9 Ottobre 2026

Zarabazà

Solo buone notizie

Tra le rovine del Belìce rinasce la memoria: cinque giorni di eventi a Poggioreale

Il 14 e 15 gennaio 1968 un violento terremoto devastò un’ampia area della Sicilia occidentale tra le province di Trapani e Agrigento, sconvolgendo la Valle del Belìce. Fu una tragedia che segnò profondamente il territorio e le sue comunità. Le immagini in bianco e nero dell’epoca cristallizzano per sempre il dolore e lo smarrimento di  intere famiglie sedute tra le macerie, mentre osservano ciò che resta delle loro case e dei loro paesi: Montevago, Santa Ninfa, Gibellina, Santa Margherita Belice, Salaparuta e Poggioreale.

Negli anni successivi i nuovi centri abitati furono ricostruiti a qualche chilometro di distanza, mentre i vecchi borghi, salvo rare eccezioni, vennero abbandonati. Alcuni di essi sono diventati luoghi simbolo della memoria collettiva. È il caso di Gibellina, che ha trasformato le ferite del sisma in un grande laboratorio artistico a cielo aperto grazie alla visione lungimirante dell’allora sindaco Ludovico Corrao che nel progetto di rinascita urbana e culturale coinvolse i più importanti protagonisti dell’arte contemporanea di quel periodo.

Anche Poggioreale Antica conserva intatto il fascino di una storia sospesa nel tempo. Tra abitazioni, chiese, palazzi nobiliari e ciò che resta dell’antico teatro, il borgo continua a raccontare il proprio passato attraverso le sue rovine diventando nel tempo un luogo suggestivo, carico di memoria  e che molti viaggiatori definiscono la più bella città fantasma d’Europa.

Sarà proprio questo scenario unico a ospitare, dal 10 al 14 giugno, il festival “IART”,  cinque giornate di eventi, spettacoli e incontri che accompagneranno l’avvio di un importante progetto di rigenerazione urbana finanziato dal PNRR con un investimento di 1,6 milioni di euro.

L’inaugurazione è in programma il 10 giugno alle ore 18, con una cerimonia alla presenza di autorità regionali e nazionali. Per l’occasione sarà presentato il nuovo Museo Multimediale allestito all’interno di Casa Agosta, storico edificio restaurato che diventerà punto di accoglienza e spazio espositivo per i visitatori della Poggioreale abbandonata.

Nei giorni successivi il festival con la direzione artistica di Lucenzo Tambuzzo, Pino Di Buduo e Stefano Di Buduo e la direzione musicale di Roy Paci, entrerà nel vivo con un fitto programma che unirà arte contemporanea, musica teatro, memoria e partecipazione collettiva. Installazioni multimediali, performance artistiche, iniziative dedicate alle storie dell’emigrazione poggiorealese e attività laboratoriali trasformeranno il borgo in un grande spazio culturale a cielo aperto, valorizzando l’identità di questi luoghi e restituendo voce a una comunità che continua a riconoscersi nella propria storia e nelle proprie radici.