La prima volta della cooperativa lucana in Nuova Zelanda e in Mozambico, mentre crescono in qualità e in numeri il Giappone e il Messico e si consolidano le piazze storiche della Germania e del Benelux. Un Vinitaly di soddisfazioni, aspettando il 2027 per i 70 anni di Cantina di Venosa
Il Giappone in forte crescita nonostante la svalutazione dello yen: più 30% nel primo trimestre 2026 sullo stesso periodo dell’anno precedente, sia in volume che in valore. Messico più 25% nel trimestre, la Germania e Benelux che si consolidano come mercati di riferimento per le esportazioni di Cantina di Venosa. E ancora: l’ingresso della linea Verbo (bianco, rosato e rosso) in Mozambico nel segmento dell’alta ristorazione e dell’hotellerie, e un primo approccio di Cantina di Venosa con la Nuova Zelanda.
“Siamo molto soddisfatti, i nostri vini si rafforzano all’estero e si aprono a nuovi mercati – afferma il direttore commerciale di Cantina di Venosa, Antonio Teora -. Anche se a Vinitaly abbiamo percepito un’affluenza minore rispetto al passato abbiamo potenziato la visibilità, incrementato nuovi contatti, ordini commerciali e piani di sviluppo programmati con i nostri prodotti premium, di fascia più alta”.
“E’ stato un Vinitaly fruttuoso, tante conferme e nuove soddisfazioni in vista anche di un anno importante che ormai è alle porte: i 70 anni di Cantina di Venosa nel 2027 – aggiunge il Presidente, Francesco Perillo -. I prossimi mesi ci vedranno impegnati nel completamento della nuova cantina in vista di questa grande ricorrenza. Ci attendono nuove sfide e progetti, a cui stiamo lavorando e che annunceremo a breve”.
Fondata nel settembre 1957 da 27 soci, Cantina di Venosa è oggi una cooperativa di 350 viticoltori (oltre il 50% giovani) e 800 ettari di vigne, con una resa di 50mila quintali d’uva (90% aglianico) e 35mila ettolitri di vino. Complessivamente produce 2 milioni di bottiglie – su un potenziale di 5 milioni – più un 60% di vino sfuso. Ben 21 le etichette, in maggioranza di Aglianico del Vulture sia Doc che Docg, ma presto qualche novità.
Nella sede di Cantina di Venosa è in corso un grande piano di riorganizzazione degli spazi, con obiettivi di efficienza logistica e produttiva, accoglienza ed enoturismo. I lavori si concluderanno entro il 2027 e prevedono nuovi spazi e la riorganizzazione e il riutilizzo di quelli esistenti, rivestiti da materiali moderni. Il progetto architettonico della “nuova” Cantina di Venosa rappresenta una scommessa sul futuro per un’azienda cooperativa, l’unica nella Basilicata del vino e una fra le più importanti nel sud Italia, che punta adesso a sviluppare anche l’enoturismo. Venosa è la città del poeta romano Orazio e del madrigalista Carlo Gesualdo.

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