10 Settembre 2026

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Sèvra presenta “ORA”: sei domande alla cantautrice pugliese tra radici, contaminazioni e nuova consapevolezza

Sèvra è una cantautrice pugliese che costruisce la propria identità musicale attraverso l’incontro tra sonorità popolari, influenze afro e atmosfere R&B. Una combinazione capace di mettere in dialogo le radici con una sensibilità contemporanea, lasciando spazio alla voce, al ritmo e a una scrittura profondamente personale.

La composizione del brano è affidata a Francesco Priolo, mentre Sèvra è l’autrice del testo. a copertina, sospesa tra volto svelato e tessuti che avvolgono la figura, suggerisce un passaggio intimo tra protezione, mistero e desiderio di mostrarsi.

Abbiamo rivolto a Sèvra sei domande per conoscere meglio il nuovo brano, il suo universo sonoro e il percorso artistico che sta costruendo.

INTERVISTA A SÈVRA: “ORA” È IL MOMENTO DI SCEGLIERE SE STESSI

  1. Il titolo “ORA” è breve ma molto evocativo: rappresenta un invito a vivere il presente, una rinascita personale oppure il momento in cui hai deciso di mostrarti davvero attraverso la musica?

Il titolo “ORA” rappresenta una rinascita personale, legata a un momento preciso della mia vita: quello in cui sono riuscita a interrompere un legame che mi stava soffocando e ho finalmente scelto me stessa. Credo sia un’esperienza nella quale molte donne possano riconoscersi.

  1. Nelle tue canzoni convivono musica popolare, sonorità afro e R&B. Come riesci a far dialogare mondi musicali così diversi e quali di queste influenze sentiamo maggiormente in “ORA”?

Credo che questi tre generi abbiano molti elementi in comune, soprattutto per quanto riguarda le percussioni. Tutti e tre possiedono radici popolari e sono profondamente legati a culture ben precise; per questo è stato naturale unirli all’interno del mio sound. In “ORA” è particolarmente presente la vena R&B degli anni ’90 e, naturalmente, nel testo non manca il dialetto della mia terra.

  1. Sei una cantautrice pugliese e la tua terra possiede una tradizione musicale e ritmica molto forte. Quanto incidono le tue origini sulla scrittura, sull’interpretazione e sulla ricerca sonora che porti avanti?

Le mie origini pugliesi sono fondamentali in ogni aspetto della mia musica, soprattutto nella scrittura. Credo che il dialetto di ogni territorio sia unico e spesso possieda una musicalità straordinaria. Per questo, portare il dialetto sanseverese all’interno dei miei testi è per me essenziale: significa raccontare chi sono e da dove vengo.

  1. La copertina di “ORA” mostra solo una parte del volto, circondata da tessuti ricchi di dettagli e trasparenze. Qual è il significato di questa immagine e in che modo si collega al messaggio del brano?

In realtà, la copertina di “ORA” fa parte di un progetto e di una visione molto più ampi. Abbiamo realizzato uno scatto capace di evocare le tradizioni della mia terra e la nostra santa patrona, attraverso un’immagine che trasmettesse forza e femminilità.

Abbiamo poi diviso lo scatto in tre sezioni, creando una copertina per ciascun singolo. L’obiettivo è comunicare che la musica, la terra, le tradizioni e le donne si scoprono un po’ alla volta e vanno assaporate lentamente. La copertina del prossimo singolo completerà il trittico.

Per “ORA” abbiamo scelto la parte centrale dello scatto, quella in cui si vedono le mie labbra. È una scelta legata a un verso del brano: “E finalmente tutto nelle mie rime si esprime”. Finalmente ho trovato la mia voce.

  1. Come è nata “ORA”? Ci racconti il momento in cui hai capito che questa idea poteva trasformarsi in una canzone e come si è sviluppato il lavoro in studio?

“ORA” nasce principalmente da un ricordo che ho sentito il bisogno di mettere su carta, per elaborare un momento particolare della mia vita. La parte musicale, invece, è arrivata grazie a un’ispirazione improvvisa: ho iniziato a canticchiare il ritornello in macchina, mentre aspettavo che mia sorella scendesse di casa, e l’ho subito registrato sul cellulare. Da quella prima idea ho poi sviluppato tutto il resto.

Francesco Priolo e Fabio della LookUp Music Stuff sono stati fondamentali per lo sviluppo del brano. Abbiamo lavorato a distanza: io registravo nello studio di Edgardo Caputo, a San Severo, mentre Fabio e Francesco erano collegati in diretta da Torino. È stata sicuramente un’esperienza diversa dal solito, ma anche molto stimolante.

  1. “ORA” sembra segnare l’inizio di una nuova fase artistica. Quale direzione vorresti seguire nei prossimi brani e che cosa dobbiamo aspettarci dal futuro musicale di Sèvra?

Sicuramente “ORA” è diverso dai miei brani precedenti e si avvicina molto di più alla mia attuale visione musicale. Allo stesso tempo, non voglio precludermi nessuna possibilità: amo sperimentare e mi diverte provare sempre approcci nuovi.

Il futuro musicale di Sèvra sembra orientarsi verso i suoni tipici della Puglia, le percussioni e le sonorità garganiche, reinterpretate però in una chiave moderna che guarda anche all’afrobeat. Ma, alla fine, chissà… Preferisco lasciarmi trasportare dall’ispirazione e da ciò che la vita, di volta in volta, mi propone.