20 Gennaio 2022

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Don Gallo a Napoli

Sarà una due giorni dedicata a Don Gallo il 9 e 10 dicembre a Napoli: alla memoria con chi l’ha conosciuto e alla testimonianza nei confronti dei più giovani. L’occasione è data dall’uscita di Su la Testa di Federico Traversa pubblicato di recente per le edizioni Punto d’Incontro che ripercorre il vissuto di quei giovani, Traversa in primis, che sono stati attraversati dalla potenza del messaggio di quest’uomo che aveva scelto gli ultimi come compagni di cammino.

Don Gallo a Napoli: il programma

Il 9 dicembre quindi appuntamento Al 1/2 Cannone Occupato (Via Mezzocannone 12) alle ore 18,30. Introdotti direttamente dai padroni di casa, in particolare da Davide Furia che nel maggio 2013 si fece Napoli Genova per assistere ai funerali di Don Andrea, interverranno: l’autore del libro Federico Traversa, Padre Alex Zanotelli (missionario), Luca ‘O Zulu Persico (99 Posse), Claudio Agostoni (Radio Popolare). Sarà un viaggio nella memoria alla riscoperta di un messaggio spirituale e umano quanto mai prezioso in questo momento storico.

Il 10 dicembre appuntamento alle ore 10.00 alla Scuola del Fare, all’interno del Don Bosco di Napoli. Saranno presenti, oltre a Federico Traversa, Jole Nigro, educatrice e docente, Francesco Mormone, educatore e docente da anni impegnato nel recupero sociale dei più giovani, Paolo Vittoria, giornalista e docente di Pedagogia alla Federico II di Napoli, Giovanni Block, musicista e cantautore e Don Antonio Loffredo, Parroco del Rione Sanità e, ancora, Luca ‘O Zulu Persico (99 Posse). Un secondo appuntamento pensato per offrire ai ragazzi della scuola un punto di vista prezioso per la costruzione di un futuro solare e costruttivo.

Il libro:

Su la testa! è il libro di Federico Traversa uscito di recente con la prefazione di Don Luigi Ciotti: un racconto commosso e appassionato dell’esperienza dello stesso autore che per sette anni ha avuto la fortuna di camminare insieme a don Gallo. “Il Gallo”, come lo chiamavano i suoi ragazzi, amava definirsi un “prete da marciapiede”: aveva scelto come università la strada e come insegnanti prostitute, senzatetto, tossicodipendenti e tutte quelle vite costantemente sull’orlo del baratro. Una mano sul Vangelo, l’altra sulla Costituzione, tra le labbra l’insostituibile sigaro e nella mente gli esempi di Gesù Cristo e Che Guevara a illuminare la via…

Questo e molto altro è stato Don Andrea Gallo (1928-2013), che ha dedicato la sua vita agli emarginati di ogni razza, religione o colore. Ispirandosi alla Teologia della Liberazione, negli anni Settanta fondò la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, un rifugio per tutte le persone in difficoltà: tossicodipendenti, prostitute, uomini e donne in transito da un sesso a un altro. È diventato famoso durante il G8 del 2001, quando si è espresso pubblicamente contro la brutalità della polizia nei confronti dei manifestanti. Spesso criticato dai più conservatori, è presto diventato un esempio del mondo pacifista, ambientalista e non violento.

Il rapporto profondo e speciale di Federico e don Gallo in Su la testa! prende la forma di un road movie letterario, tra le notti passate nel piccolo ufficio della Comunità di San Benedetto Al Porto di Genova, i tanti pranzi in compagnia, i lunghi viaggi in macchina trascorsi a parlare di tutto, con il microfono sempre acceso e la voglia di capire a fare da bussola. Fra una città e l’altra, mentre sotto scorrono i chilometri, i due incontrano personaggi noti (da Manu Chao a Caparezza, da Moni Ovadia a Celentano, da Vittorio Sgarbi a Beppe Grillo ecc.) e altri meno noti ma ugualmente importanti, i cosiddetti “ultimi”, in cerca di qualcuno capace di ascoltarli. Il risultato è un viaggio spirituale commovente e autentico, che ci ricorda come gli opposti spesso siano due facce della stessa identica medaglia.

La Prefazione di Don Ciotti

Scrive nella sua prefazione Don Ciotti: “Grazie a Federico di aver condiviso memorie anche intime di don Gallo, di riportarcelo alla memoria nella sua dimensione privata oltre che pubblica. Anche se dalla memoria non se ne è mai andato: vive nel ricordo di un impegno condiviso, vive nei gesti quotidiani di chi quell’impegno continua con uguale tenacia, vive nelle tante espressioni di una Chiesa che accoglie, che ascolta, che si mette in gioco per il cambiamento”.