9 Ottobre 2026

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AL VIA OGGI LA VENDITA DEGLI ABBONAMENTI DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA 2026 IN PROMOZIONE EARLY BIRD

In vista della ventiquattresima edizione, in programma a Genova dal 22 ottobre al 1° novembre, la manifestazione apre la vendita online degli abbonamenti per l’accesso a tutti gli eventi del Festival a prezzo scontato. La promozione è valida fino a domenica 13 settembre 2026.

Genova – Da giovedì 22 ottobre a domenica 1° novembre 2026 torna a Genova il Festival della Scienza, leader internazionale tra gli eventi di diffusione della cultura scientifica. Per undici giorni il capoluogo ligure aprirà le porte di decine di sedi culturali per ospitare un programma come sempre ricco di conferenze, mostre, laboratori, spettacoli e altri eventi, per un totale di circa 250 eventi frutto della collaborazione di oltre 300 tra enti di ricerca, università, associazioni, aziende ed editori.

In attesa della nuova edizione, il Festival della Scienza lancia anche quest’anno la promozione Early Bird con la vendita dell’Abbonamento Standard a prezzo scontato a programma non ancora svelato, acquistabile online sul sito del Festival della Scienza. L’abbonamento, ideale per famiglie, amici o da regalare dà accesso a ogni evento per tutta la durata del Festival al prezzo speciale di 15€ (invece di 21€). Gli Abbonamenti Standard in promozione Early Bird sono disponibili in quantità limitata.

La promozione è attiva sul sito web del Festival della Scienza fino alle 23.59 di domenica 13 settembre 2026. Dal giorno seguente, inizierà la pubblicazione online del programma della nuova edizione e, in contemporanea, sarà aperta la vendita online dei biglietti e degli abbonamenti a prezzo pieno.

Per i gruppi scolastici, dopo gli ottimi riscontri degli anni precedenti, è confermata la pre-registrazione: da oggi, infatti, gli insegnanti possono pre-registrarsi online sul sito del Festival della Scienza. I docenti che compilano il form e si pre-registrano entro mercoledì 9 settembre 2026, a partire da martedì 22 settembre 2026 saranno ricontattati dallo staff di pianificatori per finalizzare la prenotazione della propria classe.

Il call center per le prenotazioni degli insegnanti che non si sono pre-registrati online aprirà con le stesse modalità degli anni precedenti lunedì 12 ottobre 2026 e sarà disponibile al numero 010 8934340. Per le classi, la prenotazione è obbligatoria per tutti gli eventi. Ogni gruppo scolastico ha diritto a un massimo di tre prenotazioni gratuite al giorno. Il biglietto per le classi ha un costo di 9€ ed è valido per tutta la durata del Festival della Scienza. L’abbonamento per gli insegnanti accompagnatori è gratuito. Il Biglietto scuole e l’Abbonamento Insegnante consentono anche la fruizione individuale dell’intero programma del Festival per tutta la durata della manifestazione. Il call center è operativo dal 12 al 21 ottobre 2026 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e, il sabato, dalle 10 alle 13. Dal 22 ottobre al 1° novembre è invece operativo dalle 9 alle 19 nei giorni feriali e dalle 10 alle 19 il sabato e i festivi.

Tutti gli abbonamenti (insegnanti, classi e pubblico generico) includono anche l’abbonamento annuale alla piattaforma on demand del Festival della Scienza.

I primi protagonisti svelati del Festival della Scienza 2026

Ad aprire l’edizione 2026 del Festival della Scienza Barbara Mazzolai, direttrice del laboratorio di Bioinspired Soft Robotics e Associate Director per la Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che terrà un’affascinante lectio magistralis sui robot bioispirati.

Nei primi giorni di programmazione, il premio Nobel per la Fisica 2015 Arthur McDonald terrà una lectio magistralis sui pionieristici esperimenti che lo hanno portato a stabilire che i neutrini hanno una massa. Nel corso del primo weekend in programma anche uno spettacolo, fra scienza e musica, sulla semplice complessità del cosmo e delle sinfonie musicali con Fabiola Gianotti, fisica che ha diretto il Cern di Ginevra per dieci anni, insieme al maestro Ruben Jais e all’ensemble strumentale laBarocca. Tra gli ospiti del Festival della Scienza 2026 anche Sir John Burn, genetista di fama internazionale dell’Università di Newcastle, nominato baronetto dalla regina Elisabetta per il suo contributo sulle nuove frontiere della genomica e della rivoluzione in corso nella medicina moderna nella prevenzione delle malattie rare e dei tumori ereditari. A spiegare invece come i recenti progressi nelle neuroscienze mostrino come i tumori non agiscano in isolamento, ma comunichino attivamente con il sistema nervoso plasmando la progressione della malattia, i sintomi e le risposte terapeutiche, sono Frank Winkler, neuro-oncologo e docente dell’Università di Heidelberg e del German Cancer Research Center, vincitore del Brain Prize 2025, il riconoscimento più prestigioso nel campo delle neuroscienze, e del German Cancer Award nel 2022, ed Eva Winkler, specialista in ematologia oncologica dell’Università di Heidelberg. Emilio Cozzi curerà un focus, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, sulla nuova stagione dell’esplorazione spaziale che segnerà il ritono dell’umanità sulla Luna.

