Le opere della serata. Sullo Sfondo L'opera "Cadenze Letterarie" del Maestro Salvatore Fazio
Cadenze Letterarie & Rochin’ Lovers: Francesca Stajano Briganti interpreta Alessandra Delfini tra le musiche dei Merysse e l’arte di Valentina Rapone.
A Fiumicino le parole sono diventate spazio di confronto, ascolto e consapevolezza. Giovedì 7 maggio, negli spazi della La Grooveria e Rochin’ Lovers sul Lungomare della Salute, “Parole, Arte & Musica” ha unito letteratura, teatro, musica e riflessione sociale attorno al libro “In casa solo porte chiuse” di Alessandra Delfini. La serata, condotta e moderata dall’ideatore del format, lo scrittore e giornalista Dino Tropea, ha coinvolto pubblico, artisti e professionisti in un dialogo dedicato alle relazioni, alla rabbia, ai silenzi domestici e alla necessità di riconoscere i segnali emotivi prima che degenerino in violenza.

L’iniziativa rientra nel percorso culturale di Cadenze Letterarie, arrivato alla sedicesima edizione e già proiettato verso il prossimo appuntamento del 21 maggio.
Ad accogliere il pubblico sono stati lo staff organizzativo, a cui è andato il ringraziamento della serata, e Carmela Trivisonno per il coordinamento dell’ospitalità. L’evento ha alternato musica dal vivo, letture artistiche e momenti di approfondimento, mantenendo sempre centrale il valore umano dei racconti proposti.
Ad aprire l’evento sono stati i Merysse Acoustic Duo, composto da Maria Teresa De Pierro e Michele Bertasi. La loro esibizione ha accompagnato il pubblico dentro atmosfere intime, coerenti con i temi affrontati dal libro. Durante la presentazione è stato ricordato anche il progetto “Musica Senza Barriere”, iniziativa che promuove inclusione e accessibilità attraverso esperienze musicali dedicate anche alle persone sorde.

Il cuore della serata è stato l’incontro con Alessandra Delfini, autrice di “In casa solo porte chiuse”, opera che affronta fragilità relazionali, distanze emotive e dinamiche interiori senza cadere nella spettacolarizzazione del dolore. Quella della Delfini è la sua prima opera pubblicata, ma la passione per la scrittura accompagna l’autrice fin dall’adolescenza.

Nel corso dell’incontro è emersa la capacità narrativa della scrittrice di costruire una raccolta di storie brevi che punta il faro su problematiche profondamente attuali legate alle “porte chiuse” delle relazioni contemporanee. Attraverso una scrittura sostenuta da una fervida immaginazione, Alessandra Delfini riesce a creare vicende credibili e verosimili, pur essendo frutto della fantasia, accompagnando il lettore dentro dinamiche emotive che richiamano esperienze reali, quotidiane e spesso taciute.
Determinanti, in questo senso, le letture affidate a Francesca Stajano Briganti. L’attrice e regista ha dato voce ai passaggi più intensi del libro con una presenza scenica incisiva, scegliendo una recitazione essenziale che ha lasciato emergere il peso emotivo delle parole e il senso di inquietudine presente nei racconti.

Tra i brani interpretati, “Rumori” e “Alle 9” hanno colpito il pubblico per la capacità di descrivere tensioni quotidiane e ferite invisibili. Le letture sono state sintetizzate nella presentazione pubblica senza eccedere nei dettagli narrativi, mantenendo l’attenzione sul significato umano delle storie e sul disagio emotivo che attraversa i personaggi. La voce di Francesca Stajano Briganti ha trasformato la pagina scritta in presenza scenica, restituendo al pubblico il senso di claustrofobia emotiva che attraversa il libro di Alessandra Delfini.
Accanto alla dimensione teatrale, la serata ha sviluppato anche un confronto psicologico e culturale. La dottoressa Sonia Buscemi ha proposto una riflessione sulle relazioni familiari, sui confini emotivi e sul significato simbolico delle “porte chiuse”.

