17 Agosto 2026

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Gran Paradiso Film Festival 2026: il cinema della natura racconta il delicato equilibrio tra dominio e coesistenza

Dal 27 luglio al 9 agosto oltre cento eventi, ospiti internazionali, anteprime e incontri nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso

C’è un filo conduttore che attraversa la ventinovesima edizione del Gran Paradiso Film Festival: la ricerca di un equilibrio tra forza e convivenza. È racchiuso nel tema “Dominio e coesistenza”, scelto dagli organizzatori per guidare un’edizione che si preannuncia tra le più ricche della storia della manifestazione.

Dal 27 luglio al 9 agosto 2026, il festival trasformerà il territorio del Gran Paradiso in un grande laboratorio culturale a cielo aperto, dove il cinema naturalistico diventa strumento di riflessione sui grandi temi del nostro tempo.

Un festival che guarda alla natura per comprendere l’uomo

Il Gran Paradiso Film Festival, tra i festival di cinematografia wildlife più longevi al mondo, propone una lettura della natura che va oltre la semplice osservazione del paesaggio.

Predatori e prede, ecosistemi, migrazioni, cambiamenti climatici, biodiversità e rapporti tra uomo e ambiente diventano metafore delle dinamiche che caratterizzano anche la società contemporanea.

Secondo la direttrice artistica Luisa Vuillermoz, osservare il comportamento delle specie animali significa spesso osservare indirettamente anche noi stessi: i rapporti di forza, le forme della cooperazione, il conflitto e la ricerca di nuovi equilibri.

Oltre cento appuntamenti in diciotto giorni

L’edizione 2026 conferma la crescita internazionale del festival con numeri importanti:

102 eventi
80 proiezioni
244 film iscritti
14 prime italiane
3 prime assolute
168 ore di programmazione online
9 location distribuite nella Valle d’Aosta

Le iniziative interesseranno Cogne, Introd, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges, Valsavarenche, Villeneuve e Aymavilles, coinvolgendo l’intero territorio del Parco Nazionale Gran Paradiso.

Cinema internazionale e grandi ospiti

Ad aprire il concorso sarà “Le Chant des Forêts” del fotografo e regista Vincent Munier, vincitore del César 2026 come miglior documentario.

Tra gli ospiti più attesi figura anche Pippa Ehrlich, premio Oscar per My Octopus Teacher, che presenterà “Pangolin: Kulu’s Journey”, dedicato alla storia di un piccolo pangolino salvato dal traffico illegale.

La selezione comprenderà inoltre documentari dedicati a orsi, giaguari, uccelli, orchidee, biodiversità marina ed ecosistemi di tutto il mondo, offrendo uno sguardo ampio sulle diverse forme della vita selvatica.

Il dialogo tra natura, scienza e società

Accanto alle proiezioni cinematografiche, il Festival ospiterà la rassegna “De Rerum Natura”, ciclo di incontri con autorevoli personalità del mondo della cultura, della scienza e delle istituzioni.

Tra gli ospiti annunciati figurano:

Carlo Cottarelli;
Giuliano Amato;
Marta Cartabia;
Fabiola Gianotti;
Luigi Boitani;
Elena Loewenthal.

Gli incontri affronteranno temi che spaziano dall’economia alla democrazia, dalla ricerca scientifica alla tutela della biodiversità, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento e confronto.

Arte, fotografia e partecipazione del pubblico

Il programma comprende anche tre mostre dedicate al rapporto tra arte e paesaggio, un concorso fotografico, eventi diffusi nei comuni del Gran Paradiso e il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso la Giuria Popolare, chiamata ad assegnare lo storico Stambecco d’Oro.

Anche quest’anno sarà possibile seguire parte della manifestazione online grazie alla piattaforma GPFF Online, che consentirà di vedere e votare i film in concorso da remoto.

Un invito a riflettere sul nostro tempo

Il manifesto ufficiale della manifestazione sintetizza perfettamente il tema dell’edizione: un’immagine nella quale lupo e pecora convivono nello stesso disegno, lasciando allo spettatore il compito di scegliere quale figura osservare per prima.

Un simbolo che racconta la fragilità degli equilibri e invita a interrogarsi sul significato della convivenza, non solo nel mondo naturale ma anche nelle relazioni umane.

Più che un semplice festival cinematografico, il Gran Paradiso Film Festival si conferma così uno spazio di incontro tra cultura, ambiente, ricerca scientifica e partecipazione civile, dove il cinema diventa occasione per comprendere meglio il presente osservando la natura.