotto diversi formaggi; ma anche Damiano Sabatino che intaglia i bastoni da passeggio come si faceva una volta. San Mauro Castelverde è terra di ulivi, e questo lo si sa bene: allora perché non andare per antichi frantoi fino a rendere omaggio al Matusalemme frondoso di 1800 anni? magari sgranocchiando biscotti nati in un antico forno o scoprendo che un dolce può chiamarsi “fiorello” e ha la crema che sbuca da “occhietti” friabili di pasta. Ancora più su: a Petralia Soprana daranno lezioni di stendardieri o per intrigare i bambini con lezioni di biscotti, home made; invece a Sottana si seguiranno lezioni di yoga antistress, si ballerà legati alla Cordella ma soprattutto si seguirà un ex operaio alla scoperta della centrale elettrica di Catarratti. Sabato potrete perdervi tra chiese e palazzi di Geraci Siculo, che incanta col saliscendi dei suoi vicoli, da cui si affaccia lo spettacolare Salto dei Ventimiglia, una passerella in vetro e acciaio sospesa nel vuoto. Non bisogna perdere la minuscola Sclafani Bagni (che non arriva a 400 abitanti), dove guide saranno i vecchi del paese; per scoprire che c’è una sorgente unica di acque termali dove sarà possibile fare il bagno dopo una ricca degustazione di prodotti locali. Poco più giù, nelle basse Madonie, c’è Isnello, considerato uno dei posti dove ammirare il miglior cielo stellato al mondo.

Qui vivono l’antico sentiero geologico urbano e la chiesa di San Michele, gioiello del barocco madonita, ma si scoprirà che nella chiesa del Rosario sono conservati straordinari paliotti. Infine da non perdere Pollina, tra mestieri di una volta – ‘u scarpari, ‘u mannaruoli, ‘u pitturi,’ a pastara, ‘u pasturi, ‘u furnari, in abiti tradizionali – sapori perduti e tesori d’arte. Un viaggio a parte merita, infine, Vicari, borgo dalle origini antichissime, che non fa parte delle Madonie anche se è poco distante: tappa obbligata è il castello normanno che dall’alto di una rupe domina il paesaggio. Lo stanno riportando alla luce e molti reperti sono al vicino museo archeologico: sono visitabili le torri merlate, le cisterne e il primo livello difensivo con le feritoie.

La formula è sempre quella dei Borghi dei Tesori: si acquistano carnet di coupon per visitare i luoghi, esperienze e passeggiate hanno invece coupon a parte, diversi per ogni appuntamento. Per ogni info o curiosità e per acquistare i coupon, si può visitare il sito www.leviedeitesori.com.