17 Giugno 2024

Zarabazà

Solo buone notizie

A tu per tu con Ben Cavendish

C’è un aspetto della tua musica sul quale pensi di dover migliorare?

Sicuramente c’è sempre un margine di miglioramento; sto lavorando sodo per rendere le mie esibizioni dal vivo più coinvolgenti per il mio pubblico. Anche dal punto di vista della scrittura penso che la mia evoluzione artistica mi porterà a scrivere e produrre brani che facciano immedesimare ancor di più che mi ascolta.

Roma influenza anche indirettamente la tua musica?

Senza alcun dubbio; la mia città riesce sempre ad ispirarmi, sia per via diretta che non. A cominciare dalla tradizione cantautoriale romana, molto presente nella mia formazione artistica.

Che strumento ti piacerebbe imparare a suonare?
Ho sempre avuto il desiderio di imparare a suonare il sassofono. È di certo nella mia lista di cose da fare appena ne avrò la possibilità.

Cosa diresti a tutte quelle persone che inizialmente non credevano in te?

Ho sempre detto ‘aspetta e vedrai’; nell’ultimo anno alcune di quelle persone hanno iniziato a ricredersi. Per tutte le altre non posso che dire ‘peggio per voi’.

A cosa ti ispiri per la realizzazione dei tuoi brani? Attingi anche a libri e film?

Solitamente attingo ad esperienze personali e alla vita di tutti i giorni, ma dato che sono un amante di film e serie tv, mi piace anche inserire metafore e riferimenti ad essi, specialmente nelle mie nuove produzioni improntate più all’urban e all’hip hop.

Se non avresti intrapreso questo percorso a cosa ti saresti interessato dal punto di vista lavorativo?

Sin da quando andavo al liceo sono sempre stato attratto dall’ambito della diplomazia; anche gli studi universitari che ho intrapreso lo dimostrano. Attualmente studio Mediazione Linguistica e Interculturale; se non facessi musica, probabilmente mi sarei interessato alle relazioni internazionali.