Tra i relatori della ventiquattresima edizione anche il premio Balzan Christophe Salomon che, insieme al fisico ed ex presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio, parlerà dell’applicazione degli atomi ultra-freddi alla creazione di orologi atomici che hanno rivoluzionato la misurazione del tempo. Sull’interpretazione dei dati deboli, incompleti o ambigui in antropologia forense, nel giornalismo d’inchiesta e nell’informatica forense si soffermeranno invece Cristina Cattaneo, medico legale e direttrice del Labanof, il giornalista del Post e autore del podcast “Indagini” Stefano Nazzi e il professore dell’Università di Genova e consulente in informatica forense Mattia Epifani. Infine, tra i ritorni di questa edizione del Festival della Scienza si segnala la partecipazione dell’evoluzionista e filosofo della scienza Telmo Pievani e del matematico, accademico pluripremiato e fondatore del Mox del Politecnico di Milano Alfio Quarteroni.

Novità e anteprima di mostre e laboratori della ventiquattresima edizione

Sempre ricco sarà il calendario di mostre e laboratori che, come di consueto, andranno ad animare decine di luoghi culturali in tutta la città.

Tra i percorsi espositivi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche propone Antartide, il continente bianco, mostra interattiva del PNRA, realizzata in collaborazione con la Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, il Museo Nazionale dell’Antartide, ENEA e OGS, che intreccia scienza, tecnologia e avventura umana con l’obiettivo di svelare i segreti di un ecosistema cruciale per comprendere gli equilibri climatici del pianeta.

Quest’anno Palazzo della Borsa sarà dedicato alla percezione visiva e uditiva, esplorata anche attraverso le più recenti tecnologie di bioimmagini e sensoristica. In questo contesto, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare porta al Festival Ascoltare l’invisibile, laboratorio multisensoriale in cui tatto, udito e vista guideranno il pubblico alla scoperta delle onde gravitazionali. Le celebri “increspature dello spaziotempo”, teorizzate da Albert Einstein un secolo fa e rivelate solo di recente, verranno qui tradotte in stimoli sensoriali per renderle intuitive a tutte e tutti.
L’Istituto Italiano di Tecnologia presenta invece Oltre ciò che vediamo, un viaggio immersivo nei meccanismi biologici con cui si percepisce il mondo, che illustra come la convergenza tra scienza e tecnologia riesca a rendere accessibili e visibili fenomeni biofisici altrimenti invisibili all’occhio umano.

L’astronomia incontra gli algoritmi predittivi nel laboratorio Galaxy Lab dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che mostrerà come si fa a classificare le galassie, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ma non solo. Spazio anche alla geofisica con Earthquake Escape Room dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: un’esperienza interattiva per ripercorrere alcuni grandi terremoti della storia italiana, focalizzandosi su come lo studio storico della sismicità abbia permesso di affinare i sistemi di monitoraggio e le moderne strategie di mitigazione del rischio sismico. La fisica sarà la protagonista di Onda o particella?, il laboratorio del Centro Ricerche Enrico Fermi che condurrà alla scoperta della doppia natura della luce che, a seconda delle situazioni, si comporta come una particella o come un’onda. L’Università degli Studi di Genova, invece, con il laboratorio interattivo La Fabbrica del Volo farà sperimentare direttamente i principi della fluidodinamica, rispondendo a molte domande, tra cui come un aereo possa generare la portanza necessaria a volare.

Tra le novità di quest’anno spicca il potenziamento dell’offerta didattica per la scuola primaria (6-10 anni), con una fitta programmazione di laboratori ospitati alla Biblioteca E. De Amicis al Porto Antico e nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale. Tra questi, il laboratorio del CNR Robot ed emozioni utilizzerà la robotica educativa e i comportamenti del robot Thymio per guidare i più piccoli nella scoperta e nella comprensione delle proprie emozioni. Un altro inedito è l’iniziativa La città in prospettiva, realizzato nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi in collaborazione con il Comune di Genova nell’anno delle Trasformazioni Urbane. Sei incontri focalizzati sulla città, sulle sue trasformazioni, sulle sue criticità e sulle possibilità offerte da tecnologia e scienza per migliorarne la vivibilità. Infine, debutta nel 2026 l’iniziativa Game Night. Per due serate, gli spazi del Genova Blue District si trasformeranno in una grande sala da gioco dove il pubblico potrà sperimentare come i giochi da tavolo di carattere scientifico rappresentino un importante strumento di apprendimento e di aggregazione sociale.

La parola chiave e l’immagine dell’edizione 2026

La parola chiave scelta per quest’anno è Prospettive e proprio allo sguardo richiama l’immagine scelta per questa edizione, realizzata da Gaetano Cassini di “studiofluo”. Un’immagine pop, divertente e diretta: due sfere, due bulbi oculari ridotti alla loro forma più essenziale, a suggerire il concetto di Prospettive in modo immediato e universale, come un esercizio dello sguardo. Forme semplici, quasi infantili, che si trasformano in osservatori silenziosi come due presenze distinte, con uno sguardo laterale, curioso, non omologato, leggermente fuori asse. In questo modo richiamano il cambiamento che nasce dalla possibilità di guardare diversamente, ricordando che ogni fenomeno può essere interpretato attraverso molteplici punti di vista.