15 Giugno 2024

Zarabazà

Solo buone notizie


Promuovere e favorire la crescita del turismo è fondamentale, soprattutto se le attrazioni naturali e antropologiche di un luogo sono preziose, uniche e offrono un’esperienza emozionale di livello.


Acquisita questa consapevolezza, quel territorio diventa una destinazione imprescindibile per un viaggio o un soggiorno che voglia essere specialmente un’occasione di svago e arricchimento interiore.


In questo senso, accrescere la visibilità di un luogo, delle sue risorse e dei beni in esso fruibili, può essere alla portata di tutti: chiunque può diventare primo attore nella promozione e valorizzazione territoriale.


Se è vero che le parole sono importanti, perché raccontano le esperienze vissute, è vero altresì che anche una buona immagine è importante. Ecco allora undici dipinti che raccontano, come poesia visiva, la bella Ustica, terra di miti, leggende, storie, sapori, mare e cuore.


Le immagini vengono in aiuto, catturano l’attenzione e coinvolgono nell’emozione.

Ustica perla del Mediterraneo

Ustica,  piccola isola di fronte al capoluogo siciliano, collegata giornalmente da traghetti e aliscafi, generata dalla forza esplosiva del vulcano che la disegna e le dona quella splendida apparenza incontaminata, frastagliata di grotte che si aprono lungo coste scoscese, segnate da scogli e secche che si succedono e cingono la terra.

Vari sono i popoli mediterranei che si sono succeduti negli insediamenti presso questo luogo, fin dal Paleolitico (diversi sono, infatti, i siti archeologici accessibili) e ciascuno ha lasciato una impronta.

Nel 1759 Federico II di Borbone, colonizzò l’isola e fece costruire delle Torri di guardia (Torre di Santa Maria e Torre Spalmatore), cisterne per la raccolta di acqua e case.

In quel tempo, Ustica fu anche luogo di confino di prigionieri politici e lo fu anche nel periodo del fascismo per intellettuali come Gramsci.

Visitando l’isola, si possono trovare targhe a memoria dei confinati e molta gente ricorda anche la costruzione di una scuola messa su da Gramsci per dare un senso al tempo trascorso lì.

La Natura è padrona e signora, attira turisti da ogni luogo, incantati dalle meraviglie da scoprire, visitare e vivere in prima persona.

Le aree marine godibili sono estese e di grande fascino, la balneazione e attività come lo snorkeling consentono di fare esperienza di tutte le caratteristiche naturali presenti, senza interferire con l’ambiente.

Nell’isola sbarcano centinaia di subacquei che, sotto il mare dell’isola, trovano alcuni dei fondali più spettacolari del Mediterraneo. Tutelati dal 1986, questi fondali rappresentano una vera risorsa per l’economia del luogo.

Nei fondali si possono incontrare numerose specie marine, tra cui la cernia Bruna, i tonni e la famosa alalunga, conosciuto anche come tonno bianco.

Nuotando o navigando, ci si imbatte nello scoglio del Medico, lo scoglio cosiddetto omerico, “o-merico” in dialetto. Ed è a questo punto che viene da chiedersi se è questa, forse, la famosa isola Eea, dove aveva dimora la maga Circe, che accoglieva i naviganti per tramutarli in animali.

Ustica è ritenuta proprio la casa di Circe, maga dell’Odissea, che Ulisse incontrò durante il suo viaggio, dopo aver visitato il paese dei Lestrigoni.

“E su l’isola Eea sorgemmo, dove

Circe, diva terribile, dal crespo

Crine e dal dolce canto, avea soggiorno”

(Odissea, libro X, vv. 135-137).

Tra i prodotti tipici dell’isola, inimitabili e importanti risorse economiche, si trovano i capperi, le lenticchie da coltivazione biologica (le più piccole d’Italia e a rischio estinzione), i biscotti fatti con le lenticchie e i gigi, costituiti da mandorle e vin cotto.

Importante è anche la tradizione delle nasse, reti da pesca intrecciate a mano, ancora molto utili ai pescatori locali.

Arrampicandosi in paese, si possono scegliere le escursioni lungo i sentieri; oppure un giro dell’isola, attraverso i suoi vicoli, tra le case, in mezzo alla gente calda e accogliente, capace di una gentilezza familiare.

Tra questa gente, non è raro ascoltare vecchie storie, miti e leggende, come quella di Nicola, un ragazzo a cui piaceva talmente il mare da esser chiamato Cola Pesce.

Quando Federico II in persona seppe del giovane gli chiese di immergersi nelle acque per recuperare un anello e una corona finiti in profondità; si trattava di una prova per testare le capacità del ragazzo e il peso della sua fama.  Ma Colapesce non riemerse e la leggenda vuole che il motivo fu che vide una delle colonne che reggono la Sicilia sgretolarsi e, quindi, decise di restare laggiù per sorreggere l’isola.

Tra le architetture religiose, si può ammirare la Chiesa di San Ferdinando Re, in centro, costruita nel 1772 e affidata ai Cappuccini.

Il protettore si Ustica è San Bartolomeo, apostolo e martire, festeggiato il 24 agosto, con messa solenne, una processione seguita da devoti e festa in tutto il paese. Il Santo protegge dal fuoco.

L’ultima domenica di maggio, si festeggia la Madonna dei Pescatori, con una processione marina che prevede la statua della Vergine issata su una barca; la marineria tutta segue e accompagna l’imbarcazione lungo tutto il suo percorso intorno all’isola. Al rientro e dopo la celebrazione della Messa, si frigge del pesce che viene offerto a tutti i partecipanti. Infine i balli di gruppo.

Una perla in mezzo a mare; resta soltanto da cogliere l’opportunità di scoprirne la storia, il mare e tutte le caratteristiche che rendono questo luogo unico.

Chiara Maria Volpe nasce a Palermo il 27 febbraio 1981, vive lì fino all’età di dodici anni e poi si trasferisce nella città paterna di Caltanissetta, dove frequenta il liceo Classico. Conseguita la Maturità, si trasferisce nuovamente a Palermo e si iscrive alla Facoltà del D.A.M.S., in Lettere e Filosofia, scegliendo l’indirizzo di Storia dell’Arte.


Parallelamente ai suoi studi, si dedica ad uno dei suoi maggiori interessi, ovvero la pittura su tela. Da qui, diverse saranno le esperienze legate ad estemporanee, concorsi, mostre. Dopo la laurea, con una tesi in Storia della Critica d’Arte e qualche mese trascorso a Milano, continua ad approfondire la propria ricerca artistica e inizia, altresì, una collaborazione della durata di qualche anno con la Soprintendenza per i Beni Culturali di Caltanissetta, sia nella Sezione dello Storico-Artistico, che nella Sezione di Architettura. Insegna Storia dell’Arte per un periodo di sei mesi in corsi di Formazione Professionale, in unione con le scuole statali e, successivamente, collabora anche con una storica Casa d’Aste del centro di Palermo.


Nella sua poetica, sono chiari i riferimenti ad un’arte non necessariamente o non del tutto figurativa, che non riproduce o rappresenta immagini immediatamente riconoscibili; è un’arte che va oltre la realtà, oltre il sensibile abituale, per giungere alla rappresentazione mediante la forma pura. Risulta evidente la passione dell’artista per correnti artistiche d’avanguardia dei primi del Novecento come Kandinskij, Mondrian e Klee. Non tralascia, tuttavia, l’amore per certi paesaggi figurativi romantici e comunicativi.


Attualmente, l’artista continua a dipingere con regolarità, portando le sue opere in mostra in diverse città siciliane.



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