15 Giugno 2026

Zarabazà

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“Clues”: Giuseppe D’Alonzo apre il cassetto dei ricordi e trova canzoni ancora vive

C’è qualcosa di profondamente coraggioso nel pubblicare oggi canzoni scritte anni fa. Non solo perché il tempo cambia il modo in cui guardiamo noi stessi, ma perché rischia di trasformare quei brani in semplici testimonianze del passato. Giuseppe D’Alonzo evita questa trappola con Clues, un album che recupera composizioni nate durante la sua giovinezza e le restituisce all’ascoltatore con una sorprendente freschezza.

Le undici tracce del disco si muovono all’interno di un universo rock dalle molte sfaccettature. Non c’è la ricerca dell’effetto immediato o della produzione alla moda: ciò che emerge è piuttosto la volontà di raccontare emozioni autentiche, lasciando che siano le canzoni a parlare. È una scelta che premia l’ascolto e che conferisce all’album una personalità precisa.

I momenti più energici arrivano con brani come AKAI ITO, In A Chaotic Way e Roll The Dice, dove le chitarre acquistano centralità e l’impatto sonoro si fa più diretto. Ma è nelle aperture melodiche e nei passaggi più riflessivi che Clues trova forse la sua dimensione più convincente. La title track, insieme a Fade Away e Siviglia, mostra infatti il lato più sensibile della scrittura di D’Alonzo, capace di alternare malinconia e speranza senza mai cadere nell’enfasi.

Particolarmente significativo è il ruolo di Avere di già, il singolo che ha anticipato l’uscita del disco. Il brano affronta il tema della pressione che grava sulle nuove generazioni, costrette a confrontarsi fin da subito con incertezze e responsabilità che sembrano moltiplicarsi. D’Alonzo non sceglie la via della denuncia, ma quella dell’osservazione empatica, restituendo un ritratto sincero di un disagio collettivo.

L’alternanza tra italiano e inglese contribuisce a rendere il lavoro dinamico e coerente allo stesso tempo. Le due lingue diventano strumenti espressivi complementari, capaci di accompagnare le diverse sfumature emotive delle canzoni senza creare fratture all’interno del racconto.

Clues è un disco che parla di crescita, di memoria e di identità. Ma soprattutto è un album che dimostra come alcune canzoni possano attendere il momento giusto per essere ascoltate. E quando quel momento arriva, riescono ancora a raccontare qualcosa di vero. Giuseppe D’Alonzo firma così un lavoro sincero e maturo, costruito sulla forza delle emozioni e sulla capacità di trasformare ricordi personali in storie condivise.