5 Luglio 2022

Zarabazà

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L’Iperuranio si racconta ai nostri microfoni

L’Iperuranio è il progetto cantautorale di Nicola Bertocchi, triestino classe ‘80. Un’adolescenza fatta di racconti, poemi e poesie fino a quando non arrivata la prima chitarra. Amore a prima vista. Si è fatto prestare un manuale d’accordi e nel giro di poco tempo sono nate le sue prime canzoni. A fine 2019, dopo soli 15 anni di lavori, pubblica il suo primo album.

Nel 2022 ritorna con alcuni brani, “Fare domani” e “Ancora un altro po’”, che anticipano l’uscita del prossimo disco. In occasione di questi importanti eventi gli abbiamo fatto qualche domanda.

L’Iperuranio si racconta

Iperuranio, raccontaci come ti sei avvicinato alla musica. Quali sono stati i tuoi primi passi in questo settore?
Ho scoperto che un amico suonava la chitarra da autodidatta e ho deciso di fare lo stesso. Tempo un anno ho scritto “Incontri” (finita poi nel mio primo disco molti anni dopo). Breve parentesi cover band, tanto da capire che non facesse per me. Tante suonate/registrazioni in “camera”. Un singolo autoprodotto in età avanzata. Spunta laPOP che mi propone di pubblicare il mio primo disco. Ed eccoci qua, verso il secondo…

I tuoi ultimi singoli sono un po’ un elogio alla sincerità, cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo disco?
La sincerità all’ennesima potenza. Ogni pezzo tratterà una tematica. E ogni tematica l’ho scritta imponendomi di dire le cose senza filtri. Una della canzoni, per dire, si chiama “Sono una persona orribile”, dove parlo di me, confessando le mie cose peggiori (tipo il mio non amore per Harry Potter, ahah…).

In particolare, parlaci del tuo ultimo singolo “Ancora un altro po’”, come è nato?
Inizialmente volevo semplicemente trattare l’amore. Ho sviscerato quello che è per me, spogliato dai “per sempre” e “da tutti i luoghi e tutti i laghi”…alla fine ne è uscita la mia personale e onesta dichiarazione d’amore per la mia compagna.

Che musica ascolta l’Iperuranio?
Italiana-Straniera 50-50. Sul fronte italiano sono legato a Morgan (e Bluvertigo), Silvestri, Benvegnù (e Scisma), ma ne ascolto molti partendo dal classico Tenco e arrivando al contemporaneo Colombre. Sul fronte straniero, Beatles, Radiohead, Pixies, Nirvana, Dandy Warhals e Interpol, giusto per fare degli esempi.

Se dovessimo associare la tua musica all’arte, quale pittore potrebbe impersonificare l’Iperuranio e la sua musica?
Il mio primo disco si chiama Postimpressionismo e la copertina, dipinta, è ispirata a Van Gogh. Vortici interni che diventano vortici esterni…

Quali sono le altre passioni de l’Iperuranio?
Cinema e serie tv (ho fatto pure la tesi di laurea su Twin Peaks e The Prisoner), sport (dal calcio al golf…) più da vedere che da fare, infine negli ultimi anni ho sviluppato una profonda passione per la stand up comedy americana/inglese.

Quale delle tue canzoni consiglieresti a chi ancora non ti conosce?
“Madrenatura”. Ultimo singolo del primo disco. Perché ho anime ben distinte, ma lì si sposano piuttosto bene. Arriva pop, diventa rock, ma se uno segue il testo è un macigno, sebbene giri scorrevole.