Niky Marcelli ha cambiato rotta con “Le ragazze sono in giro” (Officine Pindariche), travolgente teen dramedy tra Caravaggio, motori e satira sociale, arrivato nelle librerie da pochissimi giorni. E con un premio a Cetara che ritirerà il prossimo 16 luglio – il MarediCosta Speciale del Ventennale – si apre per questo raffinato autore dandy un periodo d’oro di progetti e soddisfazioni.
Con il nuovo romanzo, Marcelli ha abbandonato il noir per raccontare l’adolescenza dorata e tragicomica di cinque sedicenni alle porte di Roma nei primi anni Duemila.
Il risultato? Un ironico e travolgente racconto dove la farsa e il dramma si rincorrono senza sosta. Il titolo strizza l’occhio a un celebre brano di Luciano Ligabue, colonna sonora ideale per le vite di cinque sedicenni nei primi anni Duemila. Al centro della storia c’è Alessandra Bevilacqua, detta “Salamandra” per la sua innata capacità di passare le giornate a rosolarsi al sole a bordo piscina. Intorno a lei ruota una cerchia di amiche inseparabili e decisamente fuori dagli schemi: Chiara e Giorgia, “le gemelle” virtuose della tromba e delle moto; Viviana, alias “Mortiana”, l’immancabile amica dark e figlia del guardiano del cimitero; e Monica, la più dolce del gruppo, costantemente in lotta con la bilancia e con le dinamiche familiari.
A completare questo quadro di un’adolescenza dorata e un po’ folle ci sono un padre scrittore in piena crisi creativa (e appassionato di auto d’epoca), due zie improbabili e una nonna ex attrice decisamente sopra le righe. A rompere la quiete di questa estate perfetta sarà un evento del tutto inaspettato: il ritrovamento fortuito di un affresco di Caravaggio all’interno del Duomo locale. Il borgo verrà improvvisamente invaso dal circo mediatico e dall’arrivo di un’affascinante quanto cinica restauratrice, che si rivelerà essere il primo grande amore del padre di Alessandra. Da quel momento, la vita delle cinque protagoniste si trasforma in un esilarante vaudeville di equivoci e colpi di scena, fino a quando la realtà non deciderà di presentare un conto decisamente salato.
Lo incontriamo a Roma per qualche domanda sulla sua ultima creatura letteraria.
Alessandra e suo padre Vittorio hanno un legame molto speciale, tanto che lei lo descrive come una “chioccia discreta”. Come nasce l’idea di questo padre separato, scrittore in crisi e restauratore di auto d’epoca, soprannominato “il morchiantropo”?
Il morchiantropo è l’unico personaggio dei miei libri che ho costruito attorno al mio ombelico. Quando ho iniziato a scrivere Le Ragazze, non combinavo un accidente da anni (scrittore in crisi) e sono un collezionista di auto d’epoca, alcune delle quali sono descritte nel libro. Tuttavia non le so riparare! Non saprei dove mettere le mani e odio sporcarmi. Quindi, quella parte del personaggio è presa in prestito dal mio amico e meccanico di fiducia Giulio, sempre pieno di grasso e olio vecchio fino alla radice dei capelli. E il rapporto che speciale che ha con Alessandra è il rapporto che io avrei voluto avere con i figli che purtroppo non ho avuto e che cerco di avere con le tre “vice-figlie” che ho adottato affettivamente, tra cui Alessandra, che mi ha ispirato la protagonista di questo libro, e Sara, che mi ha ispirato La Contessa Rossa.
La nonna materna di Alessandra è un personaggio tragicomico, un’ex attrice teatrale che si atteggia a fricchettona ma non sa nemmeno fumare uno spinello senza intossicare i presenti. Quanto c’è di vero o di caricaturale in questa figura generazionale?
È il ritratto di mia madre, Saviana Scalfi. Era esattamente così, compresa l’incapacità di fumare uno spinello, che ho descritto minuziosamente. Ho dovuto “caricarla” solo il minimo indispensabile, ma non ho “romanzato” molto. Magari ho taciuto altri difettucci che aveva in vita.
Nel libro troviamo Zia Veronica, infermiera dal passato alternativo, e Zia Gabriella, spietata regina del gossip mondano. In che modo queste due figure femminili adulte fanno da contraltare alla giovinezza delle protagoniste?
Ditemelo voi! Quando le ho create – ispirandomi, per altro, a due carissime amiche – non le ho pensate come “contraltari”, ma come due zie divertenti e molto sopra le righe, inclini a combinare più casini di un’adolescente, ma comunque sempre pronte e presenti con tutto il loro affetto quando e se necessario.
La madre di Alessandra si è trasferita in Australia con un nuovo compagno, lasciando la figlia al padre. Quanto influisce questa lontananza sul carattere indipendente di Alessandra?
Alessandra ritiene una benedizione essere rimasta con il padre e avere la madre ad un paio di oceani di distanza. Probabilmente retaggio del fatto che io ho sempre desiderato un figlio o una figlia, ma non una moglie. Quando avevo sui trentacinque-quaranta, l’epoca in cui ho conosciuto Alessandra e ho iniziato a scrivere il romanzo – poi abbandonato a metà per un decennio – ed uscivo da un divorzio civilissimo con una persona con la quale sono rimasto molto amico, dicevo sempre – per scherzo – che avrei voluto fare un figlio con una malata terminale o, in subordine, con una “disgraziata” che poi scappava con un circo. La mamma dell’Alessandra letteraria è scappata in Australia. Ci si può accontentare!
Per concludere: la Citroën DS e la vecchia millecento (il “Nasone”) sembrano quasi dei personaggi aggiunti. Da dove nasce questa passione per il motorismo d’epoca che caratterizza Vittorio?
Da me, che ho una grande passione e anche una piccola collezione che comprende la 2cv e la Ds descritte nel romanzo, oltre a qualche altra vettura. E avrei tanto voluto impossessarmi anche del “Nasone” carro funebre-ex ambulanza che racconto nel libro e che era (e forse c’è ancora!) abbandonato davanti al cimitero di Campagnano di Roma.

A suggellare un momento di alto fermento professionale, il festival ..incostieraamalfitana.it celebrerà il suo ventennale a Cetara, e giovedì 16 luglio avverrà la consegna del prestigioso riconoscimento MarediCosta speciale del Ventennale, in una serata che inizierà alle ore 20.00, nella cornice di piazza San Francesco. L’evento, guidato dal direttore organizzativo Alfonso Bottone, offrirà al pubblico importanti momenti di approfondimento letterario, con altri protagonisti presenti, tra cui Annamaria Farricelli, Christiana Ruggeri, Gaia Zucchi.
Il premio MarediCosta nasce per celebrare le due decadi di attività di una kermesse che, nell’arco di oltre due mesi, trasforma il territorio in un salotto letterario a cielo aperto. I riconoscimenti speciali del ventennale intendono infatti premiare quelle figure del mondo della scrittura e della cultura che si sono distinte per l’impegno nella diffusione del sapere.

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