8 Dicembre 2022

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Francesco Andaloro pubblica il singolo La mia libertà su YouTube

La mia libertà è il nuovo singolo del cantautore messinese Francesco Andaloro, una storia d’amore che seppur finita si riaffaccia come un ombra che ti tiene compagnia ma che tu non puoi più toccare. Quando pensi sia passato torna tutto qui, come ti parla una fotografia. Inizia così il pezzo, il terzo del suo nuovo progetto musicale dal nome Daccapo. Quando stai bene con qualcuno quella può essere la tua vera libertà rispetto alla prigione della solitudine e questo lo si nota soprattutto quando una storia finisce, con il conseguente vuoto lasciato da colmare, perché a mancare è proprio il senso di condivisione con qualcuno con cui si provano gli stessi impeti.

Secondo Francesco non è mai la persona che si è amato che poi ritorna ma quei gesti vissuti con essa, i ricordi sono il caro prezzo da pagare perché inizialmente rendono più complicato il percorso di fuori uscita dal tunnel della malinconia ma col tempo sono un bene prezioso da conservare. Francesco racconta di un sentimento in grado di cambiarti l’esistenza e di prepararti al meglio per il futuro con il bagaglio di esperienze che accumuli e la maturità che spesso accompagna la fine di un qualcosa.

Un brano che ha avuto una gestazione lunga, frutto di un attento lavoro di ricerca del vestito musicale giusto, con la volontà che l’intero progetto rappresenti lo step di maturazione del suo percorso artistico, avvalendosi di collaboratori importanti tra cui Aidam Zammit e Pio Spiriti, in grado di rendere concrete e valide le idee di partenza dello stesso cantautore siciliano.

«È stato un lavoro che mi ha sfibrato, d’altronde quando racconti qualcosa cerchi di svuotarti di tutto ciò che porti dentro e quando qualcosa ancora rimane vuol dire che non ti sei espresso del tutto. D’altronde l’emozione che può comunicare una canzone è il risultato del patimento che prova l’artista quando la scrive. Quello che resta dopo è solo l’isolamento da tutto e tutti e che rappresenta quell’attesa che possa riempirti nuovamente prima di ricominciare il viaggio. Ci sono canzoni che non tornano mai a posto. Le segui con l’orecchio e le parole che le compongono sono così impotenti che non riescono a svelare il vero segreto che è in loro. “La Mia Libertà” è una di queste, pensi di averla espressa senza mai esprimersi davvero e torni nuovamente a capo finché delle braccia conserte non serrano l’attimo, quello giusto» – racconta Francesco.

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Francesco Andeloro è un cantautore siciliano. A 17 anni inizia a scrivere canzoni spinto da un’esigenza che portava dentro da sempre: quella di raccontarsi. Molto introverso, con la musica riesce a trovare il suo modo di esprimersi. Ha all’attivo tre album dal titolo Amore a metà, Io l’arte e un senso, Isola. Ha pubblicato anche il racconto Il cappello country. Per essere dei discreti attori della vita bisogna prima esserne degli ottimi spettatori e che ogni cosa che ci circonda ha già un testo ed una musica propria. È lì che inizia il mestiere di ogni artista, stare seduto sopra ad una attesa e ascoltare. Più lunga è l’attesa, più vicini si è a quel testo e a quella musica e più vita avrà la storia che si vorrà raccontare. Nel 2021 è tornato dopo otto anni di silenzio e una crisi esistenziali che lo ha portato a cancellare tutto quello che aveva precedentemente rilasciato. La mia libertà è il nuovo tassello del suo nuovo progetto Daccapo in cui racconta di quanta somiglianza ci sia tra il viaggio della vita e quello che si fa con il mestiere di chi scrive canzoni e comprende anche Proemio e Un’altra canzone mia.

Credits

Ideata scritta e cantata da Francesco Andaloro
Prodotta e Arrangiata da Aidan Zammit
Tastiere e Pianoforte: Aidan Zammit
Violini: Pio Spiriti
Chitarra classica, elettrica ed acustica: Gianluca Rando
Batteria: Luca Trolli
Basso e Contrabasso elettrico: Pierluigi Mingotti
Editing: Franco Dattola
Registrata: 

Zamusic Studio, di Aidan Zammit (Roma)
Ideo Studio, di Rosario Puglisi (Messina)
Wavemix, di Matteo Antognoni (Latina)

Missaggio e Master:
Zamusic Studio di Aidan Zammit (Roma)