Giugno 15, 2021

Zarabazà

Solo buone notizie

La Galleria dell’Accademia di Firenze SCOPRI la GALLERIA

Enrico Colle, direttore del Museo Stibbert

Le cornici in collezione

alla Galleria dell’Accademia

da

sabato 12 giugno

Graziella Cirri

La Firenze cosmopolita

online sul sito e sul canale YouTube della Galleria

Nuovi appuntamenti online per SCOPRI la GALLERIA, il format realizzato dalla Galleria dell’Accademia di Firenze che sta avendo molto successo. Le opere conservate nel museo sono raccontate, di volta in volta, in brevi video pillole, da storici dell’arte, esperti della musica, direttori di istituzioni del mondo della cultura internazionale (online sul sito e sul canale YouTube della Galleria).

“I video di SCOPRI la Galleria, come quelli della serie DIDATTICA, sono molto seguiti e apprezzati” dichiara con soddisfazione Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia. “Ognuno di loro da modo al pubblico, da casa, di entrare nelle collezioni del museo, scoprirle e approfondirle, guidati da esperti che, grazie alle loro competenze specifiche, danno alle singole opere uno sguardo diverso. È stata anche l’occasione per coinvolgere e collaborare con altre istituzioni, così come è accaduto con Enrico Colle, direttore del Museo Stibbert.”

Enrico Colle sarà nuovamente il protagonista della prossima puntata di SCOPRI la Galleria, on line da sabato 5 giugno, affrontando un argomento curioso e poco conosciuto come quello relativo alle cornici. La Galleria dell’Accademia di Firenze possiede una notevole collezione di dipinti che si è formata tra fine Settecento e i primi anni dell’Ottocento con le soppressioni dei Lorena e Napoleoniche. La particolarità che la contraddistingue è che molte di queste opere conservano ancora le cornici originali oppure realizzate in stile, proprio per esporre le tavole del Trecento e del Quattrocento. Chi si è occupato dell’allestimento della Galleria, nel corso dell’Ottocento, ha tenuto conto anche degli aspetti legati alle cornici che, soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento, erano state realizzate dagli stessi artisti e dalle maestranze delle loro botteghe: il Polittico di Monte Oliveto di Lorenzo di Monaco, conservato nel museo fiorentino, né è un chiaro esempio, con una straordinaria cornice intagliata. Durante l’Ottocento, fiorirono a Firenze e a Siena molte botteghe di intagliatori, famose in tutto il mondo, per riprodurre in stile le cornici come si possono vedere alla Galleria, in alcune opere esposte.

La Firenze cosmopolita sarà oggetto della puntata a cura di Graziella Cirri, online da sabato 12 giugno. Ci parlerà del fascino che Firenze esercitò su molti stranieri del corso dell’Ottocento, alcuni dei quali la scelsero proprio per viverci. Luogo d’incontri e di scambi culturali, la città era animata da numerosi salotti letterari. Le vicende politiche dell’epoca influenzarono notevolmente il mondo dell’arte. Il Granducato di Toscana dai Lorena era passato prima ai Borboni e poi nelle mani di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. Tra gli artisti che trassero vantaggio da questa situazione, uno fra tutti fu Lorenzo Bartolini che dedicò molti dei suoi ritratti ai Napoleonici che utilizzarono la loro immagine pubblica come mezzo di propaganda. Nella collezione dei gessi della Galleria dell’Accademia troviamo molti dei busti che ritraggono membri della famiglia di Napoleone come quello della stessa Elisa Baciocchi, di sua figlia, Elisa Napoleone, di cui Bartolini fu il ritrattista ufficiale, di Catharina di Vestfalia, seconda moglie dell’altro fratello di napoleone, Girolamo, ed infine della loro figlia Matilda che sposò Anatolio Demidov, appartenente a una delle famiglie più influenti a Firenze che a Bartolini commissionò il famoso monumento funebre marmoreo in onore del capostipite Nicola, nominato ambasciatore dallo zar nel 1815. Oltre ai russi, il nucleo di stranieri più nutrito fu quello degli inglesi e alla Galleria dell’Accademia troviamo, sempre a firma di Bartolini, quello del letterato George Gordon Byron ma anche quello della contessa Delfina Potocka, musa ispiratrice di Frédéric Chopin, in rappresentanza invece della comunità polacca.