8 Ottobre 2026

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Isole Eolie oltre l’estate: il turismo che diventa lavoro, futuro e possibilità di restare

Dall’1 al 4 ottobre il terzo press tour di Brand Eolie porta nell’arcipelago oltre venti testate italiane ed estere. Al centro non soltanto la promozione turistica, ma una domanda decisiva per le isole: si può costruire un’economia capace di offrire ai giovani lavoro e prospettive per gran parte dell’anno?

Le Eolie non hanno certamente bisogno di essere scoperte d’estate. Quando arrivano il sole, le barche e i grandi flussi turistici, Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi sono già una delle immagini più riconoscibili della Sicilia nel mondo.

La sfida comincia quando l’estate finisce.

È proprio da qui che prende le mosse il terzo press tour organizzato da Brand Eolie, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026. Oltre venti testate nazionali, regionali ed estere arriveranno a Lipari per conoscere e raccontare l’arcipelago attraverso cultura, enogastronomia, ospitalità e imprese. Ma, soprattutto, per confrontarsi con chi nelle Eolie vive e lavora ogni giorno.

Il titolo scelto per l’iniziativa dice già molto: “Isole Eolie, oltre l’estate. Lavoro stabile e fiducia ai giovani eoliani”.

Non semplicemente, dunque, un viaggio per giornalisti alla scoperta di luoghi suggestivi, ma il tentativo di utilizzare la comunicazione come strumento di una strategia territoriale più ampia.

«Durante questo evento parleremo soprattutto di destagionalizzazione, programmazione e futuro», spiega Andrea Corrieri, presidente di Brand Eolie.

E in questa prospettiva assume un significato particolare la presenza degli studenti dell’Istituto superiore “Isa Conti Eller Vainicher”, che accompagneranno diversi momenti del confronto con la stampa.

Il 2 ottobre alle 10.30, al Gattopardo Park Hotel, è previsto il convegno dedicato proprio a “Isole Eolie oltre l’estate: lavoro stabile e fiducia ai giovani eoliani”, con la partecipazione di rappresentanti delle imprese, della politica e delle istituzioni.

Destagionalizzare significa poter scegliere di restare

Dietro una parola ormai entrata stabilmente nel vocabolario del turismo – destagionalizzazione – si nasconde infatti una questione molto più concreta.

Non si tratta soltanto di aumentare il numero dei visitatori nei mesi tradizionalmente meno frequentati. Significa provare ad allungare la stagione economica e, con essa, la durata del lavoro.

«Destagionalizzare non significa solo creare opportunità occupazionali per almeno dieci mesi per chi già lavora sei o sette mesi l’anno – sottolinea Cecilia Fiordalisi, socia fondatrice di Brand Eolie – ma anche dare speranza ai nostri ragazzi, che non devono essere costretti a lasciare la terra in cui sono nati».

È probabilmente questo il passaggio che rende l’esperienza interessante anche oltre i confini dell’arcipelago.

Perché lo spopolamento delle aree insulari e periferiche non si combatte soltanto raccontando quanto siano belle. Occorre creare le condizioni affinché vivere in quei luoghi continui ad essere una possibilità reale.

E il lavoro è inevitabilmente una di queste.

Raccontare un territorio attraverso chi lo fa vivere

Il programma del press tour prova così a mettere insieme le diverse anime delle Eolie.

Ci sarà il percorso culturale a Lipari, con partenza dal Museo Archeologico Regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea”; l’escursione al cratere di Vulcano; gli incontri con imprenditori e operatori locali; l’enogastronomia e l’accoglienza, fino alla tappa conclusiva a Filicudi.

Un racconto nel quale il paesaggio rimane protagonista, ma non è più l’unico protagonista.

Perché dietro una destinazione turistica esistono alberghi, ristoranti, aziende agricole, pescatori, produttori, trasporti, servizi e soprattutto persone. Ed è dalla capacità di mettere in relazione queste realtà che può nascere una proposta territoriale capace di superare la logica della singola stagione.

Brand Eolie, nata nel gennaio 2026, sta provando proprio a costruire questa rete.

Secondo i dati forniti dalla società, in pochi mesi sono state aggregate oltre 120 imprese locali, che interessano complessivamente più di 1.500 lavoratori stagionali nei settori turistico, ricettivo, enogastronomico, agricolo, ittico e dei servizi.

Numeri che aiutano a comprendere quanto il tema della durata della stagione turistica non sia soltanto promozionale, ma direttamente economico e sociale.

Quando la comunicazione diventa parte del progetto

C’è poi un altro elemento interessante nell’esperimento eoliano: utilizzare la comunicazione non alla fine del processo, semplicemente per pubblicizzare ciò che è stato fatto, ma come uno degli strumenti attraverso i quali costruire valore attorno al territorio.

Brand Eolie riferisce che, attraverso gli eventi e i press tour organizzati da febbraio, l’abbinamento tra il marchio e le Isole Eolie avrebbe raggiunto in meno di otto mesi circa 80 milioni di contatti, grazie a più di 300 articoli pubblicati dalla stampa regionale, nazionale e internazionale e ai servizi televisivi trasmessi da RAI, Mediaset e televisioni regionali.

Il press tour che prende il via il primo ottobre prosegue dunque lungo questa strada: portare i giornalisti nei luoghi, far incontrare loro persone e imprese e lasciare che siano le storie del territorio a diventare racconto.

È un modello che merita attenzione proprio perché prova a mettere insieme promozione, economia, occupazione e identità territoriale.

Le Eolie continueranno naturalmente a essere mare, vulcani, tramonti e paesaggi straordinari.

Ma la scommessa più difficile comincia quando si spengono i riflettori dell’estate.

Fare in modo che un ragazzo eoliano possa guardare quelle stesse isole non soltanto come il luogo bellissimo dal quale, prima o poi, sarà costretto a partire, ma anche come un posto nel quale valga la pena costruire il proprio futuro.

Ed è forse questa l’immagine più importante che il press tour di ottobre proverà a portare fuori dall’arcipelago.