17 Agosto 2026

Zarabazà

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C’esco debutta con un EP che dà un nome alle emozioni

Con Non fare la spesa quando hai fame, C’esco firma un esordio che cerca di distinguersi fin dal concept. Il titolo, preso in prestito da un consiglio tanto comune quanto efficace, diventa il punto di partenza per un lavoro che riflette su istinto, vulnerabilità e consapevolezza, trasformando cinque parole in cinque capitoli di uno stesso racconto.

L’EP, scritto insieme a Fabrizio Pagni (THE GEØMETRA), che ne cura anche la produzione, si muove tra indie pop, elettronica e alternative con un approccio essenziale ma curato. Le sonorità sono contemporanee, ricche di sintetizzatori e ritmiche che accompagnano i brani senza appesantirli, lasciando spazio a una scrittura che punta più sulle immagini che sulle dichiarazioni esplicite.

La particolarità del progetto è nella sua costruzione. Ogni traccia prende il nome da un termine preciso – EVA, AMIGDALA, TETANO, VIBRISSE e NON È COLPA DI NESSUNO – e ne sviluppa il significato in chiave personale. Non è un semplice esercizio stilistico: C’esco utilizza questi riferimenti per parlare di paura, memoria, colpa, sensibilità e cambiamento, dando vita a un filo conduttore che rende l’EP compatto dall’inizio alla fine.

Dal punto di vista musicale, il disco alterna momenti più intimi ad aperture dal maggiore impatto, mantenendo sempre una buona coerenza sonora. L’elettronica aggiunge profondità agli arrangiamenti, mentre le influenze alternative conferiscono carattere alle canzoni, evitando che il progetto si adagi sulle formule più prevedibili dell’indie pop contemporaneo.

Più che cercare il singolo immediato, Non fare la spesa quando hai fame punta sull’esperienza complessiva. È un lavoro che invita ad ascoltare le tracce in sequenza, lasciando emergere poco alla volta i collegamenti tra testi, atmosfere e significati. La scelta di raccontare emozioni complesse attraverso immagini insolite rende l’ascolto stimolante e contribuisce a definire un’identità artistica già riconoscibile.

Per un debutto, C’esco dimostra una buona capacità di coniugare scrittura e ricerca sonora, costruendo un EP che non rincorre le tendenze, ma prova a trovare una propria voce. Un punto di partenza convincente, che lascia intuire interessanti margini di crescita per i prossimi lavori.