9 Giugno 2026

Zarabazà

Solo buone notizie

Al Piccolo Teatro di Milano Emilio Isgrò con le “etichette cancellate” di Tenute Orestiadi

GIBELLINA CAPITALE ITALIANA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

AL PICCOLO TEATRO DI MILANO EMILIO ISGRÒ CON LE ETICHETTE CANCELLATE DI TENUTE ORESTIADI

Gibellina (Trapani)- Il 3 giugno, al Piccolo Teatro di Milano, andrà in scena un evento che unisce arte contemporanea, teatro e memoria civile del vino in un racconto profondamente legato alla storia culturale di Gibellina. Nell’anno in cui la città del Belice è la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, l’iniziativa assume il valore di un tributo alle Orestiadi e alla visione di Ludovico Corrao, il sindaco-intellettuale che trasformò una tragedia collettiva in uno dei più straordinari laboratori culturali del Mediterraneo.

Non un semplice appuntamento celebrativo, ma un attraversamento simbolico di quella stagione irripetibile in cui arte, architettura, poesia e teatro diventarono strumenti di ricostruzione umana prima ancora che urbana. Gibellina, dopo il terremoto del 1968, scelse infatti di rinascere attraverso i linguaggi della contemporaneità, coinvolgendo artisti, scrittori, registi e architetti provenienti da tutto il mondo in un progetto culturale che ancora oggi rappresenta un caso unico nel panorama europeo.

In questo solco si inserisce la presenza di Emilio Isgrò, tra le figure più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale e protagonista della serata milanese. L’artista presenterà le nuove etichette “cancellate” de Il Bianco e de Il Rosso di Ludovico, realizzate per un progetto speciale che trasforma il vino in materia narrativa, superficie poetica e segno identitario del Mediterraneo.

Le opere di Isgrò non si limitano a vestire una bottiglia, ma ne ridefiniscono il significato culturale. La sua celebre cancellatura — gesto che da decenni attraversa la scena artistica internazionale — diventa qui strumento di memoria e rigenerazione: non negazione del testo, ma possibilità di una nuova lettura del reale. Un linguaggio capace di custodire le tracce del passato e, allo stesso tempo, aprire nuovi spazi di immaginazione.

Il vino assume così una dimensione ulteriore. Non più soltanto prodotto agricolo o esperienza sensoriale, ma racconto del paesaggio umano, della stratificazione culturale e della tensione creativa che caratterizza la Sicilia contemporanea. Le etichette dedicate a Ludovico Corrao diventano quindi parte di una narrazione più ampia che intreccia arte, territorio, memoria civile e cultura materiale.

L’iniziativa del Piccolo Teatro, di cui Tenute Orestiadi è wine partner per la stagione teatrale, restituisce anche il senso profondo dell’esperienza delle Orestiadi: un progetto che ha saputo fare dialogare il Sud con le avanguardie internazionali, il teatro con le arti visive, la tradizione mediterranea con i linguaggi del contemporaneo. Un’eredità culturale che continua ancora oggi a generare visioni, relazioni e nuove forme di racconto del territorio.

In questo contesto, Tenute Orestiadi conferma il proprio ruolo non soltanto come realtà produttiva, ma come presidio culturale capace di interpretare il vino come esperienza artistica e identitaria, in continuità con quella intuizione originaria che ha reso Gibellina un luogo simbolo della rinascita attraverso la cultura.

Il programma si aprirà alle ore 19.15 con l’incontro:

Le Orestiadi di Ludovico Corrao nella Capitale dell’Arte Contemporanea. 45 anni di resistenza contemporanea

Un momento di riflessione collettiva sul ruolo che le Orestiadi hanno avuto nella storia culturale italiana ed europea, come esperienza capace di unire teatro, arti visive, musica, pensiero mediterraneo e impegno civile.

Con Emilio Isgrò interverranno Antonella Corrao, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Orestiadi, Alfio Scuderi, Direttore artistico del Festival delle Orestiadi, Pietrangelo Buttafuoco, Presidente Fondazione La Biennale di Venezia e Rosario Di Maria, Presidente di Tenute Orestiadi, insieme ai direttori del Piccolo Teatro Claudio Longhi e Lanfranco Licauli e l’amministratore delegato di Tenute Orestiadi Alessandro Costantini.

Alle ore 20.15 andrà in scena la performance:

Dall’Orestea di Emilio Isgrò

Gli attori Vincenzo Pirrotta e Silvia Ajelli interpreteranno alcuni estratti dell’Agamennone, accompagnato dalla proiezione del “testo cancellato” di Emilio Isgrò, in un dialogo scenico tra parola, assenza e immagine.

Alle ore 20.30 sarà quindi presentata ufficialmente la nuova collezione di etichette d’autore realizzate da Isgrò per Tenute Orestiadi.

Un progetto che riafferma la vocazione della Fondazione Orestiadi e delle Tenute Orestiadi a costruire connessioni profonde tra linguaggi artistici, territorio e cultura materiale mediterranea, portando avanti l’eredità culturale di Gibellina come luogo internazionale della contemporaneità.

La serata si concluderà con una degustazione e un aperitivo in abbinamento ai vini di Tenute Orestiadi.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, riconoscimento che consacra la città siciliana come uno dei più importanti laboratori culturali italiani, capace ancora oggi di interrogare il presente attraverso il dialogo tra arte, paesaggio, memoria e comunità.