A Pescara imprese, istituzioni e ricerca a confronto su biocarburanti, intermodalità, automazione e welfare nella filiera dei trasporti
Non una riflessione teorica sulla sostenibilità, ma un confronto concreto su ciò che sta già cambiando la logistica industriale e su ciò che le imprese possono adottare subito per diventare più efficienti, più resilienti e più competitive.
È questo il segno lasciato dalla terza edizione del Forum Abruzzo Sostenibile – La rivoluzione della logistica, promossa da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e dal Contratto di Rete Imprese per la Sostenibilità, con l’alto patrocinio della Regione Abruzzo, che ha riunito nella sede associativa di Pescara imprese, istituzioni, manager e mondo della ricerca attorno a una domanda decisiva per il sistema produttivo: come trasformare la doppia transizione ecologica e digitale in vantaggio industriale reale.
Nel corso dei lavori è emerso con chiarezza che la sostenibilità, nella logistica, non coincide più soltanto con la riduzione dell’impatto ambientale, ma con una nuova capacità di organizzare i flussi, integrare le tecnologie, connettere infrastrutture e filiere e migliorare al tempo stesso costi, tempi, sicurezza e qualità del lavoro. In questa prospettiva, temi come biocarburanti, intermodalità ferro-gomma-mare, digitalizzazione dei processi, automazione, intelligenza artificiale applicata alla supply chain e trasferimento tecnologico non rappresentano più scenari lontani, ma leve già disponibili per modernizzare l’industria e rafforzare la competitività dei territori.

Un panel di relatori di alto profilo
Ad aprire il confronto sono stati Lorenzo Dattoli e Carlo Fulgenzi, rispettivamente Presidente e Consigliere di Presidenza con delega alla sostenibilità di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, che hanno richiamato la necessità di accompagnare le imprese in una fase di trasformazione che richiede visione, strumenti applicabili e una crescente capacità di collaborazione tra grandi gruppi, PMI, operatori logistici, infrastrutture e ricerca.
L’evento, moderato da Domenico Ranieri, Caporedattore del quotidiano Il Centro, ha visto la partecipazione di Andrea Di Stefano, Responsabile Affari Regolatori e Market Design di Enilive, Silvio Damagini, Amministratore Delegato di Mercitalia Rail (in collegamento), Alessandro Coppola, Direttore della Direzione Trasferimento Tecnologico di ENEA, Marco Liguori, Head of Physical Distribution Operations di Fater, Paolo Sportiello, Direttore Tecnico di TUA, Lucia Logrillo, Logistics Manager di Angelini Technologies – Fameccanica e Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria per l’Economia del Mare, intervenuto da remoto.

Il quadro nazionale e la tecnologia alla base della sostenibilità
Nella prima sessione, dedicata al quadro nazionale, il Forum ha messo a fuoco un punto essenziale: la transizione della logistica non può essere affrontata con approcci ideologici o soluzioni uniche, ma con un mix flessibile di tecnologie e modelli industriali, capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e specificità del sistema produttivo italiano. È il messaggio rilanciato anche da ENEA, che ha richiamato il valore di un trasferimento tecnologico capace di collegare ricerca, industria e terziario, in particolare a beneficio delle PMI, e di accompagnare il passaggio dall’innovazione di laboratorio all’applicazione industriale con modelli scalabili e attrattivi per gli investimenti.
Accanto a questo, il Forum ha dato spazio a esempi concreti di innovazione già in corso nelle imprese. Tra questi, è stato raccontato come la logistica stia diventando una componente sempre più integrata del processo produttivo: dall’internalizzazione dei servizi di magazzino all’introduzione di sistemi digitali, soluzioni di automazione e AI generativa per ottimizzare spazi e flussi operativi. Con un’azienda che ha evidenziato risultati significativi, tra cui il dimezzamento delle superfici occupate a parità di merce movimentata e una sensibile ottimizzazione degli spostamenti interni, oltre allo sviluppo di soluzioni proprietarie per l’automazione dei magazzini, come il depallettizzatore per pallet misti, e all’investimento in tecnologie robotiche per il carico e scarico di container e camion. Si tratta di innovazioni che incidono insieme su produttività, continuità operativa e sicurezza del lavoro.
Ma la sostenibilità della logistica si gioca sempre più anche sulla capacità di leggere i dati e governare in modo intelligente la catena di approvvigionamento. In questo quadro, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per individuare percorsi più efficienti, ridurre le emissioni generate dai trasporti, programmare meglio carichi e consegne e minimizzare le scorte in eccesso rappresenta uno dei terreni più promettenti per tradurre l’innovazione in vantaggi competitivi tangibili per le imprese, soprattutto in un contesto in cui margini, tempi e affidabilità delle forniture sono fattori sempre più decisivi.

