Maggio 8, 2021

BENI CULTURALI/Sicilia/Naxos: in partenza al Castello Schisò il “cantiere della conoscenza”

Polo culturale e museo, al via i lavori per la riconversione dell’antica roccaforte e delle ex fabbriche per la lavorazione di cannamele e agrumi

Samonà: “Da privato a pubblico, un prezioso gioiello diventa patrimonio della comunità”  

Tigano: “Tra cantieri edili e scavi archeologici ricostruiremo la memoria della Giardini meno remota, quella con il Castello e le torri disegnati sui taccuini di viaggio del Grand Tour”

Una maschera di Sileno, satiro benefico e scacciaguai, il primo casuale ritrovamento

GIARDINI NAXOS– Fuori è il Castello di Schisò, ma dentro sembra un piccolo borgo antico: c’è la casa padronale, la corte interna di una masseria colorata da macchie di verde e di bougainvillea, c’è la chiesetta con la campana sul tetto e poi ci sono magazzini e immensi capannoni industriali dalle alte capriate dove, si dice, fino al secolo scorso si lavorassero gli agrumi e prima ancora la canna da zucchero.

Il Castello di Schisò è un universo remoto e recente ancora tutto da scoprire: un complesso monumentale storicamente appartenuto a privati che, nel 2018, per volere di Sebastiano Tusa, è entrato a far parte dei beni della Regione Siciliana tramite l’acquisto, in autofinanziamento, del Parco Archeologico Naxos Taormina. Nei prossimi mesi il complesso del Castello di Schisò sarà protagonista di un “cantiere della conoscenza” con l’avvio di un importante intervento di recupero architettonico che, oltre a farne un Polo culturale e sede del nuovo Museo archeologico di Naxos, restituirà alla memoria della comunità di Giardini Naxos un importante tassello di storia locale.

Venerdì 16 aprile, il via ufficiale ai lavori alla presenza dell’Assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, della Direttrice del Parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano, del sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, e degli architetti Daniela Sparacino (Responsabile Unico del Procedimento per conto del Parco) e Arturo Alberti (Direttore dei Lavori).

“L’avvio dei restauri del Castello di Schisò, con i lavori che ne faranno un grande polo culturale – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – è un grande risultato del governo Musumeci. Interventi come quello che oggi inauguriamo esaltano il senso e il valore che assume la tutela di un bene culturale e lo trasformano in processo di sviluppo di un territorio. L’acquisizione prima e l’avvio del cantiere ora per la realizzazione del Museo, così come gli approfondimenti storici e culturali su tutto l’impianto e sulla sua utilizzazione nel tempo, sono una forma di attenzione alla storia di una comunità e alla Sicilia. Con il Castello di Schisò aperto alla pubblica fruizione – aggiunge l’assessore Samonà – Giardini Naxos si riapproprierà di un prezioso gioiello che, attraverso le testimonianze raccolte, potrà raccontare al mondo la storia della prima colonia greca di Sicilia, ma anche della realtà sociale e imprenditoriale che proprio nel Castello di Schisò, in tempi più recenti si è sviluppata”.

In programma, nei prossimi mesi, un’impegnativa indagine pluridisciplinare per approfondire la conoscenza e l’antica destinazione dei singoli immobili con l’obiettivo di orientare e ripensare i futuri interventi di recupero e riconversione di tutti gli spazi. In questo primo stralcio, gli interventi in programma interesseranno l’ala della residenza, la terrazza annessa, l’ex magazzino e la torre quadrata, mentre una parte del fabbricato industriale ospiterà il cantiere di scavo archeologico.

Da un lato una squadra di architetti, geologi e maestranze saranno impegnati sia a mettere in sicurezza gli immobili sostituendo le coperture dei tetti, sia indagando la stratigrafia con saggi e carotaggi dei terreni per rideterminare la storia del sito e la sua funzione; dall’altro lato, invece, un’equipe di ricerca, guidata dalla direttrice, l’archeologa Gabriella Tigano, condurrà una campagna di scavi per esplorare le tracce più remote della presenza umana nel sito di Naxos.

E i primi risultati non si sono fatti attendere. Durante le attività iniziali di disboscamento e messa in sicurezza, infatti, è emersa una maschera di sileno, l’inconfondibile satiro dal ghigno irridente che, con funzione apotropaica, sin dai tempi della colonia greca, i naxioti appendono sopra la porta di casa per tenere lontani gli spiriti maligni. Un ritrovamento che è stato salutato positivamente dal personale del Parco e dalla stessa direttrice, proprio per il suo carattere beneaugurale.

La direttrice del Parco, Gabriella Tigano: “Cominciamo una nuova avventura alla scoperta della Naxos meno remota, la “Giardini” con il Castello sul mare e le sue torri disegnata sui taccuini dei viaggiatori del passato, dalle cartografie di Tiburzio Spannocchi agli acquerelli dei vedutisti del Grand Tour. Non solo. I cantieri che stiamo avviando ci consentiranno di esplorare l’antico opificio dove, secondo fonti documentali, si lavoravano agrumi e canna da zucchero. Un’esperienza esaltante non solo per noi archeologi, sempre a caccia di storie e custodi di memorie, ma anche per la comunità di Giardini, curiosa di conoscere il proprio passato”.

Il direttore dei lavori, Arturo Alberti, architetto con una lunga esperienza nel restauro di monumenti architettonici, in particolare quelli di epoca federiciana, spiega: “In questa fase conoscitiva del cantiere di restauro, proveremo a ricostruire la storia di questi edifici che intanto andiamo a mettere in sicurezza. Una grande operazione di indagine e recupero della memoria che, come dimostrano questi ex opifici, esempio di archeologia industriale, ci consentiranno di ridefinire la storia locale e restituire identità a una comunità, fornendo la consapevolezza e l’autocoscienza di un dato”.

La ditta aggiudicataria è la Pentatek srl di Partinico (Pa) e l’importo dell’investimento a base d’asta ammonta a circa 300.000 euro.

Parco Archeologico Naxos – Taormina

Il Parco archeologico, oggi denominato di Naxos–Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 il Parco ha la gestione di alcuni tra i più importanti siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo e l’area archeologica di Naxos; il Teatro Antico e l’Odèon di Taormina; Villa Caronia (sede direzionale del Parco); il Museo naturalistico di Isolabella, le aree archeologiche di Francavilla e il M.A.FRA il nuovo museo archeologico della città, inaugurato nell’ottobre 2020. Dal 2019 sono gestiti dal Parco, Palazzo Ciampoli (Taormina), il Monastero e la Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo) e si attesta all’Ente anche Castel Tauro. Dal giugno 2019 il Parco è diretto dall’archeologa Gabriella Tigano. Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi – figurano il G7 nel maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno. Nel corso del 2019 i siti del Parco Naxos Taormina hanno toccato per la prima volta lo storico record di 1.033.656 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).