9 Ottobre 2026

Zarabazà

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A Cagliari una villa degli anni Trenta rinasce nel segno dell’architettura contemporanea

Ci sono edifici che meritano di essere conservati così come sono e altri che, pur mantenendo la propria identità, chiedono di essere reinterpretati. È da questa riflessione che prende forma il progetto di riqualificazione di una villa nel quartiere Poetto di Cagliari, firmato da Studio Marco Piva e sviluppato sotto la direzione dell’architetto Armando Bruno.

L’intervento ha interessato una residenza costruita alla fine degli anni Trenta, trasformandola in una casa contemporanea senza cancellarne la memoria storica. Più che un semplice restauro, il progetto rappresenta una completa riscrittura dell’edificio, capace di mettere in dialogo architettura, interior design e paesaggio.

L’obiettivo è stato quello di adeguare la villa alle esigenze dell’abitare moderno, introducendo nuovi elementi funzionali, come un ascensore, e ripensando completamente gli spazi interni secondo criteri di accessibilità, comfort e continuità. Ogni ambiente è stato progettato per dialogare con gli altri, creando una percezione fluida degli spazi.

Grande attenzione è stata dedicata anche all’esterno. Le facciate sono state ridisegnate recuperando le proporzioni originarie e valorizzando alcuni elementi distintivi della costruzione, come il volume cilindrico angolare e il portico centrale, reinterpretati con un linguaggio contemporaneo ispirato al razionalismo mediterraneo.

Il rapporto tra interno ed esterno rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’intervento. Giardino, percorsi, aree verdi, superfici pavimentate e piscina diventano parte integrante del progetto architettonico. La piscina, in particolare, non assume soltanto una funzione estetica, ma contribuisce a costruire prospettive, riflessi e relazioni visive che amplificano la percezione dell’intera abitazione.

Anche gli interni seguono la stessa filosofia progettuale. Numerosi elementi d’arredo sono stati realizzati su misura, dalla cucina alla cabina armadio, fino alle boiserie e agli arredi dei bagni, con l’obiettivo di creare un linguaggio unitario tra architettura e design.

Materiali come marmo, pietra naturale, legno e tessuti diventano strumenti di composizione dello spazio. Particolare rilievo assumono gli elementi in marmo Levanto nella zona living e la grande isola centrale della cucina in marmo rosso, pensata come parte integrante dell’architettura e non come semplice complemento d’arredo.

L’interior design è completato da alcuni pezzi iconici del design internazionale, scelti per dialogare armoniosamente con gli ambienti senza prevalere sull’architettura.

Anche la palette cromatica trae ispirazione dal territorio sardo: il rosa dei fenicotteri che popolano gli stagni di Cagliari, i verdi della macchia mediterranea e le tonalità minerali della pietra vengono reinterpretati con eleganza, contribuendo a creare ambienti raffinati e profondamente legati al contesto.

Più che un esercizio di stile, il progetto propone una riflessione sul valore della permanenza dell’architettura. In un’epoca caratterizzata da continui cambiamenti estetici, la villa punta a costruire un equilibrio duraturo tra memoria e innovazione, dimostrando come sia possibile trasformare un edificio storico senza rinunciare alla sua identità.

Il risultato è una residenza nella quale architettura, paesaggio e interior design diventano parte di un unico sistema coerente, capace di coniugare eleganza contemporanea, funzionalità e rispetto della storia dell’edificio.