17 Ottobre 2026

Zarabazà

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Down The Road – Desert Primrose: cinque ragazzi, due chitarre e una strada davanti

“Down The Road” dei Desert Primrose, fuori dal 25 settembre, ha il merito di non voler sembrare qualcosa che non è. Il rock arriva diretto, sporco al punto giusto e soprattutto suonato. Si sente la presenza di una band vera, di cinque musicisti che hanno scelto di lasciare spazio agli strumenti e alla loro personalità.

A prendersi la scena sono le due chitarre, che diventano quasi due personaggi dello stesso racconto. Una apre la strada, l’altra risponde, si sovrappongono e si rincorrono creando quella tensione che tiene vivo il brano. È probabilmente l’elemento che rimane più facilmente in testa dopo l’ascolto.

Il suono guarda al rock classico, ma non vive di nostalgia. I Desert Primrose lo riportano nel presente con un approccio semplice e concreto, senza riempirlo di elementi superflui. La melodia rende il pezzo accessibile, mentre l’impronta più ruvida mantiene intatta la sua anima rock.

E poi c’è quella strada del titolo, che non è soltanto un luogo da raggiungere. È una scelta. Quella di prendere le distanze da ciò che fa male e continuare a camminare anche quando farlo da soli non è esattamente la soluzione più facile. “Never be broken” diventa così più di una frase: è il punto verso cui tende tutto il brano.

“Down The Road” è un primo passo che racconta già molto dei Desert Primrose: niente artifici, tanta voglia di suonare e un’identità costruita soprattutto attraverso le chitarre. Il primo tassello del loro futuro album è decisamente rock e, soprattutto, ha una direzione precisa.