Dai bozzetti d’artista alla fusione in bronzo, fino alla posa finale a Zurigo: il racconto fotografico della nuova installazione permanente di Mr Arbitrium.
Dalla progettazione alla fusione in bronzo, fino alla posa finale a Zurigo: un racconto per immagini accompagna la nuova installazione permanente di Mr Arbitrium, una delle opere più iconiche di Emanuele Giannelli.
La storia di un’opera non inizia con l’inaugurazione.
Molto spesso comincia da uno schizzo, da un’intuizione, da un segno tracciato su carta. È proprio questo percorso che raccontano le immagini che accompagnano la nuova evoluzione di Mr Arbitrium, la celebre scultura monumentale di Emanuele Giannelli che dal 29 maggio 2026 trova una nuova collocazione permanente a Zurigo.



Per la prima volta il “colosso viaggiatore” abbandona la sua natura esclusivamente itinerante per trasformarsi in una presenza stabile. La nuova versione in bronzo dell’opera diventa infatti installazione permanente presso Ledermann Management AG, nel cuore del quartiere Seefeld.
Ma oltre alla forza simbolica del progetto, a colpire è il percorso che ha portato alla sua realizzazione.
Le fotografie documentano tutte le fasi della nascita dell’opera: dai bozzetti preparatori realizzati dall’artista ai passaggi tecnici della lavorazione presso la storica Fonderia Salvadori, fino alle delicate operazioni di trasporto e installazione del gigante nel centro di Zurigo.
Un racconto visivo che permette di osservare da vicino la trasformazione di Mr Arbitrium dalla resina al bronzo, evidenziando non soltanto il cambiamento della materia, ma anche l’evoluzione concettuale del progetto.
La nuova scultura nasce infatti come gemello specchiato della versione originaria. Stessa tensione fisica, stesso gesto sospeso tra il sostenere e il respingere, ma una nuova identità legata alla permanenza e alla durata nel tempo.
Particolarmente suggestive sono le immagini della posa dell’opera presso Seefeldstrasse 60. Il grande corpo in bronzo dialoga con l’architettura storica dell’edificio che lo ospita, instaurando un rapporto diretto con lo spazio urbano e con il tessuto culturale della città.
Alta oltre 5,4 metri, la scultura continua a interrogare il pubblico attraverso il tema del libero arbitrio, che dà il nome all’opera stessa. Un gesto ambiguo, una tensione irrisolta e una domanda che accompagna da sempre il percorso di Giannelli.
Le fotografie non documentano soltanto un’inaugurazione, ma raccontano la nascita di una nuova presenza destinata a restare.




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