9 Ottobre 2026

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Meeting di Rimini, il giorno dopo Leone XIV: l’uomo al centro tra fede, sanità, lavoro e intelligenza artificiale

Dopo la giornata segnata dalla presenza di Leone XIV, il Meeting di Rimini torna al ritmo dei suoi incontri, ma le domande lasciate dalla visita del Pontefice sembrano continuare ad attraversare i padiglioni. L’uomo, il suo futuro, il rapporto con la tecnologia, la salute, il lavoro, l’amore e la responsabilità verso gli altri diventano fili diversi di uno stesso racconto.

È questa forse la fotografia più interessante della giornata del 23 agosto: non un unico grande evento capace di oscurare tutti gli altri, ma una successione di incontri che riportano continuamente al significato dell’esperienza umana.

Il cristianesimo e l’attrattiva dei testimoni

Tra gli appuntamenti della giornata, l’incontro “Una vita che brucia. Il cristianesimo e l’attrattiva dei testimoni” ha riportato al centro una delle questioni che attraversano da sempre il Meeting: la capacità della testimonianza personale di rendere concreta un’esperienza, prima ancora delle parole utilizzate per raccontarla.

Un tema che trova una continuità naturale con quanto vissuto il giorno precedente, quando il Meeting aveva accolto Leone XIV.

Nel saluto rivolto al Pontefice, il presidente del Meeting Bernhard Scholz aveva ricordato la vocazione della manifestazione a essere luogo di incontro e dialogo, capace di valorizzare «ogni esperienza di bene, ogni attrattiva del bello, ogni ricerca del vero», indicando nell’amicizia un possibile cammino di pace, giustizia e libertà.

Anche il saluto rivolto al Papa dalla Fraternità di Comunione e Liberazione aveva richiamato il compito di portare la presenza cristiana nei luoghi della quotidianità — scuola, università e lavoro — insieme all’impegno nella carità, nella cultura e nella costruzione della pace.

Weiler: l’amore nella Bibbia e una provocazione che fa discutere

A scuotere il pubblico è stato anche Joseph Weiler, University Professor alla New York University e senior fellow del Center for European Studies di Harvard, protagonista dell’incontro dedicato a “Gli amori nella Bibbia” insieme a Stefano Alberto, professore di Teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Weiler è partito da una provocazione: nella Bibbia, sostiene, non si troverebbe una vera storia di amore romantico paragonabile a quelle raccontate dalla grande letteratura occidentale.

Da Adamo ed Eva ad Abramo e Sara, da Isacco e Rebecca a Giacobbe e Rachele, fino alle vicende più drammatiche di Dina, Tamar, Sansone, Dalila, Davide e Betsabea, il giurista ha attraversato alcuni dei rapporti più conosciuti dell’Antico Testamento per arrivare alla propria interpretazione: il vero amore pieno e destinato a durare sarebbe quello che lega l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

Una lettura volutamente provocatoria che Weiler ha poi collegato al comandamento evangelico dell’amore: non soltanto amare il prossimo come sé stessi, ma assumere come termine di paragone l’amore di Cristo per l’uomo.

Sanità, quali priorità per il futuro?

Dalla dimensione spirituale a quella molto concreta della salute.

L’incontro “Criteri e priorità per un nuovo sistema sanitario” ha affrontato uno dei grandi temi che interessano direttamente la vita quotidiana delle persone: come ripensare un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con nuovi bisogni, risorse disponibili e trasformazioni sociali.

Sul palco sono intervenuti Mario Melazzini, Tiziano Onesti e Francesco Rocca, moderati da Riccardo Zagaria.

Un confronto che conferma quanto il tema della sanità non possa più essere affrontato esclusivamente attraverso numeri e organizzazione delle strutture, ma richieda una riflessione sulle priorità e, soprattutto, sulla persona che dovrebbe rimanere al centro del sistema.

Intelligenza artificiale e crisi dell’io

È proprio la persona a tornare protagonista nell’incontro “Le risorse dell’io oltre il crepuscolo dell’individuo”.

Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ha introdotto il confronto richiamando uno dei rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale: la possibilità che l’essere umano venga progressivamente interpretato come una semplice somma di funzioni.

La questione tecnologica diventa così una questione antropologica.

In una società nella quale l’identità individuale appare sempre più fragile e anche i corpi intermedi incontrano difficoltà nello svolgere la propria funzione, l’arrivo dell’IA obbliga a interrogarsi non soltanto su ciò che le macchine saranno capaci di fare, ma su ciò che continuerà a rendere irriducibile la persona.

Durigon: formazione continua davanti alle nuove tecnologie

Il cambiamento tecnologico entra inevitabilmente anche nel mondo del lavoro.

Nella Sala Conai A2, l’incontro dedicato alla formazione professionale e alla crescita delle competenze ha affrontato il problema del divario tra le professionalità richieste dalle imprese e quelle effettivamente disponibili.

L’intelligenza artificiale e l’accelerazione tecnologica rendono sempre più necessari processi continui di reskilling e upskilling.

Il sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon, intervenendo nel confronto moderato da Andrea Dellabianca, ha sottolineato la necessità di costruire una formazione sempre più aderente alle esigenze reali.

La formazione, dunque, non semplicemente come adempimento o accumulo di attestati, ma come strumento capace di accrescere contemporaneamente il valore del lavoratore e quello dell’impresa.

Quando la sostenibilità diventa qualcosa di concreto

Tra le iniziative della giornata trova spazio anche Circular for Kids, progetto di Novo Nordisk inserito nel programma di sostenibilità Circular for Zero e arrivato per la prima volta al Meeting.

Grazie alla collaborazione tra Novo Nordisk e Meeting, i materiali di comunicazione utilizzati durante la manifestazione non saranno semplicemente destinati allo smaltimento.

Verranno recuperati e trasformati in kit didattici e ludici destinati ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici italiani.

Una piccola storia, forse, rispetto ai grandi temi affrontati nelle sale del Meeting. Ma proprio per questo significativa: perché mostra come parole quali economia circolare, recupero e sostenibilità possano trasformarsi in un gesto concreto e avere una seconda vita insieme a una nuova funzione sociale.

Il giorno dopo il Papa

La giornata del 23 agosto racconta quindi un Meeting inevitabilmente diverso da quello vissuto ventiquattr’ore prima.

Non c’è più un unico protagonista.

Ci sono centinaia di persone nelle sale, incontri affollati, domande, esperienze e punti di vista differenti.

Eppure il filo sembra essere rimasto lo stesso.

Che cosa significa custodire l’umano mentre intorno cambiano tecnologia, lavoro, sistemi sanitari e relazioni sociali?

Forse è proprio questo il passaggio più interessante tra la giornata di Leone XIV e quella successiva.

Il Papa è ripartito da Rimini.

Le domande, invece, sono rimaste.