«Parliamo dei concerti, non di me». Così Domenico Famà, intervistato telefonicamente, mette subito le cose in chiaro. Nel corso della conversazione il direttore d’orchestra catanese torna più volte sugli stessi temi: il lavoro con i musicisti e i cantanti, la crescita dell’Orchestra Orfeo, la necessità di costruire una continuità artistica. A 36 anni, con un’attività che lo divide tra direzione, composizione e insegnamento, sembra interessargli più ciò che deve ancora realizzare che quanto ha già fatto.
Direttore d’orchestra, compositore e chitarrista classico, Famà ha debuttato al Teatro Massimo Bellini di Catania nel 2018. Nel 2020 ha fondato l’Orchestra da Camera Orfeo, diventata negli anni il centro di un’attività che unisce concerti, produzioni discografiche e formazione di giovani musicisti, chiamati a suonare accanto a orchestrali di consolidata esperienza. Dal 2025 è inoltre direttore in residence delle stagioni lirico-sinfoniche del Teatro Massimo di Siracusa.
«Ad Ortigia sorge questo teatro, edificato nel 1897 su progetto dell’ingegnere e architetto Giuseppe Damiani Almeyda. Con l’Orchestra Orfeo, quasi un anno fa, ho diretto La serva padrona di Pergolesi. È stato un evento: da quasi settant’anni quel teatro non ospitava un’opera lirica».
I prossimi mesi vedranno il maestro impegnato in tre appuntamenti particolarmente significativi.
Il primo è fissato per il 10 luglio a Trecastagni, alle ore 21, nell’ambito della XXIV edizione del TIMF – Trecastagni International Music Festival, rassegna diretta dal maestro Carmelo Pappalardo e in programma dal 10 luglio al 9 agosto. Il concerto si svolgerà nello scenografico Largo Abate Ferrara, uno spazio che gode di un’acustica naturale tale da non richiedere amplificazione.
Accanto a pagine di Mozart saranno eseguite musiche di Robert Fuchs, compositore oggi poco frequentato ma maestro di Gustav Mahler e Richard Strauss. In programma anche una delle più celebri pagine di Ottorino Respighi, le Antiche arie e danze per liuto (Suite n. 3 per orchestra d’archi, composta nel 1931).
«Mettere insieme Mozart e Respighi significa celebrare due importanti anniversari», osserva Famà, ricordando i 270 anni dalla nascita del compositore salisburghese e i 90 anni dalla morte dell’autore delle Fontane di Roma. Solista della serata sarà l’oboista Francesco Nigro.
Il 26 luglio il direttore tornerà invece a Siracusa al Teatro Greco per il Gran Galà Lirico Unesco, concerto organizzato dall’Associazione Siracusana Amici della Musica. Qui emerge uno dei temi a lui più cari: la costruzione di un’orchestra e di un pubblico capaci di crescere insieme nel tempo.
Negli ultimi anni Famà ha lavorato con continuità sugli stessi musicisti dell’Orchestra Orfeo, ampliandone progressivamente l’organico secondo le esigenze del repertorio e sviluppando un percorso artistico che comprende anche incisioni discografiche per etichette internazionali come Da Vinci Classics e Brilliant Classics.
«Un teatro di tradizione non produce soltanto spettacoli: forma anche un pubblico». È una sfida particolarmente significativa a Siracusa, città rimasta per decenni priva di una programmazione continuativa in un teatro all’italiana.
Nel concerto siracusano l’Orchestra Orfeo eseguirà pagine di Pergolesi, Cimarosa, Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini e Mascagni. Sul palco anche il soprano Francesca Sassu, il tenore Valerio Borgioni e il baritono Dario Sogos.
Il terzo appuntamento vedrà invece Famà nelle vesti di compositore. Il 1° ottobre, a Teatro Mazzacorati di Bologna, sarà eseguita “La mia sera”, una sua nuova composizione per soprano e pianoforte, commissionata dal Festival Respighi Bologna di Maurizio Scardovi.
Dalle parole del direttore emerge una visione del mestiere che va oltre la sola attività sul podio. Prima della direzione d’orchestra c’è stata la chitarra classica e la composizione, studiate fin dall’infanzia. Famà ricorda con gratitudine il violinista Salvo Domina, tra coloro che lo incoraggiarono agli inizi, e Fabrizio Maria Carminati per i suoi insegnamenti legati al mondo del teatro e dell’opera. Con questo ritorno alle proprie radici e un pensiero a Catani, città in cui ritorna per lavoro sempre con tanto piacere, si conclude la conversazione, lasciando spazio ai prossimi appuntamenti in calendario.

Scritto da Francesca M. Lo Faro

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