9 Ottobre 2026

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Andrea TAGLIAPIETRA e Mariarosa VIO MISERERE


A cura di BAC – Burano Arte Contemporanea e Associazione Culturale Spiazzi
01 agosto > 06 settembre 2026

Inaugurazione 1°agosto ore 19
con la presentazione del Critico Franco Tagliapietra
Oratorio di Santa Barbara
P.zza Baldassarre Galuppi, via S. Martino sx 22,
Burano, Venezia

Miserere nasce da un paradosso geografico e spirituale che riguarda la Cappella di Santa Barbara a Burano. Durante i mesi estivi, infatti, le reliquie della santa vengono trasferite a Roma, lasciando temporaneamente l’altare privo della sua presenza. Questo vuoto non è soltanto fisico, ma simbolico: la sospensione del culto trasforma la cappella in uno spazio di riflessione, dove l’assenza diventa occasione per interrogarsi sul significato della pietà, della fragilità e della responsabilità verso l’altro.
È in questa condizione che si inserisce il progetto espositivo di Andrea Tagliapietra, che non cerca di sostituire l’icona sacra, ma sceglie di abitare quel vuoto, trasformandolo in una riflessione sulla vulnerabilità dell’essere umano. Il titolo della mostra, Miserere, richiama l’antica invocazione Miserere fragilitatis nostrae (“abbi pietà della nostra fragilità”), ma ne ribalta la direzione: non più una supplica rivolta al divino, bensì un appello laico rivolto a chi osserva, affinché la pietà si traduca in prossimità, empatia e condivisione.
La mostra prende forma a partire dal flusso continuo di immagini e notizie che attraversano quotidianamente la cronaca nazionale e internazionale. Guerre, migrazioni, alluvioni, violenze, emarginazione e povertà alimentano una narrazione collettiva che rischia di trasformare il dolore altrui in un’immagine da consumare. Miserere invita invece a interrompere questa distanza, restituendo un volto e una presenza a chi è stato privato della casa, della famiglia, della libertà o della vita.
Le opere costruiscono un percorso dedicato alla fragilità dell’esistenza. Le tre sculture affrontano il tema dell’infanzia negata: un bambino con il giubbotto di salvataggio stringe il corpo del proprio furetto morto durante un’alluvione; un piccolo migrante indossa guantoni da boxe con i colori della bandiera statunitense, simbolo della lotta per il diritto a una casa e a una scuola; una bambina salta una corda che termina in un cappio mentre un sacco le copre il volto, evocando il dramma della condanna a morte attraverso il linguaggio del gioco.
Accanto alle sculture, i dipinti indagano le contraddizioni della società contemporanea. In L’ingordo, una figura umana si aggrappa al ventre di una mucca, metafora di un consumismo insaziabile; La zattera rielabora provocatoriamente il celebre dipinto di Théodore Géricault, trasformando il naufragio collettivo in un ammasso di corpi costretti sul comfort di una poltrona domestica, immagine di una società che osserva le tragedie del presente senza lasciarsene realmente coinvolgere. Opere come The Rabbit, ispirata all’aggressione subita da una performer durante la Fiera del Giocattolo di Roma, o il dipinto dedicato a una bambina che ruba un gelato, riflettono sui meccanismi della violenza, della disumanizzazione e sulla sottile linea che separa colpa e bisogno.
In questo itinerario attraversato dal dolore emerge anche una possibilità di riscatto. La figura di un tossicodipendente, nell’opera My Love, che si china a raccogliere un fiore suggerisce come, anche nella marginalità più estrema, l’essere umano conservi la capacità di riconoscere la bellezza e la grazia, aprendo uno spiraglio di speranza.
Il percorso espositivo è attraversato inoltre dal video performativo Miserere Domini di Mariarosa Vio. Le immagini dell’artista, vestita di nero sulla soglia del cimitero monumentale di San Michele a Venezia, accompagnate dal suono volutamente ferito di un violino, si diffondono negli ambienti della cappella come un lamento e una preghiera laica, invitando il visitatore a non lasciare invisibile il dolore dell’altro.
Elemento centrale del progetto è il dialogo tra le opere e lo spazio che le accoglie. La Cappella di Santa Barbara non rappresenta un semplice contenitore espositivo, ma diventa parte integrante dell’opera stessa. Un ponteggio edile attraversa l’architettura storica trasformandosi nel supporto delle installazioni e in una potente metafora della misericordia come costruzione continua: un processo fatto di tentativi, manutenzione e responsabilità quotidiana nei confronti delle relazioni umane.
Miserere nasce dal percorso condiviso di BAC – Burano Arte Contemporanea – collettivo fondato da Silvia Rossi e Mauro Nardin insieme agli artisti Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio – e l’Associazione Culturale Spiazzi. Il progetto nasce dal desiderio di creare sull’isola uno spazio dedicato all’arte contemporanea e alla riflessione culturale, capace di dialogare con il territorio e con la sua comunità. In un luogo profondamente segnato dai flussi turistici, BAC propone un tempo diverso: uno spazio di incontro, ascolto e approfondimento, in cui arte, persone e paesaggio possano ritrovare una relazione autentica.
Più che offrire risposte, Miserere chiede allo spettatore un gesto semplice e radicale: riconoscere l’umanità dell’altro. Forse è proprio questo il primo atto di misericordia.

GLI ARTISTI

Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio vivono e lavorano a Burano.
Nel maggio 2026 il duo artistico è stato presentato al Salon Presidentiel dell’Università Sorbona di Parigi con il video “In Human We Trust” nel progetto Island’s Rarities

Hanno partecipato a diverse manifestazioni artistiche, tra le quali:

2026
Islands’Rarities, a cura diElena Posokhhova, CREA Venezia
2025
“Biennale di Messina” a cura di Gianfranco Pistorio e Stefania
Arcidiacono, Teatro Vittorio Emanuele, Messina, “Oltre il nome”, a cura di
Romina Sangiovanni, OnArt gallery, Firenze, “Contemporaneità
Veneziana”,a cura di Marta Bonvalle, Fondazione POMA liberatutti,
Pescia, “I Think I Small A Rat”, a cura Penzo+Fiore,Villa Albrizzi Marini,
San Zenone degli Ezzelini, Bassano del Grappa
2024
-“Christmas Party”, a cura di Silvio Pasqualini, Blue gallery, Venezia.
2023
“Sciamani, comunicare con l’invisibile”, a cura di Sergio Poggianella e
Stefano Beggiora, METS Museo Etnografico di Trento, Trento. 2022
20th Festival of Contemporary Art ART STAYS “Post-Production”, a cura
di Marika Vicari e Jernej Forbici, Ptuj, Slovenia.
“Un Bacio Ancora”, a cura di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion,
Museo Civico di Asolo (TV).
2021
– “Without Borders”, galleria Art Spot Korin, Giappone,”Scout”, galleria
Heike Arndt DK, Kettinge, Danimarca, ”New World Order”, a cura di
Federica Palmarin, galleria Venice Factory, Venezia. – “Fresh Legs”,
galleria Heike Arndt, Berlino, Germania, ”Without borders”, galleria
Elysium, Galles, Inghilterra.
CURATELA

Miserere nasce dal percorso condiviso di BAC – Burano Arte Contemporanea, un collettivo formato
da Silvia Rossi e Mauro Nardin, ideatori del progetto, dagli artisti Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio, che partecipano alla sua costruzione attraverso le proprie ricerche e pratiche artistiche in collaborazione con l’Associazione Culturale Spiazzi.

BAC – Burano Arte Contemporanea
nasce dal desiderio di creare sull’isola una dimensione dedicata all’arte contemporanea e alla
riflessione culturale, in dialogo con il territorio e con la sua comunità.
In un luogo profondamente segnato dai flussi turistici, BAC propone una prospettiva diversa: non
solo un luogo di attraversamento e di fruizione rapida, ma uno spazio di incontro, ascolto e
approfondimento, capace di restituire tempo e attenzione alla relazione tra arte, persone e paesaggio.
La mostra Miserere è quindi il risultato di una progettualità condivisa, in cui ideazione, cura e
produzione artistica si intrecciano, dando forma a una ricerca comune sul presente e sulle
responsabilità dell’essere umano.

Associazione Culturale Spiazzi
nasce a Venezia come luogo di ricerca artistica, personale e collettiva, animato dalla volontà di restituire centralità al fare in una città in cui lo sguardo rischia spesso di prevalere sull’esperienza. Più che uno spazio espositivo, Spiazzi è un laboratorio aperto di sperimentazione, confronto e produzione culturale, dove artisti, creativi e cittadini condividono pratiche, idee e processi, riconoscendo nella dimensione collettiva un elemento imprescindibile della ricerca contemporanea. Attraverso la rigenerazione di luoghi e relazioni, l’associazione si configura come un esperimento sociale e culturale capace di trasformare spazi urbani silenziosi in territori di possibilità, restituendo nuovi significati al tessuto della città e immaginando forme di comunità fondate sulla partecipazione, sulla creatività e sulla condivisione.

INFORMAZIONI PRATICHE

Inaugurazione
1° agosto 2026 ore 19
Con la presentazione del critico Franco Tagliapietra

Orari di visita
Tutti i giorni dalle 10 alle 18

Oratorio di Santa Barbara
P.zza Baldassarre Galuppi, via S. Martino sx 22,
Burano, Venezia

Sito web: www.andreatagliapietra.it