5 Marzo 2024

Zarabazà

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La Canzone d’Autore italiana torna a fare centro con Kimele e la sua “Dinamite” di voce e liriche

A 5 mesi di distanza dall’incredibile successo ottenuto con la struggente pop-ballad “Di te e di me”, che ha riconfermato l’emozionalità della sua penna ed un’estensione vocale da fuoriclasse superando i 100.000 streams in pochissime settimane, il cantautore campano Kimele, al secolo Gianmichele Mocerino, torna in radio e nei digital store con “Dinamite”, il suo nuovo singolo che rappresenta un autentico manifesto sul valore e sulla rinascita dalle ferite dell’anima.

Su un incantevole tappeto sonoro che accompagna e culla liriche intrise di pathos e poesia, l’artista dà voce al proprio vissuto, raccontando quanto siano proprio le sofferenze causate da sentimenti e rapporti umani infranti a renderci ciò che siamo, un meraviglioso dipinto in continua evoluzione.

E come in un’opera che prende e muta forma in base alla prospettiva da cui viene osservata, il capitolo di un libro d’arte non ancora concluso, “Dinamite” aggiunge nuovi vividi colori al nostro affresco di vita ed in quel «fuoco ardente nelle mani della tua mente», svela la necessità di amare oltre il dolore, oltre il bisogno di essere amati, in un «me contro te» che continua ad unire i protagonisti di un legame che non imprigiona ma libera, tra speranze – «dillo che mi ami» -, ricordi – «tu eri il mio domani» – e accettazione – «rimani sempre, tu tra la gente» -.

Dall’incipit saturo di introspezione e riflessioni, il brano si schiude fino ad arrivare ad una vera e propria detonazione emotiva nei ritornelli, che, come lo stesso artista spiega, è in grado di connetterlo a se stesso e al proprio pubblico:

«Le strofe piene di interiorità, si aprono via via fino ai ritornelli colmi di contenuti e spessore, che fanno da vero e proprio pilastro all’ intero brano. “Dinamite” è brano intenso, viscerale, emotivamente molto forte. È una vera e propria bomba ad orologeria con un filo conduttore, quello che mi collega prima a me stesso e poi all’ascoltatore, facendoci diventare un tutt’uno».

Nato dall’esigenza dello stesso Kimele di mettere in musica una parte del proprio vissuto, il brano è un inno all’amore oltre ogni preconcetto, oltre ogni costrutto umano che troppo spesso ci impedisce di amare come dovremmo, senza pretese, senza aspettative, ma per il solo piacere di sentirci pervasi da un sentimento così alto e puro; perché ogni sofferenza scaturita dall’amore, non è il frutto dell’amore stesso, ma delle attese di cui rivestiamo i suoi destinatari.

«Con questo brano – conclude Kimele – vorrei davvero incoraggiare chiunque ad amare, amare profondamente, nonostante tutto. Amare ci rende vivi e credo che tutti noi abbiamo il diritto – oltre che l’umana l’esigenza -, di VIVERE-AMANDO. È un connubio perfetto. L’amore è una forma di bene e credo che ognuno di noi abbia una o più persone importanti nella propria vita. L’amore genera bene. Quindi siate felici, amando chi vi sta a cuore con l’assoluta libertà di farlo».

Una libertà nata proprio dal dolore, che ci consente, nonostante tutto, di rimetterci in gioco, perché è soltanto ponendo in campo se stessi senza maschere o filtri, muniti unicamente di quella carica che dona senso e battito al cuore, che potremmo dire di aver vissuto davvero, fino in fondo, come «dinamite sopra le ferite».

“Dinamite” anticipa una nuova serie di release di Kimele, che sin dall’esordio nel 2020 con “Come se tu fossi ancora qui”, ha affascinato pubblico e critica non soltanto per una padronanza vocale di raro riscontro ed un’abilità comunicativa degna dei più grandi interpreti, ma anche per quell’attitudine versatile e sperimentale che gli consente di passare con agilità e naturalezza da esecuzioni dal forte impatto emozionale a brani ritmati e carichi di leggerezza.

Press Office: Music & Media Press.