Nel dialogo con l’autrice, la dottoressa Sonia Buscemi ha spiegato come
“la casa possa rappresentare protezione ma anche isolamento, mentre la rabbia repressa rischia di trasformarsi in aggressività se non viene riconosciuta e gestita in tempo”.
Buscemi ha sottolineato come
“il conflitto, quando affrontato con consapevolezza, possa diventare occasione di crescita e confronto”, distinguendolo dalla violenza e dalla prevaricazione. La psicologa ha inoltre definito il libro “terapeutico” perché capace di aprire spazi di riflessione e cambiamento attraverso la narrazione condivisa delle fragilità umane. Particolarmente significativa anche la riflessione sui rapporti familiari e sui “confini relazionali”, descritti come porte emotive “capaci di proteggere ma anche di separare le persone”.
Importante anche l’intervento di Sergio Mingrone, scrittore e appassionato culturale, che ha letto un testo dedicato all’anger management. Il protagonista della lettura è un uomo consapevole della necessità di imparare a gestire la propria rabbia prima che possa trasformarsi in comportamento violento. Il tema ha trovato consenso tra i presenti, soprattutto sul bisogno di educare al riconoscimento delle emozioni prima che diventino distruttive.

Allo stesso tempo il dibattito ha evidenziato opinioni differenti sul ruolo della rabbia, considerata da alcuni anche una possibile forza motivazionale se controllata e indirizzata in modo costruttivo. Un confronto spontaneo che ha reso evidente come la serata non fosse costruita per offrire risposte semplici, ma per aprire riflessioni autentiche sulle relazioni contemporanee e sulla difficoltà di comunicare il disagio emotivo.
Nel corso della serata è emersa anche l’importanza della cultura come strumento di prevenzione sociale. Gli interventi non si sono limitati alla presentazione del libro, ma hanno costruito un confronto aperto sul peso delle parole dentro le relazioni quotidiane. Diversi spettatori hanno partecipato al dialogo finale condividendo riflessioni personali sul tema dell’incomunicabilità, della solitudine e della difficoltà di chiedere aiuto.
A impreziosire ulteriormente l’incontro la presenza artistica di Valentina Rapone, inciditrice specializzata nell’incisione su vetro. Le sue opere hanno dialogato idealmente con le parole del libro e con il clima emotivo della serata, trasformando materia, trasparenze e luce in racconto visivo.
I calici presentati avevano inciso Ligabue e Vasco Rossi in onore della vocazione musicale della La Grooveria.

Il clima rimasto fino alla chiusura è stato quello di un incontro autentico, lontano dai toni celebrativi e vicino invece all’esperienza concreta delle persone presenti. La combinazione tra musica acustica, interpretazione teatrale e analisi psicologica ha dato continuità narrativa all’intera iniziativa, evitando la frammentazione tipica di molti eventi culturali.
L’evento ha confermato la volontà degli organizzatori di costruire appuntamenti culturali capaci di lasciare domande, consapevolezza e partecipazione reale sul territorio.
Al termine dell’evento, una foto di gruppo ha riunito ospiti, organizzatori e protagonisti della serata. Le fotografie dell’iniziativa sono di Giorgio Algherini. Crediti e ringraziamenti sono stati rivolti alla Grooveria Rochin’ Lovers per l’ospitalità e il sostegno dato al progetto culturale.
Tra i presenti e sostenitori dell’iniziativa anche gli amici di Cadenze Letterarie, la Galleria Internazionale Area Contesa Arte Design, il regista Riccardo Ferrero, la Pro Loco Focene rappresentata dal dottor Pietro Barbera, il musicista Ezio Natale, l’associazione Parco Leonardo Insieme, gli scrittori Luigi Casa e Monica Vincenzi, e il maestro Salvatore Fazio, sempre vicini ai percorsi culturali e artistici del territorio.


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