14 Luglio 2026

Zarabazà

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Dove sono finite le lucciole? La scomparsa dei fantasmi luminosi delle nostre estati

C’è un ricordo condiviso da chiunque abbia trascorso l’infanzia qualche decennio fa, specialmente nelle sere d’estate in campagna o nei quartieri più isolati alla periferia delle città: il buio che improvvisamente si accendeva di piccoli punti luminosi, intermittenti e magici. Erano le lucciole. Bastava un barattolo di vetro bucherellato sul tappo per catturarne una, osservarla per qualche minuto con il naso incollato al vetro e poi rilasciarla nel prato, meravigliati da quella fredda luce vivente.

Oggi, quel miracolo della natura è diventato una rarità. Per i bambini di adesso, le lucciole sono spesso creature leggendarie, confinate nei racconti dei genitori o nei libri di favole. La loro scomparsa, silenziosa e progressiva, non è solo una perdita poetica, ma un campanello d’allarme ecologico che non possiamo più ignorare.

Il declino delle lucciole: perché stanno scomparendo?

Negli ultimi anni, chi vive in campagna o frequenta le aree rurali se n’è accorto: le lucciole sono praticamente scomparse dalla quasi totalità dei loro habitat storici. Sopravvivono ormai soltanto in rarissime oasi protette, in alcune vallate incontaminate o in zone agricole dove l’impatto dell’uomo è rimasto minimo.

Già nel 1975, Pier Paolo Pasolini scriveva un celebre articolo sul Corriere della Sera, usando la scomparsa delle lucciole come metafora del trauma culturale e antropologico dell’Italia consumista. Oggi, quella che era una potente metafora è diventata una drammatica realtà biologica. Ma perché le lucciole stanno scomparendo?

I nemici della luce: pesticidi e cemento inquinamento luminoso

Gli scienziati e gli entomologi concordano nell’identificare tre cause principali dietro questo declino:

  1. L’uso massiccio di pesticidi e diserbanti: Le lucciole trascorrono la maggior parte della loro vita (anche fino a due anni) allo stadio di larva, muovendosi nel terreno fertile o tra la vegetazione bassa per cacciare chiocciole e lumache. L’agricoltura intensiva, con il suo largo uso di prodotti chimici, avvelena il suolo e distrugge sia le lucciole sia le loro prede.
  2. La perdita dell’habitat: L’urbanizzazione selvaggia, la cementificazione delle periferie e la scomparsa di siepi, fossati e prati incolti hanno privato questi insetti dei luoghi ideali in cui riprodursi e deporre le uova.
  3. L’inquinamento luminoso: Questo è forse il fattore più ironico e crudele. Le lucciole comunicano e si corteggiano attraverso la luce: i maschi volano emettendo bagliori per farsi notare, e le femmine rispondono da terra. L’illuminazione artificiale delle nostre città, delle strade e persino dei giardini privati crea un “rumore luminoso” che impedisce loro di trovarsi. Se non si vedono, non possono riprodursi.

Un indicatore dello stato di salute del pianeta

La scomparsa delle lucciole non è solo un peccato per la nostra nostalgia. Questi insetti sono considerati dai biologi dei veri e propri bioindicatori. La loro presenza indica un ambiente sano, un terreno non contaminato e un ecosistema in equilibrio. Se le lucciole spariscono da un luogo, significa che quel luogo si sta progressivamente ammalando.

Come possiamo aiutarle a tornare?

Non tutto è perduto, ma serve un cambio di rotta. A livello collettivo, è fondamentale sostenere un’agricoltura più sostenibile e la tutela delle aree verdi periurbane. Nel nostro piccolo, invece, possiamo fare la differenza curando i nostri giardini in modo più “selvaggio”: evitare l’uso di pesticidi chimici, lasciare una porzione di prato con l’erba più alta e, soprattutto, spegnere le luci esterne superflue durante le notti estive.

Riconquistare il buio, in fondo, è l’unico modo che abbiamo per permettere a queste piccole lanterne viventi di tornare a brillare e a far sognare le nuove generazioni.