I numeri della carenza di autisti in Europa e il manifesto Confindustria per il benessere su strada
Un focus importante è stato dedicato anche alla sostenibilità sociale, tema destinato a diventare strutturale nella logistica e nell’autotrasporto. In questo ambito, il progetto “Welfare on the Road” ha offerto uno spunto particolarmente concreto: secondo il manifesto di Confindustria, nel 2025 la carenza di autisti in Europa è stimata in 444 mila unità, con una previsione che la porta fino a 745 mila entro il 2028 in assenza di interventi mirati; in Italia il fabbisogno supera già le 25 mila unità. In un settore sottoposto a forte pressione, la qualità delle condizioni di lavoro lungo la filiera diventa quindi una questione industriale oltre che sociale. Il Manifesto individua dieci misure operative volontarie per le aziende manifatturiere: accesso ai servizi igienici e alle docce, mense o aree ristoro, riduzione dei tempi di attesa al carico e scarico, maggiore sicurezza, flessibilità operativa, supporto digitale per la prenotazione degli slot, formazione del personale, valorizzazione del ruolo degli autisti, sensibilizzazione interna e sistemi di governance e monitoraggio. Per l’Abruzzo, regione manifatturiera e snodo logistico del medio Adriatico, questo significa riconoscere che la competitività delle filiere passa anche dalla capacità di rendere più dignitose, sicure ed efficienti le condizioni operative di chi ogni giorno garantisce la continuità degli approvvigionamenti.
Bilanci condivisi, crescita del sistema
Uno dei momenti più significativi del pomeriggio è stato anche lo scambio tra imprese associate che hanno messo a disposizione i propri bilanci di sostenibilità, in un’ottica di apertura e coinvolgimento degli stakeholder. È un passaggio che Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha voluto valorizzare non come adempimento formale, ma come pratica di crescita del sistema associativo. La rendicontazione di sostenibilità, infatti, è oggi sempre più uno strumento attraverso cui le imprese rendono trasparenti impatti, scelte e risultati, migliorano il dialogo con stakeholder interni ed esterni, rafforzano la capacità di anticipare rischi e opportunità e supportano decisioni strategiche più solide. Il quadro GRI sottolinea che gli standard di reporting aiutano le organizzazioni a rispondere alle aspettative di trasparenza degli stakeholder, a gestire rischi e opportunità e a prendere decisioni migliori; inoltre, il GRI 2 inserisce esplicitamente le pratiche di stakeholder engagement tra le informazioni generali che qualificano la rendicontazione. In questo senso, la scelta di condividere i bilanci tra associate ha rappresentato un segnale concreto di maturazione del tessuto imprenditoriale: fare sistema anche sulla sostenibilità, trasformando esperienze aziendali singole in patrimonio comune per l’intera comunità produttiva.
Le dichiarazioni
Un appuntamento molto partecipato, così commentato da Lorenzo Dattoli Presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico: “Mobilità e logistica non sono più temi settoriali, ma infrastrutture decisive per la competitività del nostro sistema produttivo. Per un territorio manifatturiero come l’Abruzzo, investire su innovazione, sostenibilità e integrazione delle filiere significa attrarre sviluppo e consolidare presenza sui mercati. La vera sfida è trasformare la leadership delle grandi imprese in un patrimonio condiviso, capace di coinvolgere anche le PMI. La transizione, per essere davvero efficace, deve essere accessibile, inclusiva e accompagnata da strumenti concreti. È così che possiamo rafforzare la competitività del territorio nel quadro nazionale e internazionale.”
“Oggi la sostenibilità non è un adempimento aggiuntivo, ma una condizione sempre più concreta di qualità industriale. Incide sulla competitività, sull’accesso ai mercati, sul rapporto con credito, clienti e filiere, e richiede alle imprese strumenti, orientamento e accompagnamento”. Ha aggiunto Carlo Fulgenzi, Consigliere di Presidenza con delega alla sostenibilità di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico. “Per questo il Contratto di Rete ‘Imprese per la Sostenibilità’ rappresenta per noi un’esperienza strategica: aiuta le aziende a non affrontare da sole temi complessi e a trasformare la sostenibilità in un percorso utile, progressivo e applicabile. Il nostro obiettivo è tradurre la complessità in occasioni di crescita reale per le imprese.”
Le conclusioni sono state affidate a Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria per l’Economia del Mare, intervenuto da remoto, che ha evidenziato “L’economia del mare e la logistica sono pilastri della politica industriale del Paese: generano crescita, competitività e coesione territoriale. La logistica vale 205mld €, pari al 9% del PIL, mentre il 60% delle merci italiane import/export viaggia via mare. Un unico mosaico al servizio del Made in Italy. In questo scenario l’Abruzzo, con 130km di costa, porti e interporti già integrati nei corridoi europei e una manifattura riconosciuta, è uno snodo strategico tra Mediterraneo, Balcani ed Europa centro-orientale. Per Confindustria, riforma portuale, intermodalità, digitalizzazione, sostenibilità e competenze sono priorità strategiche. Solo facendo sistema tra imprese, istituzioni e territori potremo rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo.”
L’iniziativa è stata realizzata con il supporto delle aziende sponsor IRPLAST, ERA Group, ESGroup e Di Muzio Laterizi